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"Apollon", ottobre 1998
In questo articolo, Liz Greene rivolge il
suo sguardo al Sole e al dio del Sole, Apollo. Nel suo stile
lucido, brillante scrive delle principali funzioni mitologiche
di Apollo, vale a dire quella di cosmocratore, di profeta, di
colui che spezza le maledizioni familiari, di guaritore e di
apportatore di cultura e della rilevanza di questi aspetti per
comprendere il Sole astrologico.
"Cos’è un poeta? È un
uomo d’esperienza religiosa il cui dono della creatività lo
rende capace di comunicare agli uomini verità spirituali.
La sua poesia può condurre alla liberazione dalla morte
spirituale, conducendo i suoi ascoltatori ad una nuova conoscenza
del loro Creatore divino, il quale lo ha dotato di questo potere
speciale. In questo modo, le anime malate possono essere risanate
ed il rapporto umano con Dio, lì dove era stato rovinato,
può essere recuperato. Questo è il frutto ed, anzi,
il fine della musica e della poesia, doni che giungono all’umanità direttamente
da Dio."
Elizabeth Henry, Orfeo e il suo
liuto
Il mito e l’astrologia sono, da sempre, l’una ancella
dell’altra, poiché entrambe sono espressione della
percezione umana del cosmo. Dai tempi dei Babilonesi in poi, i
pianeti, i corpi luminosi e le stelle fisse hanno rappresentato
non solo le forze o gli agenti che influenzano o rappresentano
gli aspetti della vita umana, ma anche i personaggi di storie che
esprimono, in forma immaginativa, i modelli archetipi inerenti
alla vita e alla psiche umane. L’astrologo che desidera esplorare
lo sfondo mitologico dei pianeti si avvale di una fonte ricca di
conoscenze ed intuizioni che possono amplificare ed arricchire
la nostra comprensione del simbolismo astrologico; e questo, in
cambio, ci rende astrologi migliori poiché ci permette di
penetrare il mondo interiore del cliente e di comunicargli le nostre
interpretazioni attraverso un linguaggio che sappia toccare tanto
il cuore quanto l’intelletto. L’importanza del mito
non è mai tanto enfatizzata quanto nella nostra interpretazione
del Sole astrologico, il quale è sedimentato nei miti da
diverse epoche e culture. Parole chiave come "espressione
di sé" non sono di grande aiuto; le raffigurazioni
mitologiche riescono a veicolare molto meglio l’energia ed
il compito svolto dal Sole. E nessuna di queste raffigurazioni
mitologiche è tanto rilevante, per poter comprendere le
modalità espressive ed il significato che il Sole ha nell’oroscopo
personale, quanto quella della natura e del ruolo di Apollo, dio
del Sole greco(abbiamo eliso la "n" finale dal nome nel
suo utilizzo comune, ma la forma corretta è Apollon). Questa
divinità non solo sottende le basi della cultura occidentale
ma anche molte delle caratteristiche che il Cristianesimo, più tardi,
ha fatto proprie ed ha associato a Cristo.
Apollo è stato definito il "gentiluomo
dell’Olimpo", la quintessenza di tutti gli dei greci.
Nelle sculture e negli affreschi è sempre ritratto come
bello e giovane; vestito raramente, il suo corpo è atletico
e caratterizzato da quelle proporzioni perfette tanto vagheggiate
dai Greci. Ma le origini di Apollo risalgono a molto tempo prima
della Grecia classica; testimonianze archeologiche attestano
che l’inizio del suo culto risalirebbe ad un’epoca
precedente all’Età del Bronzo. Molti sono i misteri
che circondano la comparsa di questo dio, non per ultimo quello
riguardante il suo nome, rispetto al quale si dibattono ancora
discussioni accademiche. Siamo a conoscenza del fatto che le
sue origini greche risalgono all’incirca all’VIII
secolo a.C. e che, nel V secolo a.C., egli era associato non
solo al Sole ma anche alla profezia, alla guarigione, alla capacità di
spezzare le maledizioni familiari e a quella di indurre l’ispirazione
artistica (specialmente la musica e la poesia) negli esseri umani.
Questi numerosi attributi lo rendono un dio difficile da comprendere
poiché, in un primo momento, potremmo non riuscire a distinguere
i nessi che intercorrono tra i suoi numerosi aspetti. Ma, più scaviamo
nelle molteplici funzioni di Apollo, più grande diventa
la nostra comprensione di ciò che il Sole realmente rappresenta
nell’oroscopo.
Apollo, l’apportatore di luce
Esattamente come il Sole era considerato,
nel mondo antico, egli stesso apportatore di luce, così Apollo,
quale ambasciatore del Sole, era ritenuto il depositario della
luce interiore. "Conosci te stesso" era il detto scolpito
nella roccia del suo tempio a Delfi e ciò evidenzia l’importanza
che Apollo aveva come simbolo della coscienza. Il dio non era
inteso come il Sole fisico dei cieli; egli era colui che trasportava
il Sole, conducendolo ogni giorno sul suo carro da est ad ovest.
Il Sole fisico era lontano ed intoccabile; era l’Unico,
l’essenza della stessa vita, impossibile da avvicinare
o comprendere pienamente. La figura umana, rappresentata da Apollo,
mostra come egli fosse un riflesso di qualcosa che si trova all’interno
della psiche umana – un vascello o un trasportatore dell’ineffabile.
Non deve sorprendere che Pitagora e Platone avessero entrambi
in gran favore Apollo poiché la filosofia, nel suo significato
più profondo – l’amore per la saggezza –, è collegata
a questo processo di acquisizione della coscienza finalizzata
al ricongiungimento con ciò che Platone chiamava le "verità eterne".
Il ruolo di Apollo come colui che spezza le maledizioni familiari
e sconfigge le tenebre era preminente ed era a lui che si rivolgevano
coloro che erano dilaniati dalle colpe del passato. Nel mito,
i suoi conflitti con le divinità femminili ed infernali
dell’oltretomba, come il serpente gigante Pitone e le terribili
Erinni o "Furie", lo designano come il campione di
ciò che è libero contro ciò che è vincolato
dalle forze del fato e dalle imposizioni ancestrali. Eppure,
sebbene egli sia il conquistatore di tali forze, egli pure le
ingloba nel suo culto; il Pitone diviene uno dei suoi principali
simboli, non soltanto nella sua forma di serpente, tipica dell’iconografia
greco-romana, ma anche attraverso la sacerdotessa Pitonessa che
comunicava l’oracolo del dio. Queste divinità-madri
infernali erano onorate anche a Delfi attraverso la presenza
dell’omphalos o pietra ombelicale, il centro della terra,
dove la luce del Sole si incarna sulla terra. Sulle monete coniate
a Delfi è possibile riconoscere l’immagine dell’omphalos,
o pietra ombelicale, sotto forma di un punto che si trova al
centro di un cerchio; il cerchio era associato ad Apollo in relazione
alla grande sfera che esso forma in cielo e poiché il
cerchio, non avendo né un inizio né una fine, rimanda
al concetto di divinità ed eternità. Anche se non
esiste una testimonianza documentaria diretta che suggerisce
che l’utilizzo di questa immagine – il punto nel
cerchio – avrebbe dato origine, più tardi, al glifo
astrologico che utilizziamo per rappresentare il Sole, utilizzato
per la prima volta durante il Rinascimento, è impossibile
ignorarne il collegamento.
Cosa implica questo ruolo di apportatore di luce nei termini di
come interpretiamo il Sole nell’oroscopo? Prima di tutto
esso suggerisce che il simbolo di Apollo descrive una centralità fondamentale,
presente dentro di noi - un nucleo di identità o un senso
di destino personale, che emerge dalla consapevolezza di noi stessi
come individui e che ha il potere di dissipare le repressioni che
derivano dall’adolescenza e dal background familiare. L’espressione
greca "maledizione familiare" rappresenta una brillante
descrizione dei conflitti inconsci non risolti che si perpetrano
di generazione in generazione, conducendo al gradino psichico finale
del "paziente identificato" (come viene chiamato colui
o colei nella terapia familiare) che manifesta il fardello della
sua eredità inconscia attraverso la malattia fisica o psicologica.
Chiunque abbia sperimentato il potere delle repressioni – siano
esse state causate dalle droghe, dall’alcool, dal cibo o
da un comportamento auto-distruttivo – saprà quanto
sia impossibile razionalizzarle e che, spesso, è solo attraverso
una prolungata e sincera esplorazione dei sentimenti intrappolati
nel passato che si può giungere ad una qualche liberazione.
Il processo terapeutico è, così, un processo Apolloniano,
non perché intellettivo, ma perché mira a far maturare
la coscienza e a portare luce nelle tenebre. Ciò che è recluso
dalle tenebre non può cambiare o crescere. Anche le terapie
non verbali possono raggiungere tale obbiettivo; la figura di Apollo
non è orientata verso una specifica scuola di pensiero psicologica,
a condizione che il processo serva a far crescere un senso interiore
del sé. Nell’oroscopo il Sole è, così,
un’immagine di qualcosa che risiede dentro di noi, in grado
di formare un’identità centrale ed indistruttibile,
attorno alla quale ruota l’oroscopo – un ego che può contenere
e forse perfino trasformare i vari conflitti e squilibri che ogni
oroscopo possiede. Tali conflitti e squilibri, se esacerbati dalle
prime difficoltà senza alcuna luce conscia che ne illumini
la natura e le origini, possono infatti trasformarsi in una grandissima
sofferenza.
Apollo il Cosmocratore
Apollo è anche il cosmocratore, il centro attorno al quale
ruota il sistema solare. In questo ruolo egli è spesso ritratto,
nell’arte antica, mentre regge o mostra la ruota dello zodiaco,
poiché lo zodiaco è una rappresentazione dell’ellittica – il
percorso visibile che il Sole compie attorno alla Terra – in
forma immaginativa, che rispecchia un ciclo evolutivo rappresentato
dalle stagioni ed espresso anche dai cicli stratificati della vita
individuale. (Vedi le immagini all’interno del disegno sulla
facciata anteriore e su quella posteriore). Vale la pena di notare
che lo zodiaco è un’invenzione greca e, nella dimensione
temporale, esso coincide con l’aumento di prestigio del culto
di Apollo durante il V secolo a.C.. Apollo, e l’astrologia
che noi abbiamo ereditato dai Greci, sono profondamente collegati
l’uno all’altra ed entrambi riflettono essenzialmente
la stessa idea di un cosmo ordinato. Il moto ordinato del cosmo
dipende da Apollo, che è veicolo delle intenzioni e dell’intelligenza
della luce divina del Sole, ed è il suo principio organizzativo
che tiene uniti i pianeti durante i loro percorsi. Qui, di nuovo,
possiamo pervenire a molte illuminazioni sulla funzione a cui il
Sole assolve nell’ambito dell’oroscopo, perché questa
centralità pone l’individuo al centro della sua vita
e permette agli altri fattori, presenti nella carta natale, di
stabilire l’uno con l’altro un rapporto di armonia.
Il moto ordinato del cosmo era considerato la Musica delle Sfere
e, in questo, il dio della musica ed il dio cosmocratore si sovrappongono
a rappresentare un modello importantissimo di vita che è sia
coerente sia bello. Ogni carta natale potrebbe essere vista in
quest’ottica, a prescindere da quanti aspetti difficili o
pianeti in posizione ostile o in caduta si possano riscontrare;
e, forse, si potrebbe affermare che è più l’abilità nell’interpretare
il Sole che rende possibile svelare possibilità armoniche,
piuttosto che la natura degli stessi aspetti planetari. In altre
parole, una quadratura di Marte e Saturno o un’opposizione
tra la Luna e Plutone possono generare conflitti, ma diventano
realmente distruttivi solo quando non esiste un nucleo centrale
rispetto al quale l’individuo può relazionarsi con
e bilanciare le esigenze ispirate da questi pianeti. Il Sole è il
grande riconciliatore dei conflitti planetari interni, poiché permette
loro di lavorare a favore piuttosto che contro la vita. Ancora
una volta, un senso del sé è il collante che dà coerenza
ad un carta natale e ci permette di interpretarla o mediarla, piuttosto
che lasciarci da essa controllare.
Apollo l’artista
Apollo è un apportatore di cultura che ispira gli esseri
umani, attraverso l’intervento delle Muse, ad esprimere la
propria creatività. Ognuna di questo gruppo di figure femminili
rappresenta una delle arti – ed è interessante ricordare
ciò che i Greci consideravano esattamente come arte. La
Musa più importante era Calliope, la Musa della musica,
che è anche uno dei doni dello stesso Apollo; da qui la
lira con cui egli è spesso rappresentato nelle antiche sculture
e negli affreschi. Urania è la Musa dell’astrologia
o, per essere più precisi, dell’astrologia, che era
una combinazione dell’astrologia e di ciò che oggi
chiamiamo astronomia. Nella prospettiva di questo sfondo mitologico,
l’astrologia non era considerata una scienza nel senso attuale
del termine, ma piuttosto un’arte; e l’ispirazione
della Musa era considerata necessariamente al fine di utilizzare
la sua saggezza. Le Muse erano considerate in vario modo compagne
di Apollo, amanti, o sorelle: nel mito esistono tutte e tre le
versioni. Ma è chiaro che, qualsiasi fosse la relazione
che le legava a lui, esse restano espressione del suo potere di
toccare ed ispirare gli esseri umani attraverso l’immaginazione
creativa.
Perciò, non dovrebbe sorprendere il collegamento che esiste
tra il Sole astrologico ed il campo dell’espressione creativa
umana, rappresentata dalla quinta casa dell’oroscopo. Il
dio produce l’ispirazione, ma le sue Muse lo incarnano nella
sua forma accessibile e servono come ponti tra il dio e l’immaginazione
umana. Nello splendido ritratto d’Apollo e le Muse di Gustave
Moreau, il dio è raffigurato mentre invia le Muse ad educare
ed ispirare l’umanità. (Vedi di fronte.) Il ruolo
di Apollo è, così, quello di educatore, una parola
che deriva da una radice greca che significa "dirigere".
Questa è l’idea di Platone di educazione – incoraggiare
un responso dell’anima che ci ricordi le alte sfere da cui
deriviamo. L’arte, intesa come educazione, è piuttosto
diversa dall’arte intesa come intrattenimento o messaggio
politico. La dimensione solare dell’espressione artistica è una
questione altamente individuale, che si sprigiona nelle viscere
del sé e riflette il proprio speciale legame con la fonte
della vita. Non è qualcosa di collettivo, sebbene l’azione
dell’ispirazione creativa possa toccare i sentimenti della
collettività nel caso in cui una persona sia sufficientemente
aperta ad una mentalità più ampia. Ma la sua origine
non risiede nella collettività; è nel Sole individuale,
nell’essenza individuale. L’arte del Sole astrologico
può non essere necessariamente riconoscibile sotto forma
d’arte; essa può essere rappresentata dallo stile
con cui un individuo vive la propria vita. Come riflesso del ruolo
svolto dalla coscienza nella vita di una persona, questo collegamento
tra il Sole e l’ispirazione suggerisce che, qualsiasi sia
la collocazione del Sole nella carta, è qui che è possibile
esperire un senso di connessione col divino, cercando un veicolo
o un mezzo attraverso il quale esprimere ciò che maggiormente
ispira la nostra anima. Qui possiamo riconoscere il collegamento
tra il Sole e le inclinazioni, che esse rappresentino qualcosa
di finanziariamente remunerativo o qualcosa che ci sta a cuore
nell’ambito della nostra vita privata. Questo suggerisce
anche che ognuno di noi ha una "vocazione" nel senso
più profondo del termine – anche se essa non è proficua
come lo sono, nel mondo, le attitudini finalizzate al guadagno.
Ma il senso di vocazione non può aver luogo se l’individuo
non è aperto all’ispirazione interiore e se non desidera
essere fedele ai propri valori e alle proprie intuizioni.
Apollo il profeta
La profezia non è qualcosa che solitamente associamo al
Sole. Si tende a considerare la profezia in relazione allo psichismo,
sebbene lo psichismo abbia a che fare con un offuscamento dei limiti
individuali ed una capacità di penetrare la vita più ampia
del cosmo (o l’esistenza di un altro essere umano) per avvertire
cosa, lì, si sta verificando. La profezia, così come è espressa
attraverso gli oracoli di Apollo, è qualcosa, invece, di
diverso. Quella di Apollo era chiamata Doppia Lingua perché i
suoi oracoli lasciavano abbastanza perplessi; ma ciò che
essi esprimevano era uno schema di base o un disegno che avrebbe
potuto essere interpretato (e di solito lo era) da un punto di
vista puramente personale. Allora, l’oracolo generalmente
falliva e sono molti i miti che raccontano di situazioni in cui
l’eroe o l’eroina tentano di raggirare l’oracolo
o lo interpretano nel modo sbagliato, con risultati disastrosi.
In alter parole, il messaggio dell’oracolo non era "psichico" ma
rivelava, attraverso un flash, lo schema essenziale che era alla
base della vita dell’individuo, o evidenziava gli aspetti
essenziali di un capitolo di quella vita. Stiamo effettivamente
cercando di capire cosa intendiamo per destino, invece che "fato" nel
senso più stretto del termine, ed in questo contesto le
profezie di Apollo vengono effettivamente collegate al Sole astrologico.
Riconoscere un disegno interiore o un destino dà un senso
alla nostra vita e ci offre qualcosa per cui vivere; e, guardando
alla collocazione del Sole nella carta natale, a seconda della
casa, del segno e dell’aspetto in cui esso si trova, possiamo
penetrare quel disegno. Qui c’è il nostro futuro,
la persona che siamo potenzialmente in grado di divenire e che
profondamente desideriamo ed abbiamo bisogno di diventare, lì dove
comprendiamo che la nostra vita ha qualche ragione in più d’essere
oltre a quella di mangiare, riprodurci e morire. Potremmo fraintendere
il significato che il Sole dà, sotto forma di intuizione,
in base alla nostra età, alle circostanze, ai bisogni emozionali
o ai conflitti. Ma il nucleo centrale del destino dell’individuo è già noto
da qualche parte, dentro di noi, e forse questo è il motivo
per cui il Sole è così strettamente collegato alla
vocazione, alla "chiamata" personale o, come Howard Sasportas
la definisce, "una chiamata dal Sé più profondo".
La profezia, intesa come visione del destino, e il destino, concretizzato
nella vocazione, riflettono uno dei collegamenti più profondi
di Apollo al Sole astrologico. È importante ricordare che
l’oracolo veniva dato dalla Pitonessa; questo suggerisce
che non siamo in grado di intuire direttamente la saggezza che
il Sole contempla se non attraverso i nostri sentimenti, i nostri
corpi e l’immaginazione. Senza questi tramiti, la conoscenza
di Apollo resta inaccessibile. Ma, fin quando non cerchiamo attivamente
la saggezza di Apollo, la Pitonessa resta muta.
È anche possibile osservare la rilevanza che l’astrologia
assume nel contesto di Apollo, nel senso che come astrologi noi
cerchiamo di interpretare il modello a lui inerente, il nucleo
della storia della vita dell’individuo. La carta natale è una
forma di oracolo, non nel senso di una previsione dell’avvenire – sebbene
questa dimensione, nell’astrologia, ci abbia sempre accompagnati –,
ma come un mezzo per riconoscere il disegno principale che è il
nostro destino. Che questo disegno si trovi dentro di noi, piuttosto
che fuori, è qualcosa che l’astrologia psicologica
si sforza di evidenziare, sebbene le circostanze di vita tendano
a riflettere e concretizzare il nucleo interiore. E, come l’oracolo
di Apollo, le configurazioni della carta natale potrebbero essere
mal interpretate, sia dall’astrologo che dal cliente, perchè potrebbe
mancare la giusta prospettiva attraverso la quale esaminare l’intero
disegno e concentrarsi su un problema preciso ed immediato.
Apollo il guaritore
Il ruolo di Apollo come medico-guaritore portò alla nascita
di molti Asclepi, o centri di cura, in tutto il mondo antico. Si
diceva che Asclepio fosse il figlio di Apollo, un aspetto del dio
incarnatosi in sembianze umane per cui, in tutti questi luoghi
sacri di cura, erano sempre inclusi alcuni monumenti o alcune costruzioni
che collegavano Asclepio al suo padre divino. Nonostante siano
molti i misteri che riguardano il tipo di medicina che era praticata
in questi centri di cura, sappiamo che la musica, così come
l’ispirazione e i l’ispirazione dei sogni, giocavano
un ruolo fondamentale. Il Sole astrologico è, perciò,
un guaritore interiore e può essere importante, per noi
astrologi, comprendere cosa questo possa significare da un punto
di vista psicologico.
La malattia, nei termini di Apollo, significa effettivamente essere
escluso dalla luce del Sole. I greci consideravano la malattia
tanto psichica quanto fisica ed i mezzi per riequilibrare l’anima
risiedevano nella musica e nell’azione svolta dai sogni – in
altre parole, in un collegamento a ciò che attualmente chiamiamo
inconscio. Oggi, molti di noi tendono a dimenticare quanto la musica
sia in grado di coinvolgerci profondamente e come essa possa generare
non solo armonia ma anche squilibrio. La musica, ai giorni nostri, è diventata
un fattore tanto politico quando culturale, per cui rischiamo di
perdere di vista sia la sua funzione educativa sia quella ispirativa.
Eppure, la musica era il principale strumento utilizzato da Apollo
nel suo ruolo di guaritore e si pensava che essa riecheggiasse
la Musica delle Sfere - l’armonia cosmica. Così la
malattia è uno squilibrio dell’anima, una frattura
nel collegamento tra l’uomo e il più vasto ordine
del cosmo, e la guarigione è un ripristino dell’armonia
interiore o una riconnessione alle origini. Nell’oroscopo,
la voglia di vivere è profondamente collegata al Sole e
deriva da un tentativo di cercare un senso; questo, d’altro
canto, deriva dalla sensazione di essere collegati a qualcosa di
più grande di sé. Il Sole ci dà la percezione
di essere un vascello per qualcosa di più ampio, qualcosa
di più alto; entrare in armonia con questa dimensione ci
dà la possibilità di trovare un significato alla
vita, perfino nella tragedia e nella perdita. Ogni medico sa che,
senza la voglia di vivere, il paziente malato è destinato
a morire, a prescindere dall’efficacia delle cure fisiche.
Nel mondo antico il Sole rappresentava l’hyleg, l’apportatore
di vita, e una perdita della connessione col Sole significava una
perdita della volontà di vivere.
L’armonia suggerita da queste antiche metafore potrebbe
non far riferimento all’armonia, nella vita di un individuo,
nel senso comune del termine; nessuna carta natale è priva
di conflitti e non lo è nemmeno nessuna vita umana. Ma un
senso di adattamento è uno dei doni che deriva dall’esprimere
il Sole nell’oroscopo, e questo adattamento ad un disegno
più grande – una sorta di destino individuale o scopo – è molto
più vicino a ciò che erano considerate le capacità curative
di Apollo. Il processo di psicoterapia è, oggi, un campo
importante in cui l’individuo ha l’occasione di riconnettersi
a ciò per cui la sua vita ha senso d’esistere, libero
dalle pressioni e dalle aspettative dell’ambiente familiare
e della coscienza collettiva. Le arti costituiscono, forse, un
altro campo in cui si può realizzare questo senso di collegamento,
posto che esse siano scevre da intenti politici e non soggiogate
esclusivamente alle gratificazioni di un mero intrattenimento.
Ma questa prospettiva, ai nostri giorni, è forse politicamente
improbabile, dato che la parola "elitista" è sempre
sulla bocca di coloro che non desiderano impegnarsi per recuperare
quell’integrazione che ci viene richiesta dal Sole. Essere
un individuo significa essere sia autonomi sia elite, come lo era
lo stesso dio Sole.
Quando il Sole non splende
La depressione, la perdita della voglia di vivere, la percezione
di essere dominati da oppressioni interiori, un’eccessiva
dipendenza dagli altri, l’identificazione con la collettività che
conduce alla sensazione di non essere reali a meno che gli altri
non siano lì a fungere da specchio – tutte queste
esperienze possono aver luogo se, nell’oroscopo, non riusciamo
ad esprimere il Sole. Ed esprimere il Sole significa far posto,
nella propria vita, ai valori e alle esigenze dettate dal segno
solare, coinvolgere sé stessi attivamente nella sfera della
vita rappresentata dalla casa natale e rispettare i bisogni dei
pianeti che entrano in aspetto con esso. Quando siamo esclusi dalle
funzioni rappresentate dall’Apollo mitologico, sperimentiamo
la passività, la debolezza, l’insignificanza e la
perdita di fiducia. Abbiamo bisogno degli altri per affermare costantemente
chi siamo e temiamo di esprimere i sentimenti o le opinioni personali
che possano isolarci dalla collettività che ci circonda.
Nessun pianeta singolo, nella carta natale, è esso stesso
completo ed anche il Sole può enfatizzarsi eccessivamente
a spese dei bisogni istintivi o a spese degli altri pianeti; Apollo
non è l’unico dio. Ma è più comune incontrare
individui che abbiano un Sole troppo piccolo, piuttosto che uno
troppo grande. Come astrologi, dobbiamo chiederci perchè un
individuo non riesce a relazionarsi col suo Sole nell’oroscopo.
Tutti gli astrologi praticanti avranno incontrato un cliente che
non manifesta nulla delle caratteristiche del suo Sole e, nel cui
temperamento, non è possibile riconoscere alcuno degli attributi
del segno solare. Perché avverrebbe ciò?
Molti sono i fattori che possono contribuire all’incapacità o
al rifiuto di formare un ego abbastanza forte. Primi fra questi
sono gli effetti causati dall’ambiente del primo periodo
di vita che, a prescindere dalle forze interiori rappresentate
nella carta può, se è abbastanza distruttivo, riuscire – per
una certo fase – a soffocare il Sole, attraverso un’oscurità talmente
opprimente da impedirgli di risplendere. La continua erosione del
senso di sé, nel bambino, può essere in parte causa
di quest’azione; i genitori che non riescono, essi stessi,
a connettersi alla luce di Apollo potrebbero essere infastiditi
dal vedere che questo, invece, avviene nei loro figli e potrebbero
fare del loro meglio per convincere il bambino che è la
famiglia che conta e non l’individuo. Anche le pressioni
della comunità possono contribuire a ciò, specialmente
nelle società in cui, come avveniva sotto il vecchio regime
sovietico, l’espressione personale equivale ad un atto criminale.
Ma è relativo il fatto che un ambiente distruttivo possa
ostacolare totalmente la luce del Sole, lì dove l’individuo è in
qualche modo coinvolto egli stesso in un conflitto interiore. Per
comprendere ciò, abbiamo bisogno di considerare gli aspetti
del Sole nella carta natale ed anche il modo in cui esso "siede" nella
carta, in relazione alla bilancia degli elementi.
Una carta in cui manca l’elemento fuoco può suggerire
che l’individuo trova difficile aver fiducia nell’ispirazione
che deriva dal Sole e considera sé stesso come "non
creativo" o destinato a servire coloro che lo sono più di
lui. Questo genera un conflitto interiore la cui risoluzione può essere
facilitata da un esame attento delle esigenze di sicurezza eccessive
o dell’eccessiva dipendenza da ciò che pensano gli
altri. Un bambino con tale assetto nella carta, nato in una famiglia
che enfatizza la responsabilità verso gli altri, potrebbe
assurgere prontamente al ruolo di custode e temere l’espressione
del sé, considerandola un veicolo di solitudine ed alienazione
dalla famiglia. Anche gli aspetti difficili col Sole, che derivano
dall’azione di pianeti come Saturno e Chitone, possono riflettere
un conflitto interiore, una sfiducia profonda verso il proprio
valore, come un individuo che trova difficile confidare nella luce
solare. Il Sole potrebbe essere ostacolato, oppure potrebbe esserci
un aspetto eccessivamente compensatorio che non offre alcun conforto.
Tali aspetti del Sole possono anche riflettere problemi col padre
il quale, egli stesso, potrebbe essere ferito o incapace di esprimere
un punto di vista personale, o essere eccessivamente critico, indifferente
o disinteressato ad incoraggiare lo sviluppo del sé di suo
figlio. Il Sole può, quindi, essere espresso nonostante
i suoi aspetti difficili, ma potrebbe essere richiesto un compromesso
tra l’immagine che si ha dei propri limiti e la loro realtà.
Gli aspetti difficili del Sole nei confronti dei pianeti più esterni
possono anche suggerire un profondo conflitto tra la disponibilità e
la fedeltà alla collettività ed il bisogno personale
di distinguersi come individui. Anche questo conflitto richiede
un compromesso – un veicolo attraverso il quale un individuo
può sia esprimere i propri valori e la propria identità sia
servire la collettività per la quale egli si fa una sorta
di portavoce. Tutto, qui, dipende dall’equilibrio; o dal
concetto che ci ha insegnato l’iscrizione di Delfi: "niente
in eccesso".
Anche la posizione delle case può riflettere un conflitto
interiore tra l’espressione individuale del sé e i
fattori collettivi; come il Sole in aspetto ai pianeti più esterni,
così il Sole nell’ottava, undicesima o dodicesima
casa può suggerire una profonda apertura verso la psiche
collettiva ed un bisogno di trovare il mezzo attraverso il quale
la visione individuale possa essere espressa come contributo alla
collettività. Il Sole nella quarta o nella decima casa può riflettere
un forte legame con uno dei genitori, che rende difficile al Sole
canalizzare la luce del sé individuale; esso diventa, così,
veicolo della vita non vissuta del genitore. Ci sono molte atre
strade, forse esacerbate dall’ambiente di nascita che porta
ad una perdita della luce del Sole, attraverso cui il conflitto
interiore può essere espresso nel tema natale. In questo
caso, dobbiamo lavorare più attivamente per trovare ed esprimere
la luce. Non si deve pensare che un Sole in buon aspetto nel suo
segno di dignità o d’esaltazione significhi una vita
priva di difficoltà; troppo Sole può determinare
l’eccesso di qualcosa di buono e, per coloro nei quali Apollo è particolarmente
rigoglioso, la perdita del contatto con l’energia lunare
può presentare un diverso, ma ugualmente doloroso, tipo
di sconnessione. Tuttavia, se ricordiamo il simbolo del Sole come
cosmocratore, la perdita della luce solare equivale alla perdita
di un senso di significato individuale e nessuna realizzazione
emozionale, derivante dall’energia lunare, può compensarla.
Possiamo trovare una ragione per continuare a vivere anche quando
siamo da soli. Ma, se non abbiamo alcuna ragione di vivere, allora
cercheremo di vivere attraverso gli altri; e, quando essi ci deluderanno
o ci impediranno di continuare a percorrere questo sentiero, allora
potremmo dover far fronte alla perdita della voglia di vivere che,
in tempi antichi, era sanabile solo attraverso l’intervento
di Apollo.
Il prezzo da pagare
La mitologia di Apollo parla anche del prezzo da pagare se siamo
intenzionati a sviluppare il Sole e a definire noi stessi come
individui. Apollo è un dio che vive da solo, non è sposato
e spesso è rifiutato dalle amanti; è poco fortunato
coi suoi figli, ognuno dei quali muore di morti violente. Orfeo è fatto
a pezzi da Menade; Asclepio è colpito dalle saette di Zeus;
Fetone ha un incidente con il carro solare e viene consumato dalle
fiamme. Sebbene sia amato sia dagli dei che dagli umani, Apollo
non ha famiglia e non fonda alcuna dinastia. Quest’immagine
non dovrebbe essere presa alla lettera, poiché esprimere
il Sole non significa necessariamente sacrificare la famiglia o
le buone relazioni con gli altri esseri umani. Ma, se scegliamo
di essere individui, potremmo dover rinunciare al lusso di vivere
attraverso gli altri esseri umani e, specialmente, di vivere attraverso
i nostri partner e figli, i quali potrebbero opporsi con resistenza
a ciò che esperiscono come forma di dominio. Così,
Apollo diventa immagine di qualcosa che si trova dentro di noi
e che è autonoma ed indipendente e che può risplendere
soltanto se siamo intenzionati a distaccarci quanto basta dagli
altri per affermare un nucleo ed un senso individuali. Il prezzo
per godere della luce del Sole è un certo grado di solitudine,
sebbene ciò avvenga raramente nel senso letterale del non
avere alcuna compagnia. Tuttavia, interiormente, un individuo non
può inabissarsi completamente in quello stato di fusione
inconscia che sussiste quando l’ego non è mai giunto
a completa maturazione. Qualche conflitto con la famiglia e la
collettività potrebbe essere inevitabile. Comunque, l’antica
associazione astrologica del Sole col cuore e con l’amore
suggerisce che ciò che noi spesso chiamiamo amore può effettivamente
essere uno stato di fusione e di dipendenza psichiche; e può persino
capitare di non riuscire realmente ad amare un altro individuo,
come qualcuno che è distinto da noi e degno di rispetto,
se non siamo noi stessi individui liberi ed autonomi.
Apollo è, ovviamente, solo uno di una famiglia di dei ed
il Sole è solo uno di una famiglia di pianeti presenti nel
tema natale. Noi non possiamo essere completamente soli, poiché facciamo
parte di un sistema più ampio ed è saggio non dimenticare
ciò che ci ha anteceduto e la nostra partecipazione alla
collettività nella quale viviamo, agiamo e siamo noi stessi.
Ma non deve sorprendere che, perfino in quel tipo di infelicità che
emerge quando il Sole non risplende, si possa mostrare riluttanza
a pagare il prezzo della sua luce. Il timore della solitudine è il
grande nemico della luce solare e, così, lo è il
timore dell’invidia, che equivale alla stessa cosa; perché l’invidia
del prossimo ci ferisce profondamente, dato che abbiamo così tanto
bisogno dell’amore e dell’approvazione altrui. Se siamo
troppo insicuri nel rischiare la disapprovazione altrui, non saremo
in grado di esprimere sufficientemente il Sole. Se ci preoccupiamo
del fatto che gli altri si offendano lì dove produciamo,
o semplicemente siamo, qualcosa di "speciale", allora
ci sentiremo sempre in dovere di garantire che siamo gente ordinaria
e potrebbe capitarci di aggredire o tentare di distruggere coloro
che hanno il coraggio di esprimere la luce del Sole, perché saremo
divorati noi stessi dall’invidia. Questo dilemma archetipo
può essere osservato non solo nel mito ma anche nella storia
e nella posizione ambigua che ha l’artista nella società.
L’artista è considerato come speciale ed è solitamente
ritenuto oggetto di fascino, ma è spesso anche attaccato
e perfino annientato dalla tanta gente di cui è portavoce.
Questo non è un problema politico ma, piuttosto, un problema
archetipo sebbene, nel corso del secoli, abbia assunto forme politiche.
Un esempio è Platone, il grande seguace della luce di Apollo,
che fu cacciato da Siracusa e quasi ucciso mentre cercava di circoscrivere
le rappresentazioni teatrali a coloro che ne risultavano istruiti
piuttosto che a coloro che vi trovavano una mera forma di intrattenimento.
La storia, così come il mito, ci fornisce esempi di quanto
possa essere minacciosa la luce solare e non solo quando è essa
stessa troppo dominante o espressa attraverso forme tiranniche.
Per ogni individuo, questo conflitto archetipo è rilevante,
perché quando parliamo di creatività individuale,
parliamo effettivamente della definizione di essenza individuale
distinta da quella di chiunque altro, che ha il suo proprio destino
e contributo da dare alla vita. E, poiché la stessa astrologia
si trova sotto il dominio di Apollo, attraverso il suo ruolo di
cosmocratore ed anche attraverso la sua Musa Urania, noi, come
astrologi, potremmo essere chiamati ad assumere il ruolo del Sole
quando interpretiamo il tema di un cliente, sia mostrando come
la luce interiore del cliente può essere incoraggiata, sia
chiarendo le ragioni per cui essa non risplende già e il
prezzo che dev’essere pagato affinché ciò avvenga.
Traduzione dall'inglese: Paola Mastrorilli
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