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Astronomicamente il Sole è al centro, o al cuore, del sistema solare.
Senza il Sole, non ci sarebbero luce o vita e, naturalmente, nessun
sistema solare. Il Sole nel tema natale rappresenta il nostro centro
di gravità e il nostro centro di coscienza. Quando il Sole splende tutto
va bene nel mondo. Qualcuno ha sperimentato l'eclissi totale di Sole
a Plymouth nel 2000?
Pubblico: Sì, ed è stata una cosa molto bizzarra. Era un giorno
uggioso e nuvoloso e mentre diventava gradualmente più scuro continuavo
a pensare "Eccoci" e poi all'improvviso è diventata notte. Non il progressivo
svanire della luce, all'improvviso la luce è proprio scomparsa. E' stato
davvero raggelante. Ma la cosa più significativa l'ho scoperta quando
il Sole è apparso di nuovo dopo pochi minuti - il mio cuore si è proprio
sollevato ed è stata davvero una bella sensazione essere lì.
Clare: E' molto interessante, dal momento che hai menzionato
il sollevarsi del tuo cuore e il Sole governa il cuore.
Pubblico: Sì, decisamente è stato il mio cuore.

Clare: C'è anche una componente spirituale in quello che dici.
Noi diamo il Sole per scontato ed è solo quando scompare che ci rendiamo
conto di quanto tutto dipenda da lui. Con il ritorno del Sole tutto
ha un significato e uno scopo e tutto è di nuovo a posto. La meravigliosa
luce ritorna. Ritengo che durante un'eclisse solare tutto sulla terra
cessi di crescere e letteralmente inizi a morire, compresi noi, così
dobbiamo ritenerci fortunati che durino solo quattro minuti circa.
Pubblico: Era molto tranquillo. Gli uccelli hanno smesso di
cantare.
Clare: Astrologicamente, il Sole descrive il principio maschile,
affidabile, prevedibile, diretto e finalizzato, la sorgente della nostra
vitalità e identità spirituale. Ogni giorno il sole si leva ad est,
restituendo luce e fiducia e chiarezza e forza vitale alla terra. Allo
stesso modo il calore e l'aridità del principio solare può bruciare
e disseccare e può essere estremamente pericoloso al punto che non possiamo
neppure guardare il Sole direttamente ad occhio nudo. Il Sole descrive
ciò che noi siamo già in essenza, ma che necessiterà della consapevole
lotta del percorso della nostra vita per diventare intero ed essere
integrato.

Nel testo alchemico di Salomon Trismonin
Splendor Solis (1582), il Sole Cosmico purificato, che si leva
dall'oscurità, si congiunge con la Terra alla fine del lavoro alchemico:
"ciò che sta sopra si unisce con ciò che sta sotto", simboleggiando
a livello psicologico l'integrazione dell'intera personalità.
Arroganza, superbia, orgoglio, narcisismo, per esempio sono alcuni
esempi della distorsione del principio solare, l'archetipo della nobiltà,
dell'onore, dell'integrità e dell'autorità personale. Mentre lavoriamo
per sviluppare il principio solare, che è in definitiva la nostra connessione
conscia allo Spirito, impariamo che la completa espressione del Sole
implica l'integrazione dell'Ombra, dal momento che non ci può essere
luce senza ombra. Il raggiungimento della nostra identità unica o "individualità"
solare implica perciò che noi siamo diventati "indivisi", che abbiamo
riconosciuto sia le luci che le ombre della nostra natura solare. Naturalmente,
questo è molto difficile da fare e richiede il lavoro di una vita.
Ci sono due miti greci particolarmente appropriate che descrivono
i pericoli di cercare di imbrigliare il potere del Sole troppo giovani.
Questo è un atto di hubris, un' identificazione con gli dei, e viene
sempre punita. Uno è il mito di Fetonte, figlio del dio solare Helios,
che indusse il padre a concedergli di guidare il carro del Sole attraverso
il cielo per un giorno. I cavalli, sentendo che le redini erano tenute
da una mano inesperta, galopparono selvaggiamente al di fuori del loro
percorso e arrivarono vicini alla terra, minacciando di bruciarla. Zeus
vide il pericolo e distrusse Fetonte. L'altro è il mito di Icaro, figlio
di Dedalo, che si costruì ali di penne e cera e, trascinato dall'eccitazione
del volo e incurante degli avvertimenti del padre, volò troppo vicino
al Sole, per cui le sue ali si sciolsero e precipitò nel mare.
Pubblico: Ma se il Sole è il nucleo della nostra identità,
come può volerci una vita per scoprirlo?
Clare: Questa è una domanda interessante, tenendo conto che
l'astrologia basata sul segno-solare è così popolare, così ampiamente
usata e riconosciuta. Da un punto di vista psicologico, l'interpretazione
del Sole in un tema natale è molto più complessa, in parte perché ci
sono così tanti differenti livelli di significato e di espressione.
Penso che la risposta sia che la nostra relazione con il Sole nel nostro
tema natale cambia nel corso della vita. E' abbastanza comune, per esempio,
che ci siano persone che decisamente non amano il proprio segno solare.
Questa è una buona indicazione che deve e può essere sviluppata una
relazione più positiva, dal momento che la positiva espressione del
Sole in un tema implica un' autentica connessione con se stessi e un
alto livello di accettazione. Poiché il Sole descrive anche la nostra
consapevolezza spirituale, è un simbolo davvero impressionante e potente
che è di gran lunga troppo grande da realizzare quando siamo giovani.
Perciò tende ad essere proiettato o caricato sulle spalle di padri o
educatori maschi o figure paterne per la prima metà della nostra vita,
finché non costruiamo un ego forte abbastanza e siamo abbastanza maturi
da esprimere la piena maestà del principio solare da soli.
Pubblico: Così è essenzialmente inconscio?
Clare: Proprio così, perché non siamo nati completamente consci.
Il principio di coscienza comincia dall'essere inconscio.
Pubblico: Ci può volere una vita intera per realizzare
consapevolmente il Sole, ma sicuramente noi stiamo vivendo le caratteristiche
dei nostri segni solari? Altrimenti non riconosceremmo le descrizioni
dei segni solari così facilmente? Per esempio, i bambini sembrano essere
esempi purissimi dei loro segni solari, sebbene abbia notato che tendono
facilmente a perdere questa caratteristica quando crescono. Perdono
quella vibrazione istintiva man mano che imparano ad interagire con
il mondo esterno.
Clare: Sì, man mano che socializzano, smettono di essere
spontaneamente se stessi. Mentre cresciamo ci viene insegnato a non
essere egoisti, a condividere i nostri giocattoli, a mettere gli altri
per primi. Una volta che siamo fuori dalla nostra infanzia, ci viene
insegnato che non siamo i soli unici speciali individui nel mondo, ma
semplicemente uno all'interno di un gruppo con il quale ci si aspetta
che ci conformiamo. E così ci adattiamo e conformiamo noi stessi alle
aspettative degli altri. Cominciamo un viaggio che ci allontana dal
nostro nucleo centrale spirituale e ci porta verso il pieno coinvolgimento
con il mondo, un viaggio che, si spera, ci conduca alla fine di nuovo
a noi stessi, ma questa volta consapevolmente e in modo più maturo e
integrato. E' il lungo viaggio verso il Sole.
La mia personale opinione è che, mentre socializziamo e sviluppiamo
un'identità legata all'ego in modo da funzionare efficacemente nel mondo,
spesso prendiamo le caratteristiche del segno opposto al Sole. In altre
parole, spesso manifestiamo la polarità opposta a ciò che siamo essenzialmente.
Vale la pena che ci riflettiate per conto vostro mentre esaminiamo il
significato dei segni, ma nella mia esperienza le persone spesso funzionano
come se il loro Sole fosse nel segno opposto. Questa sembra una parte
naturale del processo di sviluppo. Alla fine, la nostra identità completamente
cosciente sembra comportare l'integrazione delle nostre opposte polarità
interne, sia dei lati luminosi che dei lati oscuri interiori. Nel mio
lavoro con i clienti, trovo spesso che sia molto utile concentrarsi
sulla integrazione cosciente del segno solare opposto e sullo sviluppo
dei pianeti che secondo la tradizione sono in esilio o in caduta nel
segno solare. Questo mi aiuta a vedere il principio solare in un contesto
più ampio, come il centro pienamente integrato e maturo dell'identità
e indivisibilità di un individuo. Osserveremo questo con maggiore profondità
quando esploreremo l'espressione del Sole in ciascun segno.
Pubblico: Quando diventiamo consapevoli?
Clare: Bene, naturalmente non ci sono garanzie. Tuttavia,
possiamo guardare a questo nei termini del concetto di individuazione
di Jung. Jung credeva che le nostre vite si suddividono in due metà,
con la prima parte che riguarda lo sviluppo dell'ego, che è il nostro
senso dell'identità conscia, forgiato dalle nostre risposte all'ambiente
nel quale siamo nati. Noi impariamo a funzionare efficacemente nel mondo,
socializziamo, sviluppiamo abilità personali e creiamo relazioni. Durante
questo tempo parti della nostra psiche rimangono sconosciute o sottosviluppate,
mentre ci adattiamo alle aspettative del mondo esterno. Il processo
di individuazione, che si dice cominci attorno ai trentasette anni,
implica l'integrazione cosciente di quegli aspetti della nostra psiche
che, fino ad allora, sono rimasti sottosviluppati e sconosciuti.
Pubblico: Allora i trentasette anni segnano l'inversione della
marea? Jung non ebbe forse un' esaurimento nervoso a quell'età? Scrisse
la maggior parte delle sue opere dopo quell'avvenimento.
Clare: Sì, certamente fu il punto di svolta della sua vita.
Noi possiamo guardare a questo momento anche da un punto di vista astrologico.
Non è inusuale per noi pensare che abbiamo risolto tutto entro i trentacinque
anni, ma ci sono alcuni transiti estremamente potenti che accadono tra
la fine dei trenta e l'inizio dei quaranta che ci presentano con quelle
che percepiamo come sfide completamente nuove, la cui esperienza spesso
finisce per cambiarci la vita.
Pubblico: Mio padre aveva trentasette anni quando ha scoperto
per la prima volta chi era il suo vero padre.
Clare: Questo è un esempio molto concreto di ciò di
cui stiamo parlando, dal momento che il Sole è il simbolo della nostra
identità, e immagino che, quando tuo padre ha scoperto la sua identità
biologica, questo gli abbia dato un senso completamente nuovo di se
stesso.
Pubblico: Sì, è certamente cambiato radicalmente e da quel
momento ha preso una nuova direzione nella vita.

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