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Le Ayanamsha nell'Astrologia Siderale

Di Dieter Koch

L'astrologia occidentale utilizza soprattutto lo zodiaco tropicale, nel quale 0° Ariete coincide con il punto vernale. Il punto vernale a sua volta è il punto in cui si trova il Sole all'equinozio di primavera.

L'astrologia siderale utilizza invece uno zodiaco siderale nel quale il punto iniziale viene stabilito in relazione alle stelle fisse. L'astrologia siderale ha una tradizione orientale ma anche occidentale. Quest'ultima afferma di rifarsi alle tradizioni babilonesi ed ellenistiche, mentre l'altra origina dalla tradizione indiana ed è conosciuta come “astrologia vedica”. (dato che gli aspetti spirituali vedici non sono legati all'astrologia questo è un nome fuorviante e quindi utilizzerò i termini “astrologia indiana” o “astrologia siderale” per riferirmi a questa tradizione)

Il lento movimento del punto vernale rispetto alle stelle, conosciuto come precessione è pari a 1° ogni 71,6 anni. Per via di questo movimento lo zodiaco siderale si separa gradualmente dallo zodiaco tropicale. Circa 1500-2000 anni fa entrambi gli zodiaci si trovavano a coincidere perfettamente l'uno con l'altro ma nella nostra epoca essi sono a più di 20° gradi di differenza, la quale continua ad aumentare con lo scorrere del tempo.

Le effemeridi siderali moderne sono derivate dallo zodiaco tropicale al quale viene sottratto un valore in gradi che costituisce la differenza con le posizioni planetarie tropicali. Questo valore o differenza tra zodiaco tropicale e zodiaco siderale è chiamata ayanamsha. Il termine sanscrito ayanāmśaḥ è composto dalle parole ayanam “corso (del sole), metà anno”, e amśaḥ, “parte” o “porzione”, quindi letteralmente ayanamsha si traduce in “porzione del corso”. Si riferisce alla distanza tra un solstizio ed il punto iniziale del un segno zodiacale cardinale al quale è associato. Questa distanza equivale alla distanza tra il punto vernale ed il primo punto del segno siderale dell'Ariete.

Sfortunatamente gli astrologi siderali sono in disaccordo su quale punto del cielo corrisponda esattamente al primo punto dello zodiaco siderale. Su questo punto vi sono numerose opinioni e divergenze e, di conseguenza, esistono numerose ayanamsha. Quasi ogni anno vengono inventate delle nuove ayanamsha. Chi si approccia all'astrologia siderale è costretto a confrontarsi col difficile problema di dover scelgiere quale ayanamsha privilegiare, a meno che non decida di utilizzare quella raccomandata dal proprio maestro. Gli astrologi indiani e i loro discepoli occidentali utilizzano per la maggior parte un'ayanamsha che è stata chiamata “ayanamsha Lahiri”, mentre la tradizione siderale occidentale privilegia per lo più l' “ayanamsha Fagan/Bradley”.

Su astro.com utilizzando la Selezione estesa carte possono essere generati oroscopi siderali scegliendo tra le seguenti ayanamsha:

Ayanamsha Fagan/Bradley

In origine venne chiamata “ayanamsha hypsomatica” dall'astrologo americano di origine irlandese Cyril Fagan (1896-1970) che la introdusse nel libro Zodiacs Old and New pubblicato nel 1950. Fagan posizionò la stella Spica a 29°Vergine basandosi sulle sue ricerche sui gradi di esaltazione (in greco hypsomata). L'astrologo americano Donald A. Bradley (1925-1974, alias Garth Allen) corresse la posizione di questa stella a 29°06 Vergine dopo aver investigato centinaia di ingressi siderali solari e lunari in segni cardinali i quali precedevano eventi mondani come eruzioni vulcaniche e disastri avvenuti in miniere o centri di estrazione. Con questa ayanamsha, che Bradley rinominò SVP (punto vernale "sinetico" (synetic)) le importanti stelle Aldebaran e Antares sono localizzate quesi perfettamente a 15°Toro (Aldebaran) e a 15°Scorpione (Antares).

Lo zodiaco Fagan/Bradley è molto vicino allo zodiaco utilizzato dagli astrologi babilonesi durante il periodo ellenistico (323-31 a.C.). Gli studi statistici di Peter Huber basati su registrazioni astronomiche contenute in una serie di tavolette cuneiformi lo hanno portato nel 1950 a sviluppare un'ayanamsha che differisce da quella di Fagan/Bradley di neanche due minuti d'arco. Secondo degli studi più recenti, portati avanti da P. Britton (2010) la differenza tra queste due ayanamsha potrebbe in realtà essere pari a qualche minuto d'arco (vedi sotto). Lo zodiaco Fagan/Bradley è il più vecchio zodiaco siderale.

C. Fagan & R.C. Firebrace, A Primer of the Sidereal Zodiac, London, 1961.
Cyril Fagan & Roy C. Firebrace, Primer of Sidereal Astrology, AFA, Tempe, AZ, 2008.
Cyril Fagan, Zodiacs Old and New, A Probe Into Antiquity and What Was Found, (Foreword by Donald A. Bradley), 2011 reprint.
Kenneth Bowser, An Introduction to Western Sidereal Astrology, AFA, Tempe, AZ, 2012

Ayanamsha Lahiri

Questa è l'ayanamsha più utilizzata in India ed è l'ayanamsha ufficiale utilizzata per determinare le date del calendario religioso indù. Fu introdotta nel 1955 dalla commissione governativa per la riforma del calendario indiano e prende il nome del suo inventore, l'astronomo Nirmala Chandra Lahiri. Siccome le festività del calendario religioso indiano vengono determinate dall'ingresso del Sole nei segni dello zodiaco siderale, le celebrazioni religiose indù dipendono dall'ayanamsha utilizzata per costruire il calendario. Introducendo un'ayanamsha ufficiale, il governo indiano costrinse le festività religiose in giorni prestabiliti su tutto il territorio nazionale. La base storica di questa ayanamsha non è chiara e molti esperti la considerano errata di almeno qualche grado.

L'intenzione di Lahiri era infatti che la Stella Spica (Citrā in sanscrito) dovesse essere fissata a 0° Bilancia, ma la definizione ufficiale dell'ayanamsha Lahiri non relizza accuratamente questa idea. Questo per via del fatto che il metodo di calcolo tradizionale utilizzato per determinare questa ayanamsha non prende in considerazione il moderno calcolo di moto della sfera celeste né il leggero cambio d'orientazione che subisce il piano dell'eclittica. Per queste ragioni alcuni astrologi hanno proposto una versione aggiornata di questa ayanamsha: la cosiddetta “Vera Citra Paksha Ayanamsha”. (vedi sotto).

Altre Ayanamsha legate alla Stella Citrā

* Vera Citra Paksha Ayanamsha (True Chitra Paksha)

Questa ayanamsha è considerata come la correzione dell'ayanamsha Lahiri. La stella fissa Spica (in sanscrito Citrā è sempre localizzata a 0° Bilancia.

* Ayanamsha Suryasiddhanta Citrā

Il testo più antico che considera la stella Spica/Citrā come il marcatore celeste del grado zero del segno siderale della Bilancia è il testo di astronomia indiana Sūryasiddhānta. É da notare che questo testo non si riferisce ad una particolare ayanamsha ma si limita a menzionare la posizione di alcune stelle in uno zodiaco siderale. Il Sūryasiddhānta è stato composto nel 500 d.C. c.a. anche se versioni precedenti sono menzionate in altri testi antichi.

L'ayanamsha Sūryasiddhānta è stata definita in un modo tale che la stella Spica venga ad essere localizzata a 0° Bilancia nell'anno 499 d.C. se proiettata sull'eclittica con il metodo della proiezione polare. Nella proiezione polare la linea di proiezione non è perpendicolare all'eclittica ma attraversa il polo nord celeste. Dato che le ayanamsha che si basano su Spica fin qui discusse (Lahiri e Vera Citrā) sono proiettate sull'eclittica con un angolo retto, strettamente parlando esse non possono giustificare le loro basi storiche sul Sūryasiddhānta. 

Inoltre, è importante notare che nel Sūryasiddhānta vengono date posizioni di altre stelle le quali non sono compatibili con Spica a 0° Bilancia. Per questo motivo, questa ayanamsha non viene considerata molto affidabile.

* Krishnamurti Ayanamsha

L'ayanamsha ideata dall'astrologo K.S. Krishnamurti (1908-1927) è molto vicina alle ayanamsha di Lahiri e Vera Citrā.

Ayanamsha basate su Revati (zeta Piscium) o sul Centro della Galassia

Le ayanamsha basate sulla stella Revati (zeta Piscium) e quelle basate sul centro galattico sono inserite in un unico gruppo poiché esse sono quasi identiche. Dato che gli antichi astronomi indiani non erano a conoscenza del centro della galassia, questa coincidenza sembra essere del tutto accidentale. Da un punto di vista folosofico sembra più ragionevole fissare lo zodiaco siderale al centro della galassia piuttosto che a una stella. Dato che tutte le stelle visibili circolano attorno al centro della galassia questo potrebbe essere chiamato la “stella centrale” della nostra galassia.

*Ayanamsha Vera Revati e
*Ayanamsha Suryasiddhanta Revati

Stando al Sūryasiddhānta la stella Revati (ζ Piscium) era localizzata a 29°50' Pesci. Da questa informazione possono essere fatte derivare due ayanamsha. La ayanamsha Vera Revati assume questa posizione sull'eclittica utilizzando la proiezione rettangolare. Mentre l'ayanamsha Sūryasiddhānta Revati assume che questa posizione fosse quella che la stella misurava utilizzando una proiezione polare nell'anno 499 a.C. Quest'ultima sembrerebbe più appropriata perché nel Suryasiddhanta le posizioni stellari sono calcolate utilizzando la proiezione polare. É importante notare, però, che la posizione di Revati annotata nel Suryasiddhanta è incompatibile con la posizione che il medesimo testo attribuisce a Spica e ad altre Stelle. Purtroppo, le posizioni stellari annotate nel Suryasiddhanta non ci consentono di ricavare l'ayanamsha che ne è alla base.

*Ayanamsha Usha & Shashi

Questa ayanamsha prende il nome dai due autori: Usha e Shashi. Posiziona la stella Revati vicino al grado 0 di Ariete (29°50' Pesci) ed il centro galattico coincidente con l'esatta metà della Mansione lunare Mula (“radice”, “origine”), la quale era probabilmente all'inizio del circolo delle nakshatra in tempi molto antichi.

Il centro galattico è un grande buco nero al centro della Via Lattea. Il nostro Sole e tutte le stelle visibili vi circolano attorno.

Usha and Shashi, Hindu Astrological Calculations, 1978 (Sagar Publications, New Delhi).

*Ayanamsha Centro Galattico Dhruva nella metà di Mula (Ernst Wilhelm)

Questa ayanamsha è stata introdotta nel 2006 dall'astrologo americano Ernst Wilhelm. Il centro galattico viene proiettato sull'eclittica utilizzando la proiezione polare, ovvero lungo un grande cerchio che passa per il polo nord celeste (in sanscrito dhruva) ed il centro galattico. Il punto in cui questo grande cerchio taglia l'eclittica definisce la metà esatta della nakshatra Mula.

Questa ayanamsha è molto vicina all'ayanamsha Usha/Shashi e a quelle basate sulla stella Revati, che posizionano molto vicino ai 29°50' Pesci.

Questa particolare ayanamsha è leggermente meno stabile delle altre poiché utilizza una proiezione polare, la quale è leggermente influenzata dalla precessione generale. In ogni caso il sistema della proiezione polare è quello utilizzato per il calcolo delle posizioni stellari del Suryasiddhanta.

È importante notare che Wilhelm utilizza questa ayanamsha esclusivamente per il calcolo del circolo delle nakshatra, che egli combina con lo zodiaco tropicale.

https://groups.yahoo.com/neo/groups/StudyingKala/conversations/topics/14656

*Ayanamsha Sassanian

Questa è un'ayanamsha indo-persiana che posiziona la stella Revati vicino a 29°50' Pesci.
Maggiori info su questa ayanamsha in: General Documentation of the Swiss Ephemeris

*Ayanamsha di Ipparco

Questa ayanamsha si basa sulla corrispondenza notata dallo storico Raymond Mercier, ossia che se si utilizzano le posizioni stellari registrate dall'astronomo greco Ipparco “non solo Spiga tramonta  simultaneamente al sorgere dell'origine dell'eclittica siderale, ma abbiamo anche il sorgere di α, β Arietis e ζ Piscium” (ossia le stelle dell'Ariete e Revati).

Maggiori info su questa ayanamsha in: General Documentation of the Swiss Ephemeris.

*Centro Galattico = 0° Sagittario

Questa ayanamsha posiziona il centro della galassia a 0° Sagittario e all'inizio della nakshatra Mula.

*Centro Galattico nella sezione aurea Scrpione/Aquario (Rafael Gil Brand)

Questa ayanamsha è molto vicina all'ayanamsha Raman e fu proposta dall'astrologo ispano-tedesco Rafael Gil Brand (1959-). Posiziona il centro galattico nella sezione aurea tra 0°Scorpione e 0°Aquario. L'asse che va da 0° Leone e 0° Aquario è l'asse che divide i governatori nel sistema astrologico.

Rafael Gil Brand, Himmlische Matrix. Die Bedeutung der Würden in der Astrologie, Mössingen (Chiron), 2014;
idem, "Umrechnung von tropischen in siderische Positionen".

Ayanamsha Raman ed altre ayanamsha indiane

*B.V. Raman Ayanamsha

Questa ayanamsha era utilizzata dal grande astrologo indiano Bangalore Venkata Raman (1912-1998). Si basa su un'affermazione dell'astronomo medievale Bhaskara II (1184-1185), il quale assunse un'ayanamsha pari a 11° nell'anno 1183 (stando alle informazioni date da Chandra Hari)

Anche se questa ayanamsha è molto vicina all'ayanamsha galattica di Gil Brand, a quanto sembra Raman non pensava alla possibilità di definire lo zodiaco siderale utilizzando il centro galattico.

Stando a : Chandra Hari, "Ayanāṃśa", sfortunatamente senza fonte.

Vedi anche: B.V. Raman, Hindu Predictive Astrology, pp. 378-379. Here, the year 389 CE is given as the year of zero ayanamsha.

*Ayanamsha Sri Yukteswar

Sembra che questa ayanamsha sia stata suggerita dallo Swami Shri Yukteshwar Giri (1855-1936).  Viene utilizzata la definizione riportata da Graham Dawson poiché la definizione che lo stesso Yukteshwar dà nell'introduzione del suo libro La Scienza Sacra non è completa. Secondo i suoi “libri astronomici di referenza”, l'ayanamsha nell'equinozio di primavera dell'anno 1894 era pari a 20°54'36''. Allo stesso tempo egli credeva che questa fosse la differenza tra l'equinozio di primavera e la stella Revati, che faceva coincidere con il primo punto d'Ariete. Ciò non è esatto, poiché in quella data Revati si trovava effettivamente a 18°24' di distanza dal punto vernale. L'errore si spiaga dal fatto che Yukteshwar utilizzò come anno zero per l'ayanamsha il 499 a.C. ed un rapporto di progressione di 360°/24'000 anni = 54 secondi d'arco/anno ricavato dal Sūryasiddhānta. Inoltre, utilizzando il valore dato all'ayanamsha l'anno del 1894 risulta errato; in realtà si applica al 1893.

Dato che il rapporto di precessione utilizzato da Yukteshwar è errato esso è sfasato di 4'' per anno; per questo motivo astro.com non consente di riprodurre oroscopi accurati utilizzando questa ayanamsha per le epoche precedenti al 1900. Nel 2000, la differenza ammonta a 6'40''.

Anche se questa ayanamsha differisce solamente di alcuni secondi d'arco dall'ayanamsha galattica di Gil Brand, Yukteshwar ovviamente non intendeva definire lo zodiaco siderale utilizzando il centro galattico. Intendeva invece utilizzare la stella Revati come punto di riferimento primo, ma commise  gli errori di calcolo su detti.

Swami Sry Yukteshwar, The Holy Science,  1949, Yogoda Satsanga Society of India, p. xx.

*Ayanamsha Vera Pushya

Questa ayanamsha fu proposta dall'astrologo indiano P.V.R. Narasimha Rao, l'autore del software astrologico Jagannatha Hora. Secondo questo autore l'esistenza umana ha la sua radice nel cuore, il quale corrisponde al segno del Cancro. Per questa ragione egli scelse la stella Pushya (δ Cancri, Asellus Australis) come punto di riferimento primo per lo zodiaco siderale. Stando agli antichi testi questa stella è situata a 16° Cancro.

P.V.R. Narasimha Rao, "Introducing Pushya-paksha ayanamsha" (2013).

*Ayanamsha Bhasin

Questa ayanamsha era utilizzata dall'astrologo indiano J.N. Bhasin (1908-1983).

Ayanamsha Babilonesi e ayanamsha fissate alla stella Mula (Lambda Scorpionis)

* Ayanamsha Fagan/Bradley

Vedi sopra.

*Ayanamsha Babilonese (P. Huber)

Questa ayanamsha è stata calcolata nel 1958 da Peter Huber, un matematico e astronomo svizzero. È basata sugli studi statistici di tavolette cuneiformi a carattere astronomico. Differisce dall'ayanamsha Fagan/Bradley di un valore inferiore a un minuto d'arco. La sua incertezza è stimata in +-20 minuti di arco.

P. Huber, “Über den Nullpunkt der babylonischen Ekliptik”, in: Centaurus 1958, 5, p. 192-208.

*Ayanamsha Babilonese (J.P. Britton)

Questa ayanamsha è stata calcolata dallo storico di astronomia John P. Britton nel 2010 il quale si è basato su studi statistici di dati astronomici presenti in varie tavolette cuneiformi. Rappresenta un tentativo di miglioramento dell'ayanamsha Huber. Differisce dall'ayanamsha Fagan/Bradley di 7 minuti d'arco. Britton dà un grado di incertezza di +-0.09° (=5'24'')

John P. Britton, "Studies in Babylonian lunar theory: part III. The introduction of the uniform zodiac", in Arch. Hist. Exact. Sci. (2010)64:617-663, p. 630.

*Ayanamsha Vera Mula (K. Chandra Hari)

Con questa ayanamsha la stella MulaScorpionis) coincide con 0°Sagittario.

L'astrologo indiano Chandra Hari è dell'opinione che la mansione lunare Mula corrisponda al Muladhara Chakra. Egli si riferisce alla dottrina del Kalapurusha la quale assegna i dodici segni zodiacali a diverse parti del corpo umano. Il primo punto dell'Ariete si considera come corrispondente alla corona mentre il segno dei Pesci ai piedi dell'uomo cosmico. Inoltre, Chandra Hari nota che Mula ha il vantaggio di trovarsi vicina al centro della galassia e che non possiede “moto proprio”. Questa ayanamsha si avvicina molto all'ayanamsha Fagan/Bradley. Chandra Hari ritiene che questa ayanamsha definisca l'antico oroscopo babilonese.

(In realtà la stella λ Scorpionis ha un suo moto proprio. Come detto prima gli antichi non conoscevano la posizione del centro della galassia, erano però coscienti del fatto che la Via Lattea interseca l'eclittica in questa particolare regione del cielo.)

K. Chandra Hari, "On the Origin of Siderial Zodiac and Astronomy", in: Indian Journal of History of Science, 33(4) 1998.
Chandra Hari, "Ayanāṃśa"
http://www.indiadivine.org/content/topic/1229109-true-ayanamsa-views-of-chandra-hari/
P.V.R. Narasimha Rao, "Brief Account of Chandra Hari Ayanamsa - Rationale of Zodiac".

Ayanamsha orientate verso il Nodo Galassia-Eclittica

Alcuni astrologi hanno iniziato a fissare lo zodiaco siderale ai “nodi galattici”, che è a dire ai punti di intersezione tra l'eclittica e l'equatore galattico il quale corrisponde approssimativamente alla linea centrale visibile nella Via Lattea. Questo tipo di soluzioni, orientate all'utilizzare il centro della nostra galassia sono ovviamente più convincenti da un punto di vista filosofico, poiché la galassia è il grande tutto all'interno del quale il nostro Sole e tutte le stelle visibili si muovono ed esistono. Dal punto di vista di R. Mardyks, questo tipo di ayanamsha non è siderale ma galattica. In ogni caso, essa è “fissa” quanto un qualsiasi altro zodiaco siderale.

*Ayanamsha Skydram (R. Mardyks)

(anche conosciuta come "ayanamsha dell'allineamento galattico")

Questa ayanamsha è stata proposta dall'astrologo americano Raymond Mardyks nel 1991. Aveva il valore di 30° nell'equinozio d'autunno del 1998. Di conseguenza, nella stessa data il nodo (punto di intersezione) dell'equatore galattico con l'eclittica era molto vicino a 0° Sagittario siderale e si verificò un “allineamento galattico” molto interessante: il punto dell'equinozio autunnale era congiunto al polo nord galattico mentre i solstizi erano congiunti ai nodi galattici. Un simile allineamento si verifica quattro volte in un intero ciclo di precessione. Mardyks è dell'opinione che questo zodiaco e ayanamsha allineati alla galassia aprano all'astrologia una “dimensione galattica”, la quale veniva considerata anche dall'astrologia Maya.

Questa ayanamsha o zodiaco ha una componente tropicale. Mardyks lo chiama “zodiaco ibrido tropico-galattico”. Nella pratica astrologica Mardyks utilizza infatti uno zodiaco tropicale combinato con uno stellare composto dalle costellazioni.

I calcoli effettuati da Mardyks sono parzialmente basati sul sistema di coordinate galattiche definite dall'Unione Astronomica Internazionale (IAU) nel 1958.

Raymond Mardyks, “When Stars Touch the Earth”, in: The Mountain Astrologer Aug./Sept. 1991, pp. 1-4 and 47-48.

*Equatore Galattico IAU 1958

Questa ayanamsha è una variazione dell'ayanamsha Skydram o “Allineamento Galattico”, nella quale l'equatore galattico taglia l'eclittica esattamente a 0° Sagittario. Essa differisce dall'ayanamsha Skydram di soli 19 secondi d'arco.

*Equatore Galattico a 0° Sagittario

Le due precedenti ayanamsha sono basate su una posizione del polo galattico che differisce leggermente rispetto alla posizione stabilita dai più recenti calcoli astronomici (2010). Secondo questi calcoli la posizione del nodo galattico sull'eclittica subisce una variazione di 3'11'', e l'allineamneto galattico viene postposto all'anno 1994. Il nodo galattico è fissato esattamente a 0° Sagittario siderale.

Mardyks preferisce utilizzare il vecchio polo e piano galattico, il quale è ancora lo standard utilizzato in astronomia per il sistema di coordinate galattiche.

Liu/Zhu/Zhang, „Reconsidering the galactic coordinate system“, Astronomy & Astrophysics No. AA2010, Oct. 2010, p. 8.

*Ayanamsha Ardra/Piano Galattico
(L'equatore galattico taglia l'eclittica al centro di Mula ed all'inizio di Ardra)

Con questa ayanamsha, l'equatore della galassia taglia l'eclittica esattamente alla metà della nakshatra Mula. Questo significa che la Via Lattea passa attraverso il centro di questa mansione lunare. Qui, di nuovo, è interessante notare come la parola sanscrita mūlam significhi “radice, origine”. A quanto pare il circolo delle mansioni lunari iniziava originariamente da questa nakshatra. Nel punto opposto ad essa, l'equatore galattico taglia l'eclittica esattamente all'inizio della nakshatra Ardra (l'umida, la fertile, la verde, la succulenta).

Questa ayanamsha è stata introdotta dall'astrologo americano Ernst Wilhelm nel 2004. Per il suo valore egli utilizzò dei calcoli relativi al nodo galattico di D.Koch nel 2001 i quali presentavano un piccolo errore di 2 secondi d'arco. L'implementazione corrente di questa ayanamsha è basata sulla più moderna posizione del polo galattico ottenuta da un team di astronomi cinesi nel 2010.

Liu/Zhu/Zhang, „Reconsidering the galactic coordinate system“, Astronomy & Astrophysics No. AA2010, Oct. 2010, p. 8.

Ayanamsha Esoteriche

*R. DeLuce Ayanamsha

Questa ayanamsha è stata proposta dall'astrologo americano Robert DeLuce (1877-1964). Essa è fissata alla nascita di Gesù, teoricamente al primo gennaio dell'anno 1 d.C. In effetti, però, DeLuce utilizzava un'ayanamsha di 26°24'47'' nell'anno 1900, la quale fa corrispondere la data zero dell'ayanamsha con il 4 giugno dell'anno 1 a.C.

DeLuce era dell'opinione che questa ayanamsha fosse in uso anche in India. Egli maturò questa idea basandosi sull'opinione che l'astrologo indiano Varahamihira vivesse nel 1° secolo a.C. e che questi fece coincidere il solstizio con l'ingresso del Sole nei segni del Cancro e del Capricorno siderale. Ma questa datazione di Varahamihira è divenuta popolare solo in tempi recenti, influenzata dall'ideologia nazionalista (Hindutva) è non è accettata storicamente. Varahamihira visse infatti nel VI sec. d.C.

Robert DeLuce, Constellational Astrology According to the Hindu System, Los Angeles, 1963, p. 5.

*Ayanamsha Djwhal Khul

Questa ayanamsha si basa sull'assunto che l'inizio dell'Era dell'Aquario coincida con l'anno 2117. Questa data è stata proprosta da una società teosofica chiamata Ageless Wisdom la quale afferma di esserne venuta a conoscenza mediante un messaggio canalizzato nel 1940 da un maestro spirituale di nome Djwhal Khun.

Philipp Lindsay, “The Beginning of the Age of Aquarius: 2,117 A.D.”.

Ayanamsha derivate dal Suryasiddhanta e da Aryabhata

*499 Equinozio Aryabhata e
*499 Sole Medio Aryabhata

L'astrologo indiano Aryabhata (476-550) affermò che dall'inizio del Kaliyuga (l'Era di Kali) all'equinozio di primavera del 499 d.C. erano trascorsi esattamente 3600 anni. Inoltre, egli fece coincidere l'equinozio di primavera con il punto iniziale dell'Ariete. Da questa informazione è possibile derivare due ayanamsha. Nella prima si assume come punto zero dello zodiaco il punto equinoziale della primavera del 499 d.C. Mentre nella seconda si assume che la posizione del Sole medio si trovi esattamente a 3600 anni siderali dall'inizio del Kaliyuga (3102 a.C.).
Maggiori info su queste ayanamsha in: General Documentation of the Swiss Ephemeris.

*499 Equinozio Suryasiddhanta e
*499 Sole Medio Suryasiddhanta

Queste ayanamsha vengono calcolate utilizzando gli stessi metodi delle due precedenti ayanamsha ma considerando la lunghezza dell'anno data dal Sūryasiddhānta.

*Aryabhata 522

Stando a Govindasvamin (850 n.Chr.), Aryabhata e i suoi discepoli il punto vernale coincideva con l'inizio di Ariete siderale nell'anno 522 d.C. (=Shaka 444). Questa tradizione pobabilmente si rifà ad una interpretazione erronea di un'affermazione dello stesso Aryabhata, ossia che egli avesse 23 anni quando trascorsero i 3600 anni dall'inizio del Kaliyuga.

Ayanamsha Astronomiche

*J2000
*J1900, e
*B1950

Queste ayanamsha non sono utilizzate in astrologia. In effetti esse non sono ayanamsha ma sistemi di coordinate siderali astronomiche nelle quali l'eclittica tropicale dell'inizio dell'anno 2000, 1900 o 1950 è usata per definire un sistema di riferimento siderale.

Considerazioni Teoriche

Il movimento effettivo delle stelle

Le ayanamsha sono spesso definite utilizzando la posizione di alcune stelle fisse. Le seguenti stelle fisse hanno giocato un ruolo molto importante nella storia dello zodiaco:

  • Aldebaran e Antares a 15° Toro e 15° Scorpione (Babilonese, Fagan/Bradley);
  • Citrā/Spica a 0° Bilancia (Lahiri)
  • Revati/zeta Piscium a 29°50' Pesci (Sūryasiddhānta)

Sfortunatamente nessuno può dirci il motivo per il quale proprio queste stelle siano state scelte come punto di referenza per ancorare lo zodiaco siderale. Inoltre, tutte queste soluzioni sono per noi poco attrattive poiché sappiamo che le stelle non sono affatto fisse ma possiedono un moto proprio che, con il trascorrere di lunghi periodi di tempo, può risultare in uno spostamento anche considerevole della loro posizione. Se è possibile ancorare lo zodiaco alla stella Spica per sempre, in modo che essa rappresenti sempre il grado 0 di Bilancia, questo non eviterà il fatto che col tempo le altre stelle cambieranno la loro posizione relativa a Spica e, quindi, lo zodiaco non rimarrebbe per nulla fisso. La posizione delle stelle osservata dalla Terra cambia lungo il corso dei secoli. Tra 100'000 anni le costellazioni ci appariranno molto diverse da come le vediamo oggi e le nakshatras (le mansioni lunari) si confonderanno tra loro. Per questi motivi uno zodiaco definito sulla posizione di una stella non è in grado di rappresentare un sistema o una cornice di referenza duratura.

Constellations of the zodiac in the year 2000

Costellazioni dello zodiaco nell'anno 2000

Constellations of the zodiac around the year 100'000 BC

Costellazioni dello zodiaco nell'anno 100'000 a.C. c.a. Se potessimo viaggiare nel tempo non potremmo riconoscere alcuna delle costellazioni attuali, eccezion fatta per Orione.

Questo fenomeno non solo mette a rischio le ayanamsha che si basano su posizioni stellari, ma esso ci costringe a riflettere sul fatto che o le costellazioni zodiacali non hanno nessuna realtà propria e sono mere immaginazioni, oppure esse rappresentano un qualcosa che è transitorio e deperibile. Inoltre, diventa ovvio che lo zodiaco composto dai 12 segni di uguale lunghezza, con tutta la sua logica e simmetria, se è davvero un archetipo del ciclo eterno della vita non può derivare la sua efficacia da una distribuzione casuale di stelle che non hanno alcuna relazione tra loro, ma deve essere invece basato su qualcosa di più stabile e duraturo.

È Possibile Utilizzare il Centro della Galassia come Punto di Riferimento?

Per queste ed altre ragioni, alcuni astrologi (Raymond Mardyks, Ernst Wilhelm, Rafael Gil Brand, Nick Anthony Fiorenza) hanno tentato di ridefinire lo zodiaco siderale ancorandolo al centro galattico o al nodo dell'equatore galattico con l'eclittica. Appare ovvio che una soluzione simile libererebbe lo zodiaco dalla problematica del moto proprio delle stelle e potrebbe rappresentare sia una scelta filosoficamente significativa che una definizione stabile dello zodiaco. Le stelle “fisse” sarebbero libere di cambiare posizione senza alterare lo zodiaco che rimarrebbe invece sia fisso che “siderale”.

Lasciando per un momento da parte le considerazioni storiche, da un punto di vista filosofico la scelta di definire lo zodiaco siderale in base al centro della galassia è sicuramente più convincente. Ad esempio, l'inizio di un segno zodiacale potrebbe essere fatto coincidere con il centro galattico. Se volessimo che lo zodiaco risultante assomigliasse molto all'attuale zodiaco siderale, il centro della galassia potrebbe essere fatto coincidere con il grado 0 del segno del Sagittario. Di conseguenza il centro della galassia coinciderebbe con l'inizio della mansione lunare Mula. È interessante notare che la parola sanscrita mūlam si traduce in “origine, radice”. La mansione lunare che la precede è chiamata Jyeṣṭhā: “la più vecchia”. Assumendo come punto di riferimento il centro galattico, sembrerebbe che l'inizio e la fine del circolo delle nakshatra sia stato un tempo tra Jyeṣṭhā, “la più vecchia”, e Mula, “l'origine”. Lo zodiaco che ne risulterebbe devierebbe però, dagli zodiaci tradizionali di Lahiri o Fagan/Bradley, di almeno qualche grado.(1)

In questo contesto è da menzionare anche il fatto che le ayanamsha che prendono come riferimento la stella Revati fanno coincidere il centro galattico quasi esattamente col centro della nakshatra “radice” Mula (vedi ayanamsha Usha/Shashi). Di conseguenza, l'ayanamsha di Ernst Wilhelm Centro Galattico Dhruva nella metà di Mula, la quale posiziona il centro galattico al centro della nakshatra Mula, posiziona allo stesso tempo la stella Revati (zeta Piscium) a 29°50' Pesci coincidendo con la posizione che ne dà il Suryasiddhanta. Quindi questa ayanamsha è molto vicina a quelle che predilogono Revati come punto di riferimento. Anche se tutte queste soluzioni differiscono dalle ayanamsha di Lahiri e Fagan/Bradley di qualche grado(3) possono avvalersi del fatto che coincidono quasi esattamente con un'antica tradizione indiana come quella espressa dal Suryasiddhanta.

Un'ulteriore ayanamsha basata sul centro galattico è stata proposta dall'astrologo ispano-tedesco Rafael Gil Brand. Egli assume che il centro galattico coincida con la sezione aurea tra 0° Scorpione e 0° Aquario. Questo anche perché l'asse che si forma unendo i punti opposti di 0° Aquario e 0° Leone costituisce l'asse che divide lo zodiaco in base ai governatori tradizionali dei segni(2). Anche se lo zodiaco che ne deriva differisce da quello di Lahiri di più un grado d'arco, esso si avvicina molto alle importanti ayanamsha degli astrologi indiani Raman e Shri Yukteshwar.(4)

Riassumendo sembrerebbe che, anche se si concorda sul prendere il centro della galassia come riferimento primo per la definizione dello zodiaco siderale rimangono comunque varie opzioni possibili.

Dato che il Sole circola attorno al centro della galassia anche quest'ultimo compie un piccolo movimento apparente, comparabile a quello delle stelle fisse. Se si volesse scegliere un punto realmente e totalmente fisso bisognerebbe utilizzare il così detto ICRS (International Celestial Reference System) oppure le sorgenti radioattive extra-galattiche al quale questo è ancorato. In ogni caso, prendere il centro della nostra galassia come punto di riferimento suona sicuramente come più convincente rispetto a un punto a caso che può essere Spica/Citra o Revati.

È possibile utilizzare il Nodo Galattico come punto di riferimento primo?

Dal punto di vista storico, bisogna notare che il centro della galassia è stato scoperto solamente in tempi moderni e che quindi esso non ha giocato nessun ruolo nella formazione originaria dello zodiaco siderale. Tuttavia, è possibile che il nodo galattico ossia il punto di intersezione tra l'equatore galattico (la Via Lattea) e l'eclittica costituisse il punto di riferimento anche in antichità. È possibile che questo punto di intersezione, localizzato a pochi gradi di distanza dal centro galattico, sia stato assunto come punto iniziale del segno del Sagittario e/o della nakshatra Mula. Questa soluzione (o meglio una variazione basata su essa) è stata proposta nel 1991 dall'astrologo americano Raymond Mardyks,(5). Anche se, di nuovo, questa definizione devia dalle ayanamsha tradizionali di qualche grado,(6) ha il vantaggio di conservare l'estetica dello zodiaco tropicale, anch'esso definito dai punti di intersezioni di grandi cicli. Una grande differenza consiste nel fatto che il suo inizio non è definito dall' Ariete ma dal Sagittario siderale.

Incidentalmente, questa soluzione potrebbe risolvere anche il problema legato all'Era dell'Aquario la quale si ritiene generalmente debba evere inizio nella nostra attuale epoca ma che, stando a tutti gli altri approcci, risulterebbe iniziare solo tra qualche secolo a venire. Se si assume che il nodo galattico coincida esattamente con il grado 0 del segno del Sagittario siderale, la Nuova Era avrebbe avuto inizio nel 1994.(7).

Galactic alignment of the Earth, the Sun, and the Milky Way on 1
August 1994
 Allineamento galattico della Terra, del Sole e della Via Lattea il 1 Agosto 1994: L'equatore galattico (GE) taglia l'eclittica (Ecl) esattamente al punto del solstizio d'inverno (0° Capricorno). Il centro della galassia (GC) è situato a sud dell'eclittica a pochi gradi da questo punto.

Se si preferisce invece una soluzione più vicina alle ayanamsha tradizionali si potrebbe assumere il nodo galattico come punto demarcatore della metà della nakshatra Mula. In questo caso la Via Lattea passerebbe per il centro della nakshatra “radice” Mula. Con questa soluzione il punto zero dello zodiaco sarebbe vicino al punto zero dello zodiaco di Lahiri(8). L'Era dell'Aquario, però, inizierebbe solo tra qualche secolo.

Ma un tale zodiaco sarebbe effettivamente fisso? In realtà anche questo zodiaco sarebbe oggetto di un leggero movimento, dato che si basa sul punto di intersezione dell'equatore galattico con l'eclittica (ossia sul piano orbitale della Terra attorno al Sole) il quale è influenzato da piccole fluttuazioni dell'orientazione dell'eclittica. Queste fluttuazioni sono causate dalla forza gravitazionale dei pianeti (la cosi detta precessione planetaria). Di conseguenza, il nodo galattico oscilla nei millenni di qualche minuto d'arco, anche se esso oscilla sempre attorno ad un punto medio. In ogni caso, rimane una scelta maggiormente convincente rispetto al prendere una stella come punto di riferimento primo.

Sfortunatamente, vi sono delle difficoltà sull'accordarsi per una definizione univoca dell'equatore galattico. Esso è definito in modo tale che sia il Sole che il centro galattico siano sul suo piano e che allo stesso tempo esso si approssimi al piano medio della Via Lattea. Il sistema di coordinate galattico, che è stato definito dall' IAU nel 1598 soddisfa questa definizione solo approsimativamente. Oggi la posizione del centro galattico è conosciuta con maggiore precisone rispetto a quanto si sapesse nel 1958. Si è scoperto che esso non si allinea esattamente al piano del sistema di coordinate galattiche, come dovrebbe, ma è posizionato a sud di circa 4 minuti d'arco. Per questo motivo due delle ayanamsha discusse sopra utilizzano una posizione dell'equatore galattico leggermente corretta; Queste ayanamsha sono “Equatore Galattico a 0° Sagittario” e “Ayanamsha Arda/Piano Galattico”. Questa correzione si basa sullo studio di un team di scienziati cinesi pubblicato nel 2010. Ciò non toglie che è possibile che un'ulteriore piccola correzione debba essere fatta in un futuro prossimo.(9)

Un'ulteriore punto importante da considerare è la possibilità che vengano proposte definizioni alternative del piano galattico. Il piano dell'equatore galattico come sopra descritto passa attraverso il Sole ed il centro della galassia e si approssima più che può al piano della Via Lattea. Esso però non coincide perfettamente con l'effettivo piano della Via Lattea, dato che la posizione attuale del Sole non è esattamente sul piano della nostra galassia, ma leggermente sopra; quindi è come se guardassimo un po' dall'alto il piano della nostra galassia. Di conseguenza, il centro galattico ha una posizione apparente che varia di circa 8.2 minuti d'arco sul grande cerchio tracciato dal piano galattico. Il nodo che questo piano forma con l'eclittica dista circa 9.5 minuti d'arco dal nodo dell'equatore galattico.(10)

La domanda che sorge riguarda quale di questi due piani sia astrologicamente maggiormente rilevante. L'equatore galattico o il piano reale della galassia?

Il piano reale della galassia è certamente più stabile dell'equatore galattico. L'equatore galattico è solo un'approssimazione del piano reale. Il fatto è che il Sole è localizzato per definizione esattamente al centro di questo piano ma esso nella sua orbita attorno al centro della galassia varia la sua posizione salendo e scendendo rispetto a quest'ultimo; ne deriva che tra l'equatore galattico ed il piano galattico si viene a creare un angolo di inclinazione dato dall'oscillazione periodica del percorso del Sole attorno al centro galattico. L'asse nodale di questo movimento oscillatorio dista esattamente 90° rispetto al centro della galassia. Inoltre, girando il Sole attorno al centro galattico anche quest'ultimo avrà un suo corrispondente moto apparente, l'asse nodale del movimento oscillatorio del Sole varierà anch'esso rispetto al centro della galassia nel corso di milioni di anni. Questi movimenti sono estremamente piccoli e diventeranno significativi solamente tra milioni di anni, tuttavia è un fatto che neanche l'equatore galattico rappresenti un punto di riferimento assolutamente fisso nello spazio. Il piano reale della galassia è invece molto più stabile nel tempo. Come detto, la differenza tra i due piani è molto piccola e i nodi che formano con l'eclittica distano tra loro di non più di 9.5 minuti d'arco. L'equatore galattico ha attraversato l'eclittica nel punto del solstizio invernale nel 1994, mentre il piano reale ha intersecato questo medesimo punto solo nel 2005/2006.

Probabilmente alcuni astrologi preferiranno utilizzare un'ayanamsha basata sul piano reale della galassia. Al momento purtroppo non abbiamo ancora implementato un'ayanamsha del genere. Anche se è possibile oggi fare un calcolo approssimativo i dati astronomici disponibili non sono abbastanza accurati da consentire di calcolare una tale ayanamsha con estrema precisione.

Un ulteriore piano galattico che si potrebbe usare come punto di riferimento è dato dal movimento del Sole attorno al centro galattico, ossia dall'attuale movimento apparente del centro galattico. Questo piano ha un'orientazione completamente differente ed è soggetto a enormi fluttuazioni lungo periodi di milioni di anni. Queste fluttuazioni sono causate dal fatto che il Sole nel suo ripetuto movimento di rivoluzione attorno al centro della galassia attraversa varie volte il piano galattico muovendosi in su e in giu rispetto a quest'ultimo e cambiando così la direzione del suo movimento. Questo “piano orbitale” del Sole al momento taglia l'eclittica in Leone/Aquario tropicale o Cancro/Capricorno siderale.(11) Questo piano è considerevolmente meno stabile rispetto all'equatore galattico e al piano reale della galassia.

Due Ayanamsha differenti per Zodiaco e Nakshatra?

Infine, è fondamentale che gli studi sulle origini delle ayanamsha prendano in considerazione il fatto che il circolo delle nakshatra ed il circolo dello zodiaco furono originariamente creati in modo indipendente l'uno dall'altro. Il circolo delle nakshatra risale agli antichi indiani, mentre lo zodiaco di 12 segni fu inventato dai babilonesi. Contrariamente a quanto alcuni astrologi Hindu affermano, i testi Vedici pre-ellenistici non menzionano mai alcun segno zodiacale, ad esempio, nel Mahabharata si menzionano spesso le posizioni della luna o dei pianeti nelle varie nakshatras, mai in uno dei 12 segni zodiacali o costellazioni. (12) In Babilonia d'altra parte non vi è traccia di circoli divisi in 27 o 28 mansioni lunari, mentre i segni e le costellazioni sono attestate fin dall'antichità. I due sistemi vennero combinati o uniti in India nel periodo ellenistico o post-ellenistico. I dettagli di questo processo di fusione sono sconosciuti. In ogni caso, è altamente improbabile che il punto iniziale del segno dell'Ariete originatosi in Babilonia coincidesse esattamente con il punto iniziale di Ashvini nelle nakshatra indiane. Sembra più probabile che il circolo delle nakshatra, o entrambi, siano stati invece aggiustati in modo da unirli insieme e farli combaciare, creando un unico circolo composto sia dai segni che dalle nakshatra, come quello utilizzato oggi dagli astrologi siderali. È quindi possibile che lo zodiaco originale babilonese ed il circolo originale delle nakshatra avessero delle ayanamsha diverse. Inoltre, come abbiamo detto è possibile che il circolo delle nakshatraa sia stato definito prendendo come punto di riferimento il nodo galattico, il quale era localizzato all'inizio o al centro della nakshatra Mula. Dall'altra parte, l'inizio dello zodiaco babilonese veniva fatto coincidere con il segno dell'Ariete, probabilmente perché il punto vernale si trovava a coincidere con quel segno e l'anno iniziava in primavera. Quindi, da un punto di vista storico le ayanamsha che riguardano lo zodiaco siderale e quelle che riguardano le nakshatra dovrebbero essere approcciate separatamente.

È interessante notare che tutti gli antichi testi indiani che menzionano la posizione degli equinozi e dei solstizi in relazione ai segni dello zodiaco li posizionano sempre all'inizio dei segni cardinali. Il punto vernale è sempre considerato come l'inizio dell'Ariete, nessun testo lo posiziona nel segno del Toro o in un qualsiasi altro segno; il solstizio d'estate è sempre all'inizio del Cancro e quello d'inverno all'inizio del Capricorno (13). Dato che è improbabile che tutti questi testi siano stati scritti nello stesso periodo, sembrerebbe che lo zodiaco introdotto in India fosse originariamente uno zodiaco tropicale ossia fissato ai punti degli equinozi e dei solstizi. Solo successivamente esso venne trasformato in zodiaco siderale, probabilmente perché gli astrologi indiani erano concentrati  principalmente su osservazioni siderali e non conoscevano la precessione. Anche se alcuni testi Vedici posizionano i solstizi nelle nakshatra Dhanishtha e Ashlesha, è importante notare che essi non menzionano mai i segni zodiacali. Forse, l'astrologo americano Ernst Wilhelm, anch'egli esperto di astrologia Hindu, è quello che più ha preso in considerazione questi fattori, dato che egli utilizza uno zodiaco tropicale combinato con le nakshatra siderali.

Autore: Dieter Koch (dieter@astro.ch)

Tradotto da Nicolella Francesco

(1) Nello zodiaco indiano di Lahiri il centro galattico è situato a 2°59' Sagittario. Nello zodiaco di Fagan/Bradley è a 2°06' Sagittario.

(2) Rafael Gil Brand,"Umrechnung von tropischen in siderische Positionen" ;idem, Himmlische Matrix. Die Bedeutung der Würden in der Astrologie, Mössingen (Chiron), 2014.

(3) La differenza rispetto allo zodiaco Lahiri ammonta a 3°48'; quella rispetto allo zodiaco Fagan/Bradley a 4°41'.

(4) La differenza dello zodiaco Usha/Shashi rispetto allo zodiaco Lahiri ammonta a 1°23'; rispetto allo zodiaco Raman a 3°29'; rispetto allo zodiaco di Yukteshwar a soli 35'.

(5) Raymond Mardyks, “When Stars Touch the Earth“, in: The Mountain Astrologer Aug./Sept. 1991, pp. 1-4 and 47-48.più precisamente, Mardyks considera un'ayanamsha di esattamente 30° all'equinozio d'autunno del 1998, il nodo galassia-eclittica a 0°Sagittario ed in precisa congiunzione col punto del solstizio d'inverno.

(6) Nello zodiaco di Lahiri il nodo galassia-eclittica è a 6°13' Sagittario; nello zodiaco Fagan/Bradley è a 5°20' Sagittario.

(7) Secondo le informazioni reperibili su internet, l'allineamento dell'equatore galattico col solstizio d'inverno ha avuto luogo nell'anno 1998. Questa datazione è basata però sul polo e l'equatore del Sistema di Coordinate Galattico per come definiti dall'International Astronomical Union nel 1958, ad oggi questa definizione è stata sorpassata dai moderni calcoli. Una posizione più accurata del polo galattico è stata pubblicata nel 2010 dagli astronomi cinesi. Utilizzando la posizione aggiornata del polo galattico la Nuova Era inizierebbe nel 1994, più precisamente il 28 Aprile 1994 o, se non si considera la nutazione, il 1 Agosto 1994. (Calcoli di D.Koch; la posizione del polo galattico è stata presa da Liu/Zhu/Zhang, “Reconsidering the galactic coordinate system”, Astronomy and Astrophysics No AA2010, Oct. 2010, p.8.)

Nella medesima data il nodo galattico è entrato nel segno del Capricorno tropicale. Questo allineamento è stato erroneamente interpretato come un “allineamento dell'asse della terra con il centro galattico” ed associato alla “fine del calendario Maya” del 21 Dicembre 2012. In quell'anno molte persone furono prese da paure o speranze. Astronomicamente “l'Allineamento Galattico” e la “fine” del calendario Maya non sono in alcun modo relazionati. Inoltre, l'allineamento non riguardava l'asse della terra ed il centro della galassia, ma l'asse della terra ed il nodo galattico ossia l'asse che parte dal punto incui si interseca il piano galattico con l'eclittica. Questo allineamento si è verificato nel 1994, non nel 2012. Un “allineamento” con il centro della galassia avrà luogo nel 2225. Da un punto di vista astronomico, non ci si dovrebbe attendere nessuna “fine del mondo” per quell'anno.

(8) La differenza con lo zodiaco di Lahiri è pari a -27'; la differenza con lo zodiaco Fagan/Bradley è pari a -1°20'.

(9) Mi riferisco alla pubblicazione Liu/Zhu/Zhang, “Reconsidering the galactic coordinate system”, Astronomy and Astrophysics No AA2010, Oct. 2010, p.8., formula 21: il nuovo polo galattico è definito in modo tale da risultare il più possibile vicino a quello vecchio e si trova ad esattamente 90° dal centro della galassia. Questo è ovviamente un miglioramento ancora parziale dell'equatore galattico.

(10) Calcoli di D. Koch, basati su una distanza del Sole rispetto al centro galattico pari a 8200 parsec ed una distanza del Sole dal paino galattico pari a 19.6 parsec.

(11) Calcoli di D. Koch basati sulle Swiss Ephemeris e sulla posizione e moto proprio (moto apparente) del centro galattico.

(12) Maggiori dettagli nel mio articolo “Vedic Astrology - critically examined”.

(13) Ad esempio,Vishnupurana 2.8.28-31; 67-68; Sphujidhvaja, Yavanajātakam 79.30; Varāhamihira, Bṛhatsaṃhitā 3.2; Āryabhaṭa, Āryabhaṭīyam 4.1; Sūryasiddhānta 14.7-10. 

Traduzione dall'inglese: Francesco Nicolella

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Posizioni attuali dei pianeti
18-Nov-2017, 15:02 UT/GMT
Sole2627'49"19s22
Luna280'25"14s54
Mercurio1735'41"25s25
Venere1358'12"14s57
Marte1656'46"5s39
Giove828'28"13s22
Saturno2623'22"22s26
Urano2522'45"r9n16
Nettuno1128'12"r8s07
Plutone1728'56"21s46
Nodo vero1848'57"r15n11
Chirone2426'48"r1n19
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