Le lenti dell'astrologia

Intervista di Nicholas Campion a Liz Greene
Parte 4

L'articolo originale è apparso nella rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer" (Feb/Mar 2002), ed è ancora disponibile sul sito www.mountainastrologer.com

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Nick Campion: Uno dei temi prevalenti in tutta la tua opera è l'idea dinamica dell'astrologia come processo, o cammino, e di come siamo tutti in viaggio. Appena ho letto ciò che hai scritto riguardo a Saturno-Plutone ho capito che volevi anche enfatizzare il concetto di processo e il passaggio attraverso la crescita e la decadenza come accade nel tempo lineare; cosa evidente nella natura, nella società, nella psiche umana. Hai anche detto che "questi sono concetti esoterici."[17] In un'altra occasione, quando un partecipante ad un seminario ha cercato di coinvolgerti in una discussione sulla reincarnazione in relazione a Saturno e Plutone, tu hai risposto:" Veramente non conosco il lato metafisico di tutto ciò."[18] Ti chiedo quindi se tu hai, personalmente, una dottrina metafisica che influenza la tua astrologia, o una grande spiegazione metafisica dell'astrologia. O semplicemente questo non ti interessa?

Liz Greene: Mi interessa a livello personale, nel senso che vorrei sapere cosa diavolo ci facciamo qui. Certamente solleverò la questione. Ma non penso che l'astrologia contenga una metafisica. Non c'è un sistema di credenze connesso ad essa. Le persone portano le proprie convinzioni nell'astrologia, e in un certo senso non possono farne a meno, perché ogni individuo possiede un sistema di preconcetti. Quindi è impossibile dire:" Non sto applicando le mie convinzioni all'astrologia". Tutto ciò che ho appena detto riflette il mio sistema di convinzioni. Non posso garantire che gli schemi che percepisco nella vita esistano veramente, ma sono abbastanza sicura che qualcosa di simile ci sia, perché un numero più che sufficiente di persone li percepiscono da millenni. Per quanto riguarda la reincarnazione, l'evoluzione e tutte le domande su dove va lo spirito dopo la morte - abbiamo un'anima? Andremo all'inferno o in paradiso? Dovremmo essere cristiani o pagani? - veramente non ne ho idea. Non penso che la risposta a queste domande sia rilevante ai fini dell'astrologia. L'astrologia è solo una serie di simboli che descrivono schemi. Se imponiamo un ordine spirituale o religioso o metafisico a questi schemi va bene, ma è una imposizione personale e non qualcosa inerente l'astrologia stessa.

Nick Campion: Vorresti dire che l'astrologia stessa è un sistema di credenze?

Liz Greene: No, non lo direi, non lo è più di quanto non lo sia qualsiasi altro simbolismo. Non so cosa siano i simboli, so solo che sembrano emergere in maniera organica come contenitori di una moltitudine di schemi complicati e conflittuali, che sono collegati in qualche modo. Non li creiamo noi, né certamente crediamo in loro, ma sono lì comunque. Noi li percepiamo, ci accorgiamo di loro, stabiliamo delle connessioni tra loro. "Credere" in astrologia non ha senso per me. Si dice "credo" in qualcosa quando non si ha diretta esperienza di quella cosa. L'astrologia richiede esperienza e lavoro pratico per verificare che esprima ogni significato o rilevanza. E' come dire "credi nella tua macchina?". No, la guido soltanto. Non ho idea di come funzioni, l'importante è che lo faccia. Le persone che dicono di credere nell'astrologia o stanno usando la parola sbagliata non sanno di cosa parlano. Si può credere in Dio o nella reincarnazione perché non si ha esperienza diretta di queste cose. Alcune persone potrebbero dire di essere sicure dell'esistenza di Dio e che non si tratta di credenze. Va bene, potrei discutere con loro. Forse hanno ragione. Altre sostengono di essere sicure dell'esistenza della reincarnazione perché ricordano di essere state bruciate sul rogo nel 16° secolo. Non sono nella posizione per poter dire che sono degli idioti o che soffrono di allucinazioni, o che stanno fantasticando qualcosa di profondamente importante a livello simbolico. Semplicemente non lo so, e per questo penso che sia inappropriato affrontare queste tematiche durante un'interpretazione con un cliente.

Nick Campion: Quindi, tornando ai clienti, ti sei formata un'opinione su cosa vogliono dall'astrologia? La critica a volte li riduce tutti a persone che cercano un significato - come se fosse una cosa negativa - o un senso di sicurezza.

Liz Greene: I motivi per cui si va dall'astrologo sono così tanti quante sono le persone che lo consultano. Penso inoltre che lo scetticismo e il credere siano due aspetti della stessa patologia. Lo scetticismo che porta le persone a dire "chi va dall'astrologo è un insicuro"è il risultato di una generalizzazione fuorviante. Bisogna prendere le persone individualmente, una alla volta. Da quanti anni incontro clienti? Ho iniziato a 19 anni, quindi sono 36 anni. Non posso dire che tutte le persone che ho incontrato da allora ricercano la stessa cosa, o qualcosa in particolare. Posso raggrupparli per sommi capi. Alcuni vengono per semplici preoccupazioni pratiche. Capiscono che l'astrologia potrebbe essere utile ed utilizzano la lettura dell'oroscopo per capire quando e come compiere scelte concrete. Non sono particolarmente ansiosi di sapere come funziona. Altri vengono per una introspezione psicologica, altri perché si sono imbattuti in un muro in un problema di relazione. Altri sono infelici e profondamente depressi, o si trovano sull'orlo di un precipizio e sperano di avere qualche intuizione. Alcuni vengono per un significato, altri per sapere qualcosa del loro sviluppo spirituale. E posso continuare! Non penso che tutti rientrino in particolari categorie. E molti di loro, probabilmente la maggioranza, non "credono" nell'astrologia. Sono solo interessati a vedere se può aiutarli, che non è la stessa cosa.

Nick Campion: I tuoi clienti vengono da un background socio-economico riconoscibile? Sto pensando alle accuse che ho sentito secondo cui le persone che vanno dall'astrologo vengono dai margini della società.

Liz Greene: No, non c'è uno schema. Quando ho iniziato a fare le carte il mio ambito era limitato al contesto che io stessa frequentavo negli anni '60. Allora c'era sicuramente un "tipo" di clienti. Principalmente venivano dal mondo degli hippie della New Age, con una sovrapposizione di gente dall'ambiente musicale e teatrale. In ogni settore sociale ci sono persone interessate all'astrologia, non c'è un tipo in particolare che ho individuato durante gli ultimi 20 anni. E' venuto da me ogni tipo di cliente che puoi immaginare, e per ogni motivo di consultazione.

Nick Campion: Non hai notato una maggioranza di donne? Dovunque vado è il genere dominante in astrologia.

Liz Greene: Prima era così, ma adesso ho molti clienti uomini, in misura crescente. E' interessante notare che da quando mi sono trasferita in Svizzera la percentuale di uomini è aumentata. Ho notato lo stesso anche nei miei seminari a Zurigo, ci sono molti più uomini dei seminari a Londra.

Nick Campion: E' abbastanza sorprendente, perché sono abituato alla schiacciante preponderanza di donne in astrologia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Liz Greene: Penso che in questo caso sia un aspetto culturale. Non voglio dire che ci siano più uomini che donne tra gli studenti svizzeri, ma certamente, in alcuni seminari ce ne sono fino al 40 o 50 %. Dipende dall'argomento. Se il seminario è sulla Luna o su Venere vengono più donne. Ma c'è una differenza riguardo a come la collettività in Svizzera concepisce l'astrologia. Esponenti del governo svizzero sono venuti ai seminari, così come biologi e matematici, uomini che non hanno problemi se vengono visti andare ad un seminario di astrologia.

Nick Campion: Non trovi che forse dipenda da fatto che tu sei una famosa junghiana, e Jung era un uomo ed era svizzero?

Liz Greene: No, non penso. Penso sia un fatto culturale. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nell'approccio all'astrologia della collettività inglese. Gli inglesi soffrono di iperrazionalità, e la gente è spaventata dall'irrazionale. Questo è il motivo per cui gli inglesi sono critici nei confronti di Freud, di Jung, della psicoanalisi, dell'astrologia. E' un problema di quella collettività. Sta cambiando lentamente, ma penso che il cambiamento sia più veloce in altri paesi europei.

Nick Campion: Probabilmente hai usato la parola "irrazionale" in senso positivo.

Liz Greene: Si. "Irrazionale" non significa "pazzo".

Nick Campion: Molto spesso la parola viene intesa in questo senso.

Liz Greene: Beh, molto spesso in Inghilterra!

Nick Campion: Proprio ora hai detto che lo scetticismo e il credere sono due facce della stessa medaglia. Questo mi ricorda una conversazione con Alexander Reperti in occasione della Conferenza dell'Astrological Association inglese, nel 1985. Lui era una studente di Alice Bailey ed era profondamente filosofico e molto influenzato dalla teosofia. Fu molto critico verso gli astrologi psicologici e junghiani, disse:"Non sanno con che hanno a che fare perché psicanalizzano tutto". Allora ho avuto la sensazione che gli astrologi teosofici che iniziarono lo sviluppo della moderna astrologia psicologia all'inizio del 20° secolo avevano una metafisica spirituale che era parte integrante della loro astrologia, del tipo accettato da Reperti. Ma l'approccio psicologico all'astrologia può essere in effetti profondamente scettico perché potrebbe portare a sostenere che se credi agli arcangeli e ai maestri ascesi (come dovrebbe un astrologo teosofico) allora queste convinzioni potrebbero non essere altro che la propria proiezione psicologica.

Liz Greene: Si, potrebbe essere. Ma guardare le cose da un punto di vista psicologico non vuol dire che le esperienze numinose siano necessariamente una sublimazione di una patologia. Le convinzioni metafisiche possono esistere totalmente e appropriatamente su un piano personale. Porre l'astrologia in una prospettiva psicologica significa solamente premettere che di qualsiasi esperienza numinosa si tratti, sono gli essere umani che la riportano, e qualsiasi esperienza venga riportata la psicologia non è in grado di giudicare se sia vera o no. E' solo che gli esseri umani si relazionano con ciò che percepiscono attraverso i loro processi psicologici. Quindi se un cattolico devoto ha un'esperienza numinosa dirà:" mi è apparsa la Vergine Maria", un aborigeno australiano dirà:"Sono uno con la terra", un hindu sperimenterà l'illuminazione attraverso Krishna. Gli individui creano le loro lenti personali attraverso le quali percepiscono tali esperienze. Tutto ciò che può dire la psicologia è:"Ok, è accaduto qualcosa di straordinario, ma non sappiamo se si tratta di angeli o no". Personalmente non sono nella posizione di poter dire se gli angeli esistono o no. Non ne ho la più pallida idea. Ma mi interessa la persona che viene da me e dice di aver visto gli angeli, perché questo mi porta immediatamente nella sfera dell'individuo e della sua psicologia, ed è una buona idea sapere con che tipo di persona hai a che fare prima di stabilire che tutto ciò che gli ha detto l'angelo è la verità. In questo modo hai spazio per gestire la cosa.

Nick Campion: In "Nettuno" hai scritto che "la psicologia stessa potrebbe essere semplicemente un tipo di cosmologia religiosa più sottile, come sostengono le lobby anti-analisi. La divergenza tra l'edificio scientifico della psicoanalisi e gli insegnamenti esoterici e incanalati di Alice Bailey non è così grande come si potrebbe pensare".[19] A parte il senso di scetticismo, mi piace l'idea che la psicologia sia una cosmologia religiosa.

Liz Greene: Penso che le scuole di psicologia siano così, nel senso che i loro insegnamenti tendono a diventare visioni del mondo dogmatiche. Ogni scuola di psicologia - con il suo linguaggio, le gerarchie, le mappe mentali, le enunciazioni riguardo alla centralità dell'essere umano e a dove stia andando - in effetti si cristallizza esattamente nello stesso modo in cui si cristallizza qualsiasi altro gruppo religioso o spirituale. La terminologia li intrappola. Se la tua formazione è freudiana accetterai il complesso di Edipo come qualcosa di reale, se non stai attento e all'erta. Il concetto diventa la forma attraverso la quale identifichi il comportamento degli altri. Ma non è "reale" più di quanto non lo siano i pianeti in astrologia. Se sei junghiano (ed ho sentito tanti junghiani fare così durante il mio tirocinio) puoi parlare dei modelli junghiani come se fossero reali. Qualcuno può dire:" ho avuto una esperienza dell'anima" perché si è innamorato ed ha una storia segreta. L'evento viene descritto come se l'anima fosse una cosa reale, un punto preciso in un ambito preciso, ma non è così. E' il gergo psicologico che si trasforma in un sistema religioso, così come il gergo religioso fa della religione un sistema. La gente usa erroneamente il linguaggio come se fosse una struttura concreta e una realtà stessa, mentre si tratta solo di linguaggio e la cosa descritta è la stessa, qualsiasi lingua si usi. Non diventa più o meno reale usando parole diverse.

Nick Campion: Pensi che Jung stesso pensasse che l'anima era qualcosa di reale e concreto?

Liz Greene: Non lo so. Sospetto di no. Era molto scaltro. Ma penso che l'abbia presentata come sistema per la stessa ragione per cui lo ha fatto la maggioranza degli psicologi. Non fraintendermi: non penso che il linguaggio sia qualcosa di negativo e che il linguaggio psicologico o astrologico non debbano essere usati. Non lo penso affatto. E' solo che prenderlo alla lettera lo calcifica.

Nick Campion: Negli ultimi 15 anni si è verificato quasi un movimento per ritornare ad una astrologia più letterale. Il cosiddetto revival tradizionale in astrologia può dischiudere la conoscenza in un certo senso, dall'altro può costituire un porto sicuro per gli astrologi che cercano certezze.

Liz Greene: La stessa cosa è successa nella religione. Siamo tutti molto spaventati; quando c'è la sensazione di scivolare verso il caos, e ci sembra che le cose stiano precipitando ad una velocità che non possiamo controllare, allora si instaura a livello collettivo un sentimento di panico. In questa situazione si determina un movimento verso delle strutture che ci sostengano e ciò riguarda l'astrologia come qualsiasi altro ambito. Ciò non è necessariamente negativo perché la paura è paura e la sicurezza è molto attraente a volte. Ma è comunque una buona idea mantenere un atteggiamento ironico - anche se avvertiamo la necessità di un approccio più letterale - e cercare di capire perché si manifesta un tale bisogno in quel momento.

Nick Campion: Forse è sempre positivo conservare il senso dell'ironia. In "I pianeti esterni e i loro cicli" usi il termine "enantiodromia" in relazione alla storia di Israele.[20] Ciò che intendi è un senso di ironia cosmica per cui gli eventi prendono una svolta che non ci aspettavamo. Questo concetto si ricollega a quello dell'ombra?

Liz Greene: L'enantiodromia si verifica quando un atteggiamento diventa estremo. Allora si tende a scivolare nel suo opposto e a comportarsi esattamente come ciò da cui si sta fuggendo. Non ha a che fare solo con l'ombra. Quando si compie uno sforzo per tenersi alla larga da qualcosa che ci spaventa o che semplicemente non siamo pronti ad affrontare, ci spingiamo il più possibile nel senso opposto. Più spingiamo e più ci indirizziamo all'estremo opposto, perdendo così la posizione di centro, dalla quale potremmo veramente controllare le divergenze. Tutto ciò funziona in maniera alquanto misteriosa. Ad un certo punto assumiamo le sembianze del nostro oppositore e cominciamo a comportarci esattamente come lui, accusandolo di fare cose che noi stessi facciamo. Noi e lui ci comportiamo nello stesso modo. Le problematiche e le idee si polarizzano tra due ambiti, o due persone, o due gruppi, o due collettività che, segretamente, hanno molto in comune. Ma non possiamo sopportare di stare nello stesso posto, nel centro, e vivere le cose in comune.

Nick Campion: Alla luce di quanto hai detto circa la necessità di farsi indietro rispetto alle proprie idee e di interrogarsi sulle proprie supposizioni, ciò che mi è sempre piaciuto del Centro per l'Astrologia Psicologica è che non sembra esserci nessun programma stabilito. Il programma è continuamente in evoluzione, un po' come la rivoluzione permanente di Trotsky o Mao! Qualcuno fa qualcosa di interessante e tiene un seminario da voi. Come va il centro al momento?

Liz Greene: Va molto bene. Come hai detto è in continua metamorfosi, ma senza rispondere a nessuna imposizione o struttura.

Nick Campion: Da come dicevi poco fa i seminari in Svizzera sembrano particolarmente popolari.

Liz Greene: Mi piace tenerli a Zurigo perché è una collettività diversa. Ho imparato diverse cose dalle persone lì. Ma la scuola ha sempre una specie di caratteristica organica, mercuriale. Ha il sole in Gemelli e la tendenza mercuriale al cambiamento all'interno di una struttura molto, molto libera.[21] Non ho mai avuto uno schema o delle idee su come doveva essere. E' diventata ciò che è attraverso le diverse persone che contribuiscono con le loro idee, gli studenti che esprimono ciò che vogliono e attraverso gli astrologi che ci sembra possano essere buoni tutori. Le uniche cose che ho fortemente voluto per la scuola sono, primo, che rimanesse piccola, senza aspirare a diventare grande e inefficacemente burocratica - ciò non significa confusione ma scioltezza. Secondo, non viene insegnato un metodo in particolare, non un solo approccio se non quello che la psiche umana è al centro dell'astrologia, e i pianeti non sono intesi come entità che "fanno qualcosa" agli individui.

Nick Campion: Hai detto che la scuola ha il sole in Gemelli. Non sapevo che esistesse un preciso momento fondante. Ero a conoscenza dell'evoluzione da Centro di Psicologia Transpersonale a Centro di Astrologia Transpersonale.

Liz Greene: Il Centro per la Psicologia Transpersonale era un'organizzazione di Ian Gordon-Brown e Barbara Somers. Quando per la prima volta decidemmo di dare un'egida formale ai seminari di astrologia li chiamammo Centro di Astrologia Transpersonale, per esprimere l'idea del gemellaggio tra l'insegnamento psicologico e quello astrologico. Poi però il termine "transpersonale" ha cominciato a infastidirmi, perché implicava che l'insegnamento fosse solo spirituale, così nel 1983 cambiammo in "psicologica". La carta si basa sull'ora in cui il nome è stato registrato come denominazione commerciale. E' sensibile ai transiti e agli aspetti progressivi. E' una creatura Saturno-Plutone, nata nel 1983 sotto la congiunzione in Bilancia.

Nick Campion: Secondo te la parola "transpersonale" implica sicuramente il concetto di "spirituale"?

Liz Greene: Non secondo me, ma per molte persone. Trans significa "al di là" ma spesso è intesa come "più alto". La parola in sé non mi crea problemi ma il modo in cui viene percepita si. Preferivo qualcosa più neutrale.

Nick Campion: Riferendoci alla tua attività di insegnante, mi chiedo quali astrologi ti hanno influenzata. Inizialmente hai studiato con Isabel Hickey.

Liz Greene: Molto brevemente. Non ho veramente studiato con lei. Sono andata forse a due o tre sue lezioni, non posso quindi contarla come fonte delle mie conoscenze astrologiche.

Nick Campion: Ci sono altri nomi che vorresti citare? Hai letto Alan Leo o Dane Rudhyar?

Liz Greene: Ho letto tutti. Ho sempre letto tutto ciò su cui potevo mettere le mani, quindi si, ho letto Leo, Charles Carter, Dane Rudhyar. Ancora adesso leggo tutto ciò che posso. Li ho trovati tutti estremamente preziosi. Ma se parliamo di vera ispirazione, è avvenuta principalmente al di fuori dell'astrologia. Le mie principali fonti d'ispirazione vengono dalla psicologia (Jung e Freud) e dagli altri sistemi simbolici come l'alchimia, i Tarocchi, la letteratura e la poesia, il teatro, l'opera, Shakespeare.

Nick Campion: E Joseph Campbell?

Liz Greene: Anche Joseph Campbell in certa misura. Ed anche una scrittrice di romanzi che si chiama Mary Renault, che ha lavorato molto sui miti e li ha enfatizzati nelle sue opere. W.B. Yeats ha avuto un'enorme influenza su di me, anche se non so spiegare esattamente come. Anche Thomas Mann mi ha influenzato, le leggende arturiane, Platone e i neoplatonisti, Marsilio Ficino. Non posso dire "ho imparato l'astrologia da questo o quello". Ho imparato molto da Rudhyar e Leo. Sono come una gazza. Attingo da chiunque abbia qualcosa di proficuo da dire. Spero di essere onesta nel rendere merito quando scrivo i miei libri, cito le mie fonti. Ma la mia vera ispirazione viene dalla letteratura e dalla psicologia più che dall'ambito dell'astrologia.

Nick Campion: Che stai leggendo attualmente?

Liz Greene: Sto leggendo una biografia del poeta francese Arthur Rimbaud. E' uno dei miei grandi favoriti, e poche settimane fa è uscita una nuova biografia.

Nick Campion: E' un poeta francese che ha vissuto un'esplosione plutoniana come alcolizzato, lascivo, profano a Parigi, poi è scomparso in Africa.

Liz Greene: Si, ma la poesia è importante più che il modo in cui ha vissuto. La sua poesia e le immagini che ha usato. Il suo simbolismo è affascinante e profondo.

Nick Campion: C'è un vasto mondo artistico che gli astrologi spesso ignorano, in particolare nell'iconografia visiva creata da persone che erano influenzate dallo stesso modo di pensare degli astrologi.

Liz Greene: I miei pittori favoriti, Moreau e Redon, erano coinvolti nell'astrologia, nella mitologia e nel pensiero ermetico e le loro rappresentazioni visive sono meravigliose. Come hai detto gli astrologi non utilizzano abbastanza le interconnessioni con le arti, anche quando stanno descrivendo la stessa cosa.

Nick Campion: Mentre l'astrologia deve necessariamente convertire i simboli in parole, gli artisti non sono costretti a farlo. Possono rimanere nell'ambito delle immagini.

Liz Greene: Anche molti clienti non hanno la capacità di farlo. Molti non riescono a formulare intellettualmente ciò che un pianeta sta facendo. Se gli mostri una immagine, gli racconti una storia o gli leggi un passo di un romanzo o una poesia allora gli scatta il click, mentre a livello verbale non basterebbe tutto il pontificare del mondo per farglielo capire. E' utile quindi non per capire noi stessi ma per interagire con le persone.

Nick Campion: Questo mi ricorda il vecchio trucco zen in cui il maestro costringe lo studente a smettere di pensare intellettualmente per fargli capire che le parole sono efficaci solo fino ad un certo livello. Stai scrivendo qualcosa al momento?

Liz Greene: Ho tre progetti a vari stadi di gestazione. Ci sono sempre nuovi volumi del Centro e ora sto lavorando sul un volume su Marte che include seminari Di Lynn Bell, Darby Costello, Melanine Reinhart e miei. Si chiamerà Mars Quartet (Il Quartetto di Marte).[22] Poi ho un altro libro in fase di produzione con Juliet Sharman sulle origini del simbolismo dei Tarocchi. Poi c'è un altro progetto con mio fratello, Richard Leigh, che riguarderà uno dei tuoi ambiti sull'uso millenario dell'astrologia. Per questo dovrò attingere pesantemente al tuo libro, The Great Year, che ritengo estremamente utile.[23]

Nick Campion: Devi aver pubblicato circa 15 libri fino adesso.

Liz Greene: Forse 20, perché i volumi del Centro tendono ad aumentare il totale senza che me ne accorga.

Nick Campion: Già non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo libro! Grazie Liz, è stato bellissimo incontrarti!

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© 2001 Nicholas Campion - Diritti Riservati

Nicholas Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito. Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980 per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology" e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili sul sito web: www.nickcampion.com

 

[17] Liz Greene, Saturn: A New Look at an Old Devil, Wellingborough, U.K.: Aquarian Press, 1976, p. 140.

[18] Liz Greene, The Outer Planets and Their Cycles, Reno, NV: CRCS, 1983, p. 50.

[19] Liz Greene, The Astrological Neptune and the Quest for Redemption, York Beach, ME: Samuel Weiser, 1996, p. 240.

[20] Liz Greene, The Outer Planets, p. 51; Relating, p. 272.

[21] June 13, 1983; 14.45 BST; London. See www.cpalondon.com

[22] The book is already published and available under www.midheavenbooks.com as volume 18 of CPA Press.

[23] Nicholas Campion, The Great Year: Astrology, Millenarianism and History in the Western Tradition, London: Penguin Arkana, 1994.

 

 

Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio

 

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