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Intervista con Liz Greene relativamente all'Oroscopo
"Professione e Vocazione"
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"La
vocazione non ha a che fare con il trovare un lavoro che faccia
guadagnare soldi, ma con la sensazione di vivere una vita utile
facendo qualcosa che amiamo."
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P.I.:
La sua nuova analisi "Professione e Vocazione" sta per
essere lanciata. Cosa possono aspettarsi i suoi lettori?
Liz Greene:
Molte persone non hanno idea di che direzione prendere perché
non capiscono sè stesse. Persino per la loro formazione,
basano la loro decisione sul fatto se ci sia o meno una richiesta
di mercato. Pongono domande come "C'è possibilità
di lavoro qui?" oppure "Riesco a guadagnare qualcosa facendo
questo lavoro?". Questo non è il modo giusto per trovare
la vera soddisfazione per quello che si fa. Bisogna muoversi dall'interno
verso l'esterno. Prima di affrontare l'argomento studio, o la scelta
di un programma universitario, dovreste sapere quali sono le Vostre
forze e quali le debolezze, quali capacità avete e che cosa
desiderate veramente fare.
Quando avete un buon quadro di tutte queste cose, siete in
grado di fare una scelta più intelligente relativamente alla
direzione da prendere. La vocazione non ha niente a che fare con
il trovare un impiego che faccia guadagnare soldi, ma riguarda la
sensazione di vivere una vita utile facendo qualcosa che amiamo.
Si possono sviluppare le proprie capacità in questo senso,
invece di scegliere un lavoro semplicemente per pagare l'affitto
o la spesa settimanale. La spinta deve andare dall'interno verso
l'esterno piuttosto che dall'esterno verso l'interno.
Lo scopo di questa analisi è di offrire un po' di conoscenza
a tale livello. Bisogna incoraggiare una maggiore attitudine psicologica
verso il lavoro, piuttosto che vederlo come un fattore puramente
esterno.
P.I.:
Lei dà al lettore qualche consiglio relativamente a che tipo
di impiego cercare?
Liz Greene:
Non in un senso specifico. Il programma non dirà alle persone
che tipo specifico di lavoro è per loro il migliore. Un oroscopo
non può essere così specifico, non risparmierà
alle persone il lavoro concreto di dover pensare con la propria
mente, ma dà delle linee guida generali. Per esempio, qualcuno
potrebbe avere un' attitudine per lavorare con le persone - potrebbe
essere sensibile, pieno di tatto e profondamente interessato al
benessere altrui. Questa è una vocazione. Ci sono molti lavori
che potrebbero essere attribuiti a tale gruppo generico di "vocazione":
un terapeuta, un consulente, un insegnante, un determinato tipo
di avvocato, un direttore dell'ufficio personale. Sarà più
semplice trovare il lavoro adeguato, se la "vocazione"
è individuata.
K.B.:
Ci sono determinati pianeti e costellazioni che rivestono un ruolo
importante in queste interpretazioni?
Liz Greene:
Fino ad un certo punto, si. Ma io penso che la vocazione in realtà
coinvolga l'intero tema natale. Tradizionalmente, gli astrologi
guardano alla 10a e alla 6a casa, o al segno del MC. Non funziona
proprio in questo modo. La vocazione è qualcosa che riguarda
tutta la persona e il trovare qualcosa che possa soddisfare il maggior
numero possibile di parti dell'intera persona. In una parte del
programma io mi concentro fortemente sul Sole, in quanto il Sole
ha molto a che fare con la sensazione individuale di essere una
persona particolare e di avere uno speciale destino o scopo nella
sua vita. Ma questo è solo una parte, tutto il tema natale
deve essere considerato.
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"
Se una persona ha una mente molto vivace e una grande curiosità
intellettuale, e ha un impiego consistente nel dovere riempire
buste o cartoni per tutto il giorno, finirà con l'odiare
ogni minuto del suo lavoro."
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P.I.:
Che tipo di temi vengono affrontati?
Liz Greene:
La prima parte del programma è relativa al modo generale
in cui l'individuo vede la vita - la maniera di percepirla che gli
è più consona e la forza fondamentale del suo temperamento.
Essa indica se una persona è più ad indirizzo mentale
o tattile, se è ricca di immaginazione o più incline
ad interagire con il mondo a livello di sentimenti. È un
quadro generale che rende immediatamente evidente che certi tipi
di impieghi non sono adatti ad un determinato temperamento. Per
esempio, se una persona ha una mente molto vivace e una grande curiosità
intellettuale, e ha un impiego consistente nel dovere riempire buste
o cartoni per tutto il giorno, finirà con l'odiare ogni minuto
del suo lavoro.
La seconda parte è più dettagliata e tratta più
specificamente le attitudini e le capacità di una persona.
È basata sull'intero tema natale, sebbene particolari fattori
possano essere evidenziati. Vi è un'enfasi su punti quali
"che cosa sei capace di fare?" e "che tipo di ambiente
lavorativo potrebbe essere il più piacevole?". Alcune
persone hanno bisogno di lavorare in gruppo, altre rispondono bene
a strutture più istituzionalizzate, mentre altri ancora preferiscono
lavorare da soli. L'analisi tratta argomenti personali come questi.
La parte successiva si occupa delle limitazioni e dei conflitti
di cui una persona dovrebbe essere conscia. Questi non sono necessariamente
difetti o cose che le persone "fanno in modo sbagliato".
Ma noi tutti abbiamo dei limiti. Ci sono certe aree di difficoltà
innate e non ha molto senso cercare di rendere una persona quello
che essa non è. Alcune limitazioni possono essere molto creative,
se si sa quali esse siano: è possibile lavorarci sopra e
trasformarle in un vantaggio.
La parte finale ha tre sezioni. C'è una sezione che riguarda
il modo in cui l'individuo lavora con gli altri e descrive la sua
particolare tematica nei analisi lavorative, qualora ci siano particolari
problemi. Qualcuno potrebbe non gradire particolarmente la compagnia
di altri, o potrebbe essere troppo dominante verso di loro. C`è
poi la sezione che tratta particolari paure e ansietà relativamente
alla propria realizzazione ed al successo, nel caso siano presenti.
Questa sezione si occupa di trovare le insicurezze più profonde
e che cosa esse riguardino.
Infine c'è una sezione che si occupa di che cosa il successo
significhi per una persona. Le persone misurano il successo in modi
molto diversi. Per alcuni il successo è materiale - essi
si sentono persone di successo perché hanno una bella casa
o tanti soldi in banca. Per altre persone, questo non conta nulla,
fintanto che si sentono utili o che abbiano potuto aiutare altri,
o che siano rimasti fedeli ad una visione artistica. La sezione
finale riguarda i valori più profondi di una persona, che
indicano cosa essa debba fare per poter avere la sensazione di aver
veramente tratto il meglio dalla sua vita.
P.I.:
La vocazione di una persona può cambiare con l'età?
Liz Greene:
In un senso superficiale, si. Le persone cambiano direzione ogni
momento. Alcuni impiegano un tempo molto lungo per trovare una direzione.
In questo senso, superficialmente, si, le persone cambiano. Ma l'essenza
di una persona in realtà non cambia. Solitamente, quando
qualcuno cambia parecchi impieghi, lo fa o allo scopo di trovare
qualcosa che gli sia veramente idoneo, oppure attraversa espressioni
esterne diverse derivanti però tutte dallo stesso nocciolo.
Alcuni potrebbero iniziare come terapeuti e poi decidere di iniziare
a studiare per diventare medici, e poi smettere e diventare un astrologo
o un guaritore; ma in tutte queste forme esteriori si riconosce
la stessa trama: hanno tutte la stessa origine.
C'è un'essenza immutabile in ognuno di noi, ed è questo
che il tema natale descrive. Un senso di vocazione si sviluppa durante
il corso di una vita intera. In molte persone si sviluppa molto
lentamente; esse potrebbero non sentire di aver veramente trovato
la loro vocazione finché non raggiungono la parte centrale
della loro vita, o a volte persino nella parte finale. Ed esse sono
costantemente alla sua ricerca provando cose diverse. Il nocciolo
di una persona, dal quale sorge un senso di vocazione, ha qualcosa
che rimane costante. Quanto più vicini si giunge all'espressione
di tale essenza, tanto più si è soddisfatti del proprio
lavoro.
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Quanto più vicini si giunge all'espressione di tale essenza,
tanto più ci si sente realizzati nel proprio lavoro. "
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P.I.:
Così in realtà è lo stesso tema ma a livelli
differenti?
Liz Greene:
Si, esattamente. Lo scopo più profondo di questo tipo di
lavoro astrologico è quello di raggiungere il nucleo, piuttosto
che di preoccuparsi dei "tentativi" esteriori delle persone.
La vita di un individuo è sempre caratteristica dell'individuo
stesso - non c'è nulla in essa che sia casuale. Quando le
persone fanno delle scelte, come passare da un lavoro ad un altro,
potrebbe sembrare che non ci sia nessuna connessione. Ma c'è,
e il trovare questa connessione ci mostrerà che cosa questa
persona stia realmente cercando. Qual è il motivo della ricerca?
A che cosa aspira veramente? Quanto più vicini si riesca
ad arrivare a ciò, tanto più è probabile che
venga scelto un mezzo lavorativo che rifletta il più possibile
l'intero individuo.
Nessun mezzo esteriore può rispecchiare interamente l'interno
di una persona, ma se è sufficientemente "giusto",
allora una persona è in grado di dire "Si, è
questo che sono destinato a fare, è remunerativo e mi dà
soddisfazione". Anche se ci fossero conflitti, c'è un
senso di essere nel posto giusto e di amare quello che si fa. Deve
venire dal cuore, e questo non cambia. Le cose che veramente amiamo
non cambiano.
P.I.:
Lei consiglierebbe l'uso di un oroscopo in un contesto professionale,
presso imprese o datori di lavoro?
Liz Greene:
Io penso che possa essere molto prezioso, se viene usato saggiamente
e senza pregiudizi personali. Ci deve essere un pochino di sofisticazione
da parte di chiunque si occupi di assunzioni; essi non dovrebbero
essere troppo rigidi nel loro giudizio. In questo caso un oroscopo
può essere di grandissimo aiuto. Un oroscopo non può
dire "questa persona svolgerà bene il suo lavoro",
perché può succedere di tutto e le persone non sempre
usano tutto il loro potenziale. L'individuo potrebbe essere felice
per un certo periodo e poi entrare in conflitto con qualcun altro
nell'ufficio, o decidere di avere un figlio. Se si cerca un impiegato
che sia a suo agio nel ricevere ordini, e che sia capace di svolgere
un lavoro di routine in modo coscienzioso, bisogna trovare qualcuno
il cui temperamento sia adatto a questo tipo di posizione. Ci sono
alcuni temperamenti che avrebbero difficoltà ad adattarsi
a questo tipo di struttura lavorativa. E se viene assunta una persona
che non è adatta, questa sarà sempre in attesa della
possibilità di ottenere qualcosa di più, e se non
riuscisse ad avere di più, se ne andrà. Conoscere
cose come queste può essere molto prezioso per un datore
di lavoro, e certamente un oroscopo può indicare ciò.
Non si tratta di giudicare se tale persona sia un buon o cattivo
lavoratore, o una buona o cattiva persona. Semplicemente la sua
capacità è in un settore che non si addice alle esigenze
di tale impiego. D'altra parte, la persona potrebbe essere molto
brava proprio per il tipo di posizione che si vuole ricoprire. In
questo senso, io penso che un'analisi possa essere uno strumento
prezioso per un datore di lavoro, fintanto che non venga usata per
giudicare o per predire l'imprevedibile.
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" La
sfida è capire che cosa una persona ami, perché
anche quando le strutture esterne del mercato lavorativo cambieranno,
lo spirito che anima la vocazione di una persona rimarrà
invariato. "
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K.B.:
Come possono le persone trovare la loro vocazione in questi tempi,
dove le esigenze lavorative cambiano così rapidamente, e
dove tantissimo lavoro viene concepito a breve termine?
Liz Greene:
Io ho cercato di affrontare questo tema nel modo in cui il programma
è strutturato. Questo è il motivo per cui non è
possibile essere specifici e dire che qualcuno dovrebbe lavorare
per una certa impresa, o che dovrebbe fare un particolare tipo di
lavoro. La tecnologia avanza così rapidamente, che un particolare
lavoro potrebbe non esistere più tra un paio d'anni. È
il nocciolo dell'individuo a cui il programma si rivolge.
La sfida è capire cosa una persona ami, perché anche
quando le strutture esterne del mercato lavorativo cambieranno,
lo spirito che anima la vocazione di una persona rimarrà
invariato. Ovviamente è fastidioso se improvvisamente si
viene a scoprire che la compagnia per cui si sta lavorando affonda.
Ma se una persona sa chi è, e cosa ha da offrire, può
trovare qualcosa d'altro che risuona in lei nello stesso modo. Se
deve imparare delle nuove tecniche non ci sono problemi, perché
la motivazione per imparare c'è.
K.B.:
Così in realtà si tratta sempre dell'essenza ...
Liz Greene:
Si. Io penso che la vocazione sia proprio questo. Questo è
il motivo per cui così tante persone sono profondamente infelici
nel loro lavoro - a loro non viene mai in mente che il proprio lavoro
deve rispecchiare la persona stessa. Se essa ama i rituali, il ritmo
e la routine, essa può divertirsi posando mattoni, il che
può essere una vera forma d'arte e una cosa bellissima per
un artigiano. Ma, allo stesso tempo, se i mattoni improvvisamente
scomparissero dalla lista dei materiali edili disponibili, la persona
potrebbe sempre esprimere il suo amore per la costruzione in schemi
ritmici con qualsiasi materiale essa dovesse lavorare. Noi guardiamo
troppo al mondo esterno quando iniziamo a pensare a cosa vogliamo
fare con le nostre vite. Noi ci chiediamo "Come posso avere
successo? In che modo farò più soldi possibili? I
miei genitori cosa vogliono che io faccia? Quale tipo di lavoro
è il più rispettabile e mi consente un posto nella
comunità?" Noi continuiamo a guardare all'esterno, invece
di scoprire chi siamo noi, in che modo vogliamo contribuire al mondo
e cosa amiamo e apprezziamo.
K.B.:
Talmente tante persone vengono sommerse da un flusso costante di
informazioni, di richieste di nuove competenze, nuove tecnologie
e sradicamenti culturali. Come possono far fronte a ciò?
Liz Greene:
Quando le persone si sentono sommerse dal caos, spesso è
perché non hanno un senso della loro essenza, non hanno il
senso di un centro, e in tal modo ogni cosa colpisce loro dall'esterno
e vanno in pezzi. Non sanno che cosa ascoltare. Dov'è la
verità? Gli spostamenti culturali, il bombardamento di informazioni,
i cambiamenti tecnologici, l'attuale mancanza di sicurezza nel lavoro
- c'è una terribile instabilità nel mondo in questo
momento. L'unico modo per far fronte a tutto questo flusso, è
l'avere qualche cosa al proprio interno che sia molto solido, dove
è possibile sapere cosa siamo, in che cosa siamo bravi e
che cosa amiamo fare. Una volta trovato ciò, è possibile
fare tutti gli adattamenti richiesti. Potrebbero non piacerci tutti,
ma nessuno ha mai promesso che la vita sarebbe stata leale. Dipende
tutto dal fatto, se la persona è in grado di effettuare gli
adattamenti necessari basandosi su un solido senso di sé.
Una persona, se si applica, può sempre imparare delle nuove
competenze - può imparare come usare un computer, può
imparare una nuova lingua o nuove tecniche artistiche. Ma non potrà
mai imparare ad essere qualcun altro.
Questa intervista ha avuto luogo nell'autunno
del 2000 con Karin Baasch e Peter Isler.
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