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Intervista 2001
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verso l'alto [1] Vivere con Plutone

Vivere con Plutone

Intervista di Nicholas Campion a Liz Greene, Parte 1

 

Liz Greene è una delle astrologhe più influenti del dopoguerra. Basandosi sul lavoro dei suoi predecessori, come Alan Leo e Dane Rudhyar, Liz ha tracciato delle lezioni dalla psicologia del 20° secolo, in particolare dagli scritti di C.G. Jung, per creare un'astrologia psicologica basata sul concetto di psicologia come processo dinamico piuttosto che come descrizione della personalità. Iniziando con "Saturno" nel 1976 e proseguendo con "La relazione interpersonale" nel 1977, Liz Greene ha prodotto una notevole serie di libri nei quali ha elaborato e approfondito la sua originale visione dell'astrologia, intesa più come ciò che si può diventare, piuttosto che ciò che si è. E' laureata in Psicologia e ha conseguito il diploma presso la Faculty of Astrology Studies (di cui è Patrono) ed è una qualificata analista junghiana. E' direttore del Centre for Psychological Astrology, che lei stessa ha creato nel 1983 insieme al precedente direttore Howard Sasportas. Per informazioni riguardo a corsi di formazione e seminari, consultate il sito www.cpalondon.com

 

Ho incontrato Liz a Londra, il 14 agosto del 2001, in occasione di questa intervista. Considerato il disastro dell'11 settembre, la sua presentazione dello spirito del tempo di Saturno-Plutone assume un significato profondamente profetico.

 

L'articolo originale apparve sulla rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer" (Dic/Gen 2002). L'edizione è ancora disponibile sul sito web www.mountainastrologer.com

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

Nick Campion: Per iniziare Liz, mi piacerebbe parlare un po' di Plutone, il pianeta del momento, specialmente in vista dell'attuale opposizione Saturno-Plutone. Ho letto ciò che hai scritto riguardo a Saturno e Plutone nel tuo libro "Saturno"; hai dichiarato che quando questi pianeti formano un aspetto "spesso si forma un movimento accuratamente e deliberatamente organizzato, indirizzato verso un'esperienza di autodistruzione".[1] Hai aggiunto che la persona potrebbe essere cosciente di tale movimento ossessivo, ma di non essere in grado di controllarlo. Io ho questo aspetto di Saturno-Plutone quadrati al mio sole in questo momento, e mi chiedo: come posso esserne cosciente? In effetti come si fa a prendere coscienza di qualcosa? Hai sperimentato questa opposizione quest'anno con i tuoi clienti? E' stato evidente?

Liz Greene: Oh si, molto evidente. Non sono molte le persone che non sono coinvolte, in un modo o nell'altro, perché solamente i pianeti nei segni mobili non sono interessati. Anche gli aspetti di semi-quadratura e sesquiquadratura sono colpiti, e ciò avviene in tutti i segni cardinali. Quindi si, molti clienti hanno iniziato ad indossare l'armatura.

Nick Campion: Intendi dire che stanno assumendo un atteggiamento auto-protettivo?

Liz Greene: E' una reazione molto comune, e probabilmente la più naturale. Saturno è molto più definibile individualmente, mentre Plutone è così travolgente che la risposta iniziale è quella di rifugiarsi in Saturno cercando di difendersi da Plutone. Non è sbagliato agire in questo modo, è inevitabile e naturale. Ma non è necessariamente la cosa migliore da fare. L'aspetto eserciterà comunque la sua influenza, ma le persone si comporteranno in questo modo.

Nick Campion: Riguardo alle rispettive posizioni planetarie, pensi che ci sia un particolare carattere Gemelli-Sagittario in questa opposizione Saturno-Plutone?

Liz Greene: Si lo penso, perché mi sembra che si stiano delineando questioni che hanno a che fare con la moralità, così come questioni che riguardano la conoscenza in opposizione ad un qualche sviluppo intuitivo. Si sta creando una grande contrapposizione intellettuale. Alcune concezioni stanno per essere dibattute, sebbene il modo in cui si delinea l'opposizione Saturno-Plutone sembra possa avere risvolti concreti nella vita di molte persone. Con tutti i conflitti che sembra stiano per esplodere, sia su un piano personale che collettivo, le ideologie, i concetti, le convinzioni, l'insieme delle conoscenze sono messi in discussione, al di là di qualsiasi guerra si stia per combattere.

Nick Campion: C'è un esempio particolare, al momento, di uno scontro ideologico che citeresti?

Liz Greene: Beh, che ne dici dell'Irlanda del Nord? Va avanti da molto tempo e potrebbe entrare in una nuova fase ora, anche se non penso che ciò dipenda unicamente dall'aspetto Saturno-Plutone.

Nick Campion: Nella carta astrale della creazione del Regno Unito e dell'Irlanda del Nord (7 dicembre 1922), il sole si trova a 14° del sagittario.[2]

Liz Greene: Il sole e il discendente sono a 5° di distanza l'uno dall'altro. La carta astrale dell'Irlanda del Sud[3] e la carta del Regno Unito, comprendente l'Irlanda del Nord, sono a un giorno di distanza. Entrambi stanno risentendo dell'opposizione Saturno-Plutone.

Nick Campion: Si, spesso ciò comporta una completa incapacità, da entrambe le parti, di identificarsi con il punto di vista dell'altro. O persino di rendersi conto che esiste un punto di vista. A quale archetipo pensi corrisponda Plutone? Non trovi un pò artificiale dire "questo pianeta corrisponde a questo archetipo e quel pianeta a quell'altro", come se fossero piccole scatole?

Liz Greene: Si, è artificiale.

Nick Campion: Ad un certo punto hai parlato di Plutone come Lucifero, l'angelo nero che porta la notte, in un altro punto ne hai parlato come femminile, e poi come archetipo dell'immortalità e del ciclo senza fine della morte e della rinascita.[4]

Liz Greene: Non penso si possa dire "questo è il pianeta, questo è l'archetipo, combaciano", perché si sta cercando di obbligare insieme due sistemi simbolici differenti. Non corrisponderanno mai esattamente. Probabilmente è meglio considerare i simboli planetari come aventi relazioni familiari con un'ampia gamma di immagini, che si combinano in modi differenti. Uno degli archetipi plutoniani è certamente Lucifero. Un altro è costituito dalle Parche. Uno è il Mefistofele di Goethe, un altro è Kali. C'è un ampio spettro di immagini mitiche che possono aiutarci a spiegare il principio di Plutone. E' quasi impossibile definirlo se non attraverso metafore poetiche. C'è una vita intelligente nella sostanza stessa, che sembra associata alla forza vitale delle cose animate. E' la natura stessa, o la forza vitale della natura, che sopravvive. E per sopravvivere deve passare necessariamente attraverso trasformazioni, cambiamenti, processi di morte e rinascita, che abbattono forme preesistenti nel momento in cui diventano obsolete e ne generano di nuove. Sperimentiamo Plutone come qualcosa di distruttivo, per questo lo definiamo con Mefistofele, oppure lo sperimentiamo come nutrimento, per questo lo definiamo Grande Madre. A volte lo sperimentiamo come fato, ci riferiamo allora all'immagine delle Moire, le dee greche. A causa dei molteplici modi in cui lo viviamo, abbiamo bisogno di molteplici immagini per definirlo.

Nick Campion: Plutone fu scoperto nel 1930 e gli astrologi spesso parlano della connessione tra il fascismo e l'irruzione dell'archetipo plutoniano nella coscienza. E' una correlazione forte, difficile da ignorare. Tu pensi che, da quel momento, l'archetipo di Plutone si è rafforzato?

Liz Greene: Non penso che sia diventato più forte. Ciò che è successo è che ne siamo più coscienti rispetto a prima, lo avvertiamo come qualcosa che opera sia nella società che nella natura. E sebbene sia difficile ignorare l'avvento del fascismo e la scoperta del nucleare, penso che dovremmo essere prudenti perché dittatori, genocidi, invasioni collettive, sconvolgimenti e morti accadono da sempre. La differenza è che ora c'è una coscienza dell'archetipo di Plutone come qualcosa a cui abbiamo dato un nome. Siamo divenuti consapevoli che si tratta di qualcosa che opera nel mondo, e tale consapevlezza ci offre maggiori margini per poterlo usare o sfruttare in modo cosciente. Ciò non lo rende necessariamente più forte. Significa solamente che abbiamo cominciato a capirne il significato, piuttosto che rappresentarlo in maniera cieca e inconsapevole.

Nick Campion: Per quanto riguarda il concetto di rappresentazione, stavo leggendo The Oroscope in Manifestation.[5] Ad un certo punto ti rivolgi ad una delle persone del seminario dicendo "Sei nella recita", e questa persona risponde "Che vuol dire, sono nella recita?". E tu dici "Si, tu stai rappresentando Giove". Come ti aspetti che le persone rappresentino Plutone? Come affronteresti qualcuno che viene da te con un fortissimo problema plutoniano?

Liz Greene: Prima di tutto vorrei ascoltare da lui, e parlarne, di come si sente e di come sta sperimentando il problema. I pianeti lontani possono essere così travolgenti che la persona potrebbe perdere completamente i propri confini. Questo è ciò a cui si va incontro durante i transiti di Plutone. Qualunque cosa che possa facilitare la persona ad avere una prospettiva di ciò che sta sperimentando è di aiuto immediato. Sia che il sentirsi sopraffatto sia una sensazione interna o esterna, è molto importante essere in grado di dire "sono disperato. Mi sembra che tutto intorno a me stia morendo". E' importante cercare di trovare un approccio individuale piuttosto che abbandonarsi ad una marea travolgente. Quindi inizio sempre dai sentimenti che sta provando la persona prima di parlare di cosa può significare il pianeta. A volte accade che la persona si disconnette dai propri sentimenti perché ha paura. Ho notato che per alcune persone, quando si trovano sotto un forte influsso di Plutone, il senso di sopraffazione è così terrorizzante - specialmente se si tratta di persone con un ego fragile - che se ne disconnettono. A quel punto iniziano a comportarsi come Plutone. Sono in balia di qualsiasi evento.

Nick Campion: Quindi cosa significa comportarsi come Plutone? Essere ossessivi?

Liz Greene: Si, ossessivi.

Nick Campion: In maniera aggressiva?

Liz Greene: Non necessariamente. Plutone può essere molto circospetto, sebbene sempre definito in un comportamento del tipo "si tratta di vita o di morte, ed io devo vincere o sarò distrutto". E' questo che porta le persone a comportarsi veramente male a volte. Iniziano lotte di potere e manipolano gli altri, oppure si ritrovano in situazioni in cui vengono vittimizzati da qualcuno molto potente. Plutone non è necessariamente aggressivo. E' rinchiuso in un modello naturale ed è una forza che può opprimere tutto o diventare la vittima di tutti.

Nick Campion: Porre sé stessi in una posizione vittimistica nei riguardi dell'autorità ci ricorda il classico aspetto Sole-Plutone.

Liz Greene: E' certamente una delle manifestazioni classiche. Intendi nella carta natale o come transito?

Nick Campion: Nella carta natale. Ma faresti una distinzione tra tema natale e aspetti di transito in questo caso?

Liz Greene: Si, la farei, perché se si tratta del tema natale, è un processo continuo. Se si parla di transito senza un aspetto natale si tratta di un'esperienza che la persona affronterà, ma forse non sarà quella essenziale su cui basare la propria vita. Ma se parliamo di tema natale è necessario che la persona si renda conto dell'aspetto della sua vita che deve comprendere a fondo e conviverci. Si è costretti a stabilire una relazione con tale aspetto.

Nick Campion: Se si ha l'aspetto Sole-Plutone nel tema natale bisogna incorporarlo nel proprio modo di essere, così quando si verifica, il transito di Plutone potrebbe risultare meno profondo rispetto a chi lo sperimenta senza avere l'aspetto nel tema natale.

Liz Greene: Beh, forse non "meno profondo" ma molto più familiare. La persona potrebbe dire "si lo riconosco, è solo più forte". Al contrario se non si ha questo aspetto nel tema natale la reazione è più simile a "che sta succedendo?". Durante un transito di Putone e' di grande aiuto avere questo pianeta legato all'ascendente, al sole, alla luna o a mercurio, o avere comunque il pianeta in aspetto, perché in questi casi è sempre presente un senso plutoniano della vita. Gli esseri umani devono accettare l'esistenza di qualcosa di più grande di loro che opera nella vita. Non si può gestire Plutone senza accettare questo concetto. Se lo si è accettato allora sarà più facile gestire tutto ciò che si verifica durante il transito perché sapremo definirlo. Rischiamo di perdere il controllo se non conosciamo il nome di ciò che dobbiamo affrontare.

Nick Campion: Quindi ciò che di utile si ottiene andando dall'astrologo è il fatto di poter dare un nome all'animale con cui abbiamo a che fare. L'astrologo lo etichetta e noi possiamo oggettivarlo, definirlo e relazionarci con esso.

Liz Greene: Si, è lo stesso processo su cui si basano tecniche come l'immaginazione attiva o il lavoro sui sogni. Se siamo in grado di dare un nome a ciò che stiamo sperimentando, dargli un contenuto e definirlo attraverso un simbolo, per esempio un simbolo astrologico, un dipinto, un disegno o un pezzo musicale, abbiamo creato una distanza tra noi e l'evento stesso. Forse non potremo oggettivarlo nel senso che non sappiamo cos'è, però potremo relazionarci con esso invece di esserne sopraffatti, e poi portarlo alla coscienza e gestirlo.

Nick Campion: Che distinzione faresti tra gli aspetti Luna-Plutone e Sole-Plutone? Gli aspetti Luna-Plutone riguardano principalmente la famiglia?

Liz Greene: Penso di si. Luna-Plutone agisce più attraverso l'eredità fisica e psicologica. Si sperimenta la dimensione plutoniana della vita visceralmente, sia nel corpo che attraverso i sentimenti e le relazioni. Opera a livello viscerale mentre Sole-Plutone si riferisce più a ciò che concerne il proprio destino, il proprio cammino, i propri obiettivi.

Nick Campion: In "The Horoscope in Manifestation" ti rivolgi ad una persona della platea che ha Plutone quadrato alla Luna dicendo "stai sopportando problemi relativi all'eredità familiare, al mondo ferito, alla sofferenza degli altri e al senso del dovere che tali sofferenze risvegliano"[6]. Sembra più qualcosa relativo al passato, in opposizione all'aspetto Sole-Plutone, che si riferisce invece al futuro.

Liz Greene: Si, Luna-Plutone porta un grande guardaroba con sé. Gli oggetti di famiglia si trovano in soffitta e nel seminterrato.

Nick Campion: Scheletri nell'armadio?

Liz Greene: Scheletri nell'armadio. Il bambino che nasce con un aspetto Luna-Plutone sa che la vita è pericolosa. Niente è per sempre, tutto può essere distrutto. Non è veramente capace di rilassarsi e trascorrere del tempo spensieratamente perché ha sempre una innata comprensione, una consapevolezza istintiva della natura ciclica della vita e della mortalità di ogni cosa, dell'inevitabilità del cambiamento. Quel senso di costante pericolo che può trasformarsi in uno straordinario dono. Ma che può anche, comprensibilmente, portare ad una tendenza alla depressione.E' come andare ad una festa e non riuscire a divertirsi, perché a un certo punto, quando l'orologio segnerà la mezzanotte, ci si renderà conto che tutti gli invitati sono più vecchi di un anno, destinati ad ammalarsi e a morire, per cosa? Perché? L'aspetto comporta tutte queste domande ed ansie.

Nick Campion: Un punto che hai sviluppato fortemente nei tuoi primi scritti è l'idea che una combinazione planetaria può avere possibili conseguenze negative ma nello stesso tempo contenere anche i mezzi per poterla affrontare. Quindi se Luna-Plutone porta una naturale tendenza alla depressione, quale può essere il modo di trasformare questa tendenza e riportare il sorriso sul viso di chi la sperimenta?

Liz Greene: Penso che prima di tutto non bisogna cercare a tutti i costi di riacquistare il sorriso. Una parte del problema è che noi percepiamo gli stati di depressione e lutto come condizioni patologiche che vanno curate. Metà degli americani si curano per evitare la depressione. La depressione e la malinconia hanno una lunga tradizione come uniche condizioni in cui si può entrare in contatto con la propria anima. Se si va in giro con un perpetuo sorriso sul viso si rischia di non considerare in maniera utile e creativa una parte importante della vita. La tendenza ciclica alla depressione rappresentata da Luna-Plutone significa, prima di tutto, comprendere la depressione in modo diverso, per esempio chiamandola malinconia, esplorando le sue profondità per poi ritornare alla superficie. Tutte le questioni più profonde vengono alla luce. Nel mondo di Plutone tutto muore, per questo c'è sempre un costante rimpianto per ciò che è passato. E' come perdere una persona cui si era molto legati, se non si affronta il processo del lutto qualcosa rimane bloccato e malato. Sarebbe di grande aiuto considerare la depressione come qualcosa di utile e creativo, invece di cercare in tutti i modi di riacquistare il sorriso. Penso che il sorriso si formi con un senso di ironia, un diverso tipo di sorriso che può portare ad un tipo di umorismo legato ad una comprensione dell'assurdo.

Nick Campion: Ricordo una volta, tanto tempo fa, c'era un articolo sul bollettino dell'Astrological Association, Transit, in cui Eve Jackson considerava la prevalenza di Plutone negli oroscopi dei Monty Python.[7] Viene da pensare all'immagine del clown triste con il viso rigato dalle lacrime.

Liz Greene: Plutone ha la sua personale forma di sorriso. E' sbagliato pensare che il sorriso debba essere sempre del tipo di Steinway, con incollato sopra "Buona giornata". Trarre qualcosa di rigenerante e gratificante dall'esperienza di Plutone significa trattare la divinità con rispetto e non cercare di trasformarla in un mucchio di risate.

Nick Campion: Mentre parlavi mi è venuta in mente un'immagine tipica dei paesi mediterranei, le chiese cattoliche buie con vecchie donne in nero, le candele accese per i membri della famiglia morti. Questo è il loro modo di gestire Plutone e il lutto.

Liz Greene: Si. Forse va bene per quelle culture, potrebbe non funzionare in Inghilterra. Inoltre alcune culture sono meno spaventate nel dare sfogo al dolore e alla rabbia che spesso lo accompagna, perché giustamente dovremmo essere furiosi quando qualcosa muore. Se ci riferiamo al Faust, Goethe aveva il Sole quadrato a Plutone in scorpione. Ad un certo punto Mefistofele dice "Che importa se questa donna muore?" e Faust pronuncia una dichiarazione indignata sostenendo che la morte di quella giovane donna è una tragedia terribile. Dovremmo sperimentare quella reazione di fronte a Plutone. Dopo potremmo spazzare via la rabbia e il dolore. In alcune culture lo fanno più facilmente.

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© 2001 Nicholas Campion -Diritti Riservati

 

Nicholas Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito. Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980 per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology" e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili sul sito web: www.nickcampion.com

[1] Liz Greene, Saturn: A New Look at an Old Devil, Wellingborough, U.K.: Aquarian Press, 1976, p. 142.

[2] Nicholas Campion, Book of World Horoscopes, Bristol, U.K.: Cinnabar Books, 1997, Chart #358, p. 395.

[3] Ibid., Chart #92, p. 147.

[4] Greene, Saturn, pp. 140, 189; The Outer Planets and Their Cycles, Reno, NV: CRCS, 1983, p. 140.

[5] Liz Greene, The Horoscope in Manifestation, London: CPA Press, 1997.

[6] Ibid., p. 103.

[7] Eve Jackson, "Monty Python, Pluto and the Fool," Transit, No. 43, November 1983, pp. 13-17.

Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio

 

 
verso l'alto [2] Vivere con Plutone

Vivere con Plutone

Intervista di Nicholas Campion a Liz Greene, Parte 2

 

L'articolo originale apparve sulla rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer" (Dic/Gen 2002). L'edizione è ancora disponibile sul sito web www.mountainastrologer.com

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

Nick Campion: Fin dalla seconda guerra mondiale l'intera esperienza astrologica di Plutone è stata caratterizzata dal suo lungo sestile con Nettuno; pochi anni fa Nettuno e Plutone sono entrati rispettivamente in Acquario e Sagittario. A quel tempo, durante la conferenza dell'Astrological Association nel 1997, tu hai sottolineato che Plutone in Sagittario ha coinciso anche con l'inizio del Romanticismo nella seconda metà del 18° secolo, mentre in "La Relazione Interpersonale"hai parlato di come l'inizio di una nuova era porti con sé i suoi eroi. Hai citato Goethe, Swedenborg e altri eroi di quel periodo.[8] Hai qualche idea riguardo a chi sono, o chi potrebbero essere, gli eroi dei nostri giorni?

Liz Greene: Buffy l'Ammazzavampiri?

Nick Campion: Si.

Liz Greene: Pensi che stia scherzando?

Nick Campion: No. Hai appena indicato qualcosa che esiste: la straordinaria passione per i misteri e l'occulto in televisione, da Buffy ad X-Files e a tutte le numerose imitazioni.

Liz Greene: C'è molta saggezza in Buffy. Il regno plutoniano che viene ritratto nelle serie televisive è principalmente negativo, prospettiva questa alquanto ristretta. Ma è il modo in cui il regno plutoniano interagisce con la vita quotidiana che rende il programma così originale. E' un modo di affrontare questo genere di cose, un'accettazione del fatto che sono parte della vita. Abbiamo quindi questo assurdo accostamento della comparsa di vampiri in un liceo americano, e questo è proprio ciò che fa Plutone. Non è qualcosa di "estraneo" che occorre scoprire, è qualcosa che è dovunque. Come le fiabe di una volta, questo tipo di programmi soddisfano un fine psichico. Questo è il motivo per cui le persone li vedono: presentano schemi interiori in maniera tollerabile, interessante e divertente, e non ci si accorge che allo stesso tempo offrono anche soluzioni. Sono il moderno equivalente delle fiabe. Comunque eroi moderni non ne ho visti ultimamente.

Nick Campion: E' difficile in effetti, perché viviamo in un'epoca antieroica.

Liz Greene: Assolutamente. Non penso che i nostri eroi al momento siano riconoscibili in quanto tali, non con Nettuno-Urano in Acquario. Non ci piacciono gli eroi, sono politicamente scorretti. Dobbiamo ritrovarli nei film, in televisione e nei romanzi.

Nick Campion: Cos'è accaduto alla generazione "Io", con Plutone in Leone? E' qualcosa di simile a "Io posso essere un eroe e quindi non riconosco il tuo eroismo"?

Liz Greene: No, penso che siano quelli che stanno creando le serie come X-Files e Buffy. Tutta gente con Plutone in Leone. Il modo di partecipare alla sopravvivenza della natura e quella determinazione per cui la vita continua a dispetto di tutto, che caratterizza la generazione con Plutone in Leone, è un modo per confermare il potere creativo individuale. E loro continuano a comportarsi così. Lo fanno in modo diverso rispetto a chi ha Plutone in Vergine, o Plutone in Bilancia o in Scorpione. Man mano che Plutone procede attraverso i segni, le generazioni descrivono il modo in cui l'istinto di sopravvivenza (quella parte di natura autentica dell'individuo) reagisce quando si è alla resa dei conti e la personalità individuale non è più rilevante, o sta per essere sopraffatta. A questo punto vedremo Plutone venire fuori.

Nick Campion: Hai qualche idea su come si sta rivelando la generazione Urano-Plutone? Sono i nati durante l'era hippie, ed io ricordo il periodo di disillusione negli anni '70, quanto tutti dicevano "l'era hippie non ha portato a nulla". Ma gli hippie hanno avuto dei figli naturalmente.

Liz Greene: Si.

Nick Campion: E quei bambini ora sono tutti quarantenni. I punk stanno diventando nonni. Li abbiamo definiti "la generazione del computer."

Liz Greene: Sono persone vicine ai quarant'anni. Non hanno ancora avuto Urano in opposizione. Si, sono loro la generazione del computer, ma penso che sono anche molto coinvolti in uno dei grandi temi degli anni '60 e cioè il cercare di ritornare alla natura, ai prodotti naturali, ai cicli naturali, all'armonia con la Terra. Non si tratta tanto di essere contro la tecnologia, piuttosto di essere contro l'industrializzazione, e questa tematica è sicuramente scaturita dalla generazione Urano-Plutone. Tutta la consapevolezza che sta cominciando a definirsi riguardo a cosa mangiamo e al cibo biologico viene sicuramente da questa generazione. Questo è ciò che stanno perseguendo a livello mondiale, e non hanno ancora finito. Non hanno ancora raggiunto le posizioni autorevoli che ci si aspetterebbe verso la fine dei quaranta - inizio dei cinquant'anni, quando la gente inizia ad ottenere incarichi di responsabilità nell'amministrazione. Dobbiamo ancora vedere cosa possono fare.

Nick Campion: E dietro di loro ci sono i ragazzi di vent'anni, che sono nati con Saturno-Plutone congiunti in Bilancia, che scommetto sono tra i contestatori alle conferenze dell'Organizzazione del Commercio Mondiale e del IMF in tutto il mondo.

Liz Greene: Si.

Nick Campion: I cicli di Saturno-Plutone sono anche molto legati all'indipendenza dell'India e di Israele negli anni '40; due culture antiche, gli Hindu e gli ebrei, hanno visto riconosciuti i loro Stati. Percepisci anche negli individui con Saturno-Plutone la stessa influenza arcaica?

Liz Greene: Penso che questi individui sopportino un lungo passato e che ne siano consapevoli. La coscienza storica non è un ingrediente comune nella visione del mondo di molti. Alcuni individui se la cavano benissimo senza. Saturno-Plutone sembra riflettere la consapevolezza di un senso della storia che ritorna al suo passato ciclicamente, attraverso la morte, la rinascita, la metamorfosi. Parte della sua grande forza consiste nella conoscenza istintiva dell'importanza della storia e del fatto che qualsiasi cosa si costruisca storicamente, un giorno finirà.

Nick Campion: Questa idea per cui qualsiasi cosa si costruisca è destinata a morire si ricollega al concetto della nascita e della caduta delle culture in accordo alle ere astrologiche. In "La Relazione Interpersonale" parli dell'era dell'Acquario e di come Dio -o gli dei- sia dentro di noi e non al di fuori, e di come la scienza sia una manifestazione acquariana.[9] Penso che tu possa essere descritta come un'umanista, nel senso che siamo noi ora al centro delle cose. Ma c'è un relativismo culturale, implicito forse anche nel pensiero New Age, che dichiara che ogni era ha la sua versione della verità e che nessuna è necessariamente superiore a qualsiasi altra.

Liz Greene: Non penso che alcune ere astrologiche siano più reali in quel senso rispetto ad altre. Ma mi sembra ci siano delle differenze decisive su come gli esseri umani percepiscono il bene supremo, o come preferiscono definire Dio, e dei modi in cui essi rappresentano tale percezione. Non penso che un'era sia "migliore" di un'altra perché più veritiera. Nel mondo antico si riteneva che gli dei fossero "dappertutto" e che intervenissero nella vita umana. Al giorno d'oggi abbiamo qualche difficoltà a considerare il divino in questi termini. Ma ciò non implica che siamo più consapevoli della verità. Si tratta solamente di ciò che percepiamo come verità in questo momento. Il concetto di divinità come qualcosa di "esterno" a cui rivolgere le nostre preghiere si sta frammentando e sta crollando. Tale crollo sembra causare molti problemi, ansie, rischi e la risposta a ciò è il fiorire del contrario: un rigido fondamentalismo. E' come la visione prometeica in cui gli esseri umani sono alfa e omega - tutto giace dentro di loro.

Non ha senso domandarci se ciò sia giusto o no. Questo è ciò che ora dobbiamo affrontare, e con cui avremo a che fare per molto tempo. Sicuramente faremo degli errori, perché questo tipo di problema genera enorme arroganza. Ogni mutamento della percezione del divino porta alla perdita di qualcosa. Guadagniamo una nuova percezione ma perdiamo qualcosa di prezioso. Saremo in grado di conservare quello che c'era di valore nelle percezioni passate, e nello stesso tempo permettere ad una nuova percezione di affermarsi, piuttosto che tracciare una linea e dire "Buttiamo via tutto ciò che è vecchio"? Il Cristianesimo ha cercato di cancellare la visione pagana del mondo in maniera brutale e penso che abbia pagato un prezzo terribile per aver cancellato anche ciò che di valore esisteva in quella visione. Ci troviamo ora nella stessa situazione.

Nick Campion: Quando scrivi in "Astrologia e Amore" che, come individui, ci trasformiamo costantemente[10], pensi che anche la società si stia trasformando? Da quello che hai appena detto mi sembra di capire che sei abbastanza neutrale riguardo a questa trasformazione, e che ciò che diventiamo non è necessariamente migliore di quello che eravamo.

Liz Greene: Potrebbe esserlo, ma non penso esista una regola che possa stabilire che ciò avverrà. Se succede dipende più dal nostro potenziale piuttosto che dal grande disegno evolutivo. E' un po' come la vita. Quando arriviamo ad una certa età le nostre esperienze cominciano a diventare cicliche, e cominciamo a riconoscere che già abbiamo vissuto certe situazioni. Questo può renderci più saggi, o più capaci di gestire le cose in maniera creativa. Oppure può renderci amareggiati e distruttivi perché ci arrabbiamo quando ci rendiamo conto di aver già affrontato quell'esperienza. Penso ci sia il potenziale per un'evoluzione positiva ma non è una cosa stabilita, e non sono convinta che sia pianificata. E' qualcosa che possiamo fare se siamo abbastanza intelligenti da gestirla.

Nick Campion: Sono rimasto colpito dal tuo attacco ai guru della New Age in "Neptune".[11] Trovo interessante che il mondo classifichi gli astrologi come membri della New Age e per questo leggermente stravaganti, ma qui abbiamo un'astrologa che in effetti critica gli eccessi dei guru.

Liz Greene: Mi è sempre piaciuta la frase di John Cooper Powys:"Il diavolo è qualsiasi dio che inizia ad esigere l'obbedienza". Qualsiasi autorità può diventare il diavolo: la spiritualità New Age nella forma di un guru, la religione ortodossa nella figura del Papa, la scienza, nella forma di un potente professore accademico, la politica, quando cominciamo a delegare la nostra capacità di discriminazione.

"Verità" è una parola orribile perché veramente dipende da chi ascolta. Se svendiamo il bisogno di lottare individualmente per ciò che consideriamo la verità, ci comportiamo da stupidi. Non ho attaccato i guru in quanto tali. Puoi trasformare il tuo medico in guru, o il tuo governo, come hanno fatto i russi nel periodo sovietico, e come stanno facendo adesso molte persone in Inghilterra. Puoi trasformare tutto in un guru se vuoi essere un bambino che ha bisogno di un genitore che gli dia tutte le risposte. Penso non abbia niente a che fare con la New Age, è qualcosa insito negli esseri umani, che preferiscono evitare il lavoro duro. Fondamentalmente siamo tutti creature pigre, e la dipendenza dai guru è una manifestazione della nostra pigrizia.

Nick Campion: In uno dei seminari nel libro "I Pianeti Esterni e i loro Cicli" [12] hai detto qualcosa a proposito dell'era dell'Acquario. Qualcuno ti ha chiesto quando iniziava, e tu hai risposto "Per quanto ne so l'era dell'Acquario è iniziata martedì scorso", che era un modo per sottolineare l'assurdità del bisogno di alcuni di avere certezze assolute.

Liz Greene: Si, più o meno.

Nick Campion: La persona ha risposto:"Non posso evitare di sentirmi deluso da quello che hai detto".

Liz Greene: Si, qualcuno rimane deluso se non do risposte esatte!

Nick Campion: Potresti essere candidata a guru.

Liz Greene: Per molte persone sì. Ho clienti che cercano di trasformarmi in guru e ciò mi fa disperare, perché so che se qualcuno viene a farsi fare il tema astrale con questo tipo di mentalità, qualsiasi cosa gli dirò rimarrà deluso perché non sarà la Risposta che sta cercando. Cerco di evitare i clienti di questo tipo.

Nick Campion: Riesci a capirlo in anticipo?

Liz Greene: Di solito sì. E' per un certo tipo di tono. Se domando al telefono "perché vuole farsi fare la carta astrale?" posso individuarli abbastanza velocemente. La maggior parte delle volte, se qualcuno è in cerca di un guru, l'astrologia non può offrirgli niente di utile. In realtà è una persona che sta cercando un genitore, o un dio, che lo salvi e gli dia le risposte che gli permettano di non provare più paura. Provo grande compassione per chi si trova in questo stato - tutti noi lo abbiamo provato in un modo o nell'altro - ma non è all'astrologia che deve rivolgersi. Il concetto di astrologia è un tentativo in senso opposto: "Avanti per la tua strada, lavora per la tua vita". Questo concetto non offre risposte cosmiche. Penso che qualsiasi astrologo che usi l'astrologia per fornire risposte di questo tipo probabilmente non sta facendo bene il suo lavoro.

* * *

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

© 2001 Nicholas Campion - Diritti Riservati

 

Nicholas Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito. Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980 per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology" e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili sul sito web: www.nickcampion.com

 

[8] Liz Greene, Relating: An Astrological Guide to Living with Others on a Small Planet, London: Coventure, 1977, p. 164.

[9] Ibid., pp. 224-225.

[10] Liz Greene, Astrology for Lovers, London: Unwin, 1986, p. 119.

[11] Liz Greene, The Astrological Neptune and the Quest for Redemption, York Beach, ME: Samuel Weiser, 1996, pp. 244-254.

[12] Liz Greene, The Outer Planets, p. 172.

 

Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio

 

 
verso l'alto [3] Le lenti dell'astrologia

Le lenti dell'astrologia

Intervista di Nicholas Campion a Liz Greene
Parte 3

Ho incontrato Liz Greene a Londra il 14 agosto 2001 per discutere il suo lavoro in astrologia e le sue posizioni al riguardo. Nella parte 1 dell'intervista (apparsa in The Mountain Astrologer, dic. 2001/Gen. 2002), abbiamo parlato dell'attuale opposizione Saturno-Plutone e di ciò che ne pensava. Nella parte 2 affrontiamo la sua formazione in astrologia e le sue conclusioni circa la natura e la pratica di questa attività.

L'articolo originale è apparso nella rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer" (Feb/Mar 2002), ed è ancora disponibile sul sito www.mountainastrologer.com

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

Nick Campion: Liz, una domanda cruciale per iniziare: come ti sei ritrovata coinvolta nell'astrologia? E' stata una scoperta graduale o una rivelazione improvvisa?

Liz Greene: Probabilmente è stata più improvvisa che graduale. Non ricordo il periodo in cui non ero cosciente dell'astrologia; se ripenso all'infanzia, già c'era l'astrologia. Non avevo problemi al riguardo, e quando ero all'università andai da un'astrologa per farmi fare la carta astrale, e quello fu veramente l'inizio. Mi intrigò, e volli sapere come funzionava, così cominciai a studiare da sola.

Nick Campion: Dovevi avere circa 20 anni.

Liz Greene: Ne avevo 19. Alcuni amici avevano deciso di andare da Isabel Hickey, così mi dissero "perché non vieni e ti fai fare la carta?". Lei era una figura fondamentale nell'astrologia dell'East Coast degli Stati Uniti a quel tempo. Molte persone la conoscevano, compresi Howard Sasportas e Darby Costello[13]. Molti avevano varcato la sua soglia. Era una teosofista intransigente, incline all'esoterismo e abbastanza dogmatica. Ma la sua astrologia era solida e le sue convinzioni erano adatte a quei tempi.

Nick Campion: Cosa studiavi all'università?

Liz Greene: Psicologia.

Nick Campion: Era quello il tuo principale interesse a lungo termine?

Liz Greene: Si. Era cominciato quando, all'età di 12 anni, avevo trovato una copia dell'"Interpretazione dei Sogni" di Freud.

Nick Campion: Quindi eri una bambina prodigio?

Liz Greene: Certamente ero una bambina freudiana!

Nick Campion: Scoprire Freud fu una rivelazione?

Liz Greene: Fu una rivelazione importante. Improvvisamente ci ero arrivata. Non fu tanto il fatto che tutto ciò che diceva Freud aveva immediatamente senso per me, ma piuttosto l'enunciazione del concetto che gli esseri umani possedevano un lato che non conoscevano, che esistevano dei processi inconsci sempre al lavoro dentro di loro: questo per me aveva perfettamente senso. Io già lo sapevo, ma nessuno mi credeva. Ora invece avevo uno scritto che confermava ciò che ai miei occhi era chiaramente visibile, già in giovane età. Cominciai ad investigare. Iniziai a leggere tutto sulla psicologia, e sulla letteratura che aveva a che fare con problematiche psicologiche. La mia ispirazione fu principalmente la psicologia e la letteratura a carattere psicologico, più che l'astrologia.

Nick Campion: La tua laurea all'università era di orientamento Freudiano? O comportamentale?

Liz Greene: Comportamentale.

Nick Campion: I topi in gabbia?

Liz Greene: I topi in gabbia. E molta statistica e sociologia, materie che odiavo. Ma penso che allora capiì quanto fosse necessario avere un pezzo di carta, così sopportai.

Nick Campion: Così hai scoperto l'astrologia mentre studiavi per la laurea. L'astrologia ti ha permesso di scoprire qualcosa a 19 anni, come accadde con Freud quando ne avevi 12?

Liz Greene: Si, certamente. L'astrologia ha dato un senso alla psicologia . Esattamente come accadde con Freud, qualcosa ha fatto "click". L'astrologia mi ha mostrato aspetti di noi stessi che normalmente non notiamo, sfaccettature che di solito non comprendiamo.

Nick Campion: Quindi hai visto una connessione immediata tra l'astrologia e la psicologia, che stavi già studiando. A che punto poi hai scoperto Jung?

Liz Greene: Ho letto Jung ad un certo punto, durante l'adolescenza, ma non mi colpì come Freud. Ritornai sui suoi scritti dopo i vent'anni, e allora avvenne di nuovo un click.

Nick Campion: E ciò avvenne alla luce dell'astrologia?

Liz Greene: Si.

Nick Campion: A quell'epoca stavi lavorando nel mondo della psicologia?

Liz Greene: Dopo il dottorato feci una psicoterapia abbastanza convenzionale ed ortodossa, incluse alcune tecniche freudiane. Non avevo fatto alcun tirocinio junghiano formale fino a quel momento. E non l'ho fatto fino a molti anni più tardi, nel 1980. Prima di allora avevo seguito Ian Gordon-Brown e Barbara Somers al Centre for Transpersonal Psychology (Centro di Psicologia Interpersonale) a Londra, e ciò mi aveva dato quello che cercavo, qualcosa di molto impegnativo e scrupoloso che mi permetteva di lavorare in profondità.

Nick Campion: La psicoanalisi ti ha dato questa profondità?

Liz Greene: Beh sì, la sua versione junghiana. Non sono più junghiana rispetto ad altre correnti, ma sentivo che questo tirocinio offriva più possibilità di aiutare le persone rispetto al tirocinio freudiano.

Nick Campion: Jung stesso ha preso così tanto dall'astrologia e dalle tradizioni esoteriche che forse è più facile fare questo tipo di accostamento piuttosto che quello di Freud con l'astrologia. Ti sei trasferita a Londra nei primi anni '70. Ricordo di aver letto il tuo nome su Time Out, la rivista di spettacolo, come insegnante di astrologia per un'organizzazione alternativa, e di aver pensato: "Dovrei andare a queste lezioni", poi sono stato preso da altre cose.

Liz Greene: Era il 1975/76. L'organizzazione si chiamava Gentle Ghost.

Nick Campion: Da allora, in tutti questi anni di insegnamento e di lavoro, hai trovato una definizione calzante per l'astrologia?

Liz Greene: Bella domanda! Non ho una definizione "scolpita nel granito". Per me l'astrologia è un sistema simbolico. E' una lente, o uno strumento che utilizza particolari tipi di immagini simboliche o modelli per dare un senso agli schemi profondi della vita, che altrimenti sarebbe impossibile definire a livello intellettuale, anche se poi possiamo sperimentarli in altri modi, a livello non-intellettuale. E' uno strumento grazie al quale la vita può essere interpretata in base ai suoi schemi prioritari. E per questo penso che tutte le altre lenti come i tarocchi, la kabbalah, la mitologia, la letteratura, la poesia, il teatro, la pittura, la scultura sono mezzi altrettanto validi che hanno rappresentato un nutrimento per l'astrologia, mentre l'astrologia ha rappresentato un nutrimento per loro. Penso non esista un'astrologia pura. Sostenerlo è come affermare che c'è una razza inglese pura. L'astrologia è una lente, un sistema di simboli.

Nick Campion: Mi sembra che se intendiamo l'astrologia come una lente dobbiamo anche intendere che l'astrologo sta guardando qualcosa; in questo caso possiamo scegliere di porre l'enfasi su ciò che si sta guardando, oppure su chi guarda, sull'astrologo. Possiamo quindi porre una serie di domande per capire come le percezioni dell'astrologo determinino il suo modo di fare astrologia, oppure possiamo concentrarci su quello che sta guardando l'astrologo, ciò che osserva attraverso la lente. La lente distorce la visione? Gli astrologi osservano qualcosa di reale? Credi che ci sia qualcosa di reale, là fuori, che possiamo chiamare astrologia e che stiamo osservando?

Liz Greene: Dipende da ciò che intendi per reale. Lo zodiaco non esiste in concreto. E' l'apparente cammino del sole intorno alla terra, diviso in dodici segmenti; ad ogni segmento è assegnata una immagine ed una serie di significati e di schemi di comportamento. Ma lo zodiaco non esiste, nel senso che non ci sono animali che galleggiano nello spazio. Quindi, in un certo senso, l'intero sistema non è reale. Il tavolo presso cui siamo seduti possiamo definirlo reale. Se consideri la realtà come qualcosa di più complesso, come un insieme di connessioni, collegamenti, risonanze o corrispondenze tra le cose, allora sì, questi schemi sono reali. Ma non è assolutamente possibile misurarli e quantificarli tramite gli strumenti della cosiddetta realtà. Il problema è che non so cosa intendi quando dici reale. O meglio, so cosa intendi, ma se Richard Dawkins mi chiede "E' reale?" intenderà qualcosa di diverso da quello che intendo io.[14]

Nick Campion: Ho usato la parola "reale" nel senso di Richard Dawkins.

Liz Greene: In quel senso no, l'astrologia non è reale. Ciò non vuol dire che non esiste o che non è valida, ma che in quel senso non è reale. Io credo che esista un disegno oggettivo, un'interconnessione, un'unità o un insieme di risonanze. Si può usare l'espressione che più ci piace, mistica o ermetica, o la lingua che preferiamo. Esiste, al di fuori di noi. Non solo nelle percezioni degli astrologi.

Nick Campion: Inizi "La Relazione Interpersonale" con un'intensa citazione di Gerhard Dorn sull'unità del tutto:

"Non sai tu che il cielo e gli elementi erano primariamente una sola cosa e che furono separati gli uni dagli altri dal divino artificio, in modo da dare alla luce te e tutte le cose? Se tu sai questo, il resto non può sfuggirti. Pertanto in ogni generazione è necessaria una separazione di questo tipo… Tu non farai mai degli altri quell'Uno che cerchi se prima non sarà fatta una sola cosa di te stesso." [15]

E' una dichiarazione molto forte dell'idea di come l'astrologia scaturisca naturalmente dalla comprensione dell'unità del cielo e della terra, e del concetto che l'esperienza astrologica inizia con noi. Nello stesso libro riconosci anche il valore della moderna scienza di base quantica, e mi chiedo allora se condividi ancora le parole che hai scritto 25 anni fa. Hai detto che "l'astrologia è … una mappa del sistema di leggi in base al quale operano le energie della vita. Un'astrologia sostenuta dalla ricerca statistica e dall'investigazione scientifica."[16] Questo concetto rappresenta il tuo pensiero attuale? Mi interessa questa dichiarazione perché si dice che c'è stato un cambiamento nel modo in cui gli astrologi vedono la ricerca scientifica e la statistica come mezzi per convalidare l'astrologia, e che i risultati statistici negativi hanno incoraggiato una posizione anti-scientifica tra gli astrologi. La tua visione è cambiata al riguardo dal 1977?

Liz Greene: Penso che la ricerca sia molto preziosa in astrologia, nel senso che può mettere in rilievo gli schemi. A volte la ricerca rivela disegni che non ci aspettavamo, che mettono in discussione i nostri presupposti. Quindi è molto importante per noi eseguire ricerche statistiche. Ciononostante, non penso che siano valide per cercare di dimostrare che l'astrologia funzioni veramente, perché se si ha una mentalità assolutamente contro l'astrologia, si cercherà in ogni caso di trovare mancanze anche nelle statistiche. E di solito si può distruggere qualsiasi tipo di statistica. Gli astrologi possono eseguire ricerche statistiche per i propri scopi, ma non c'è modo di convincere gli scettici. Se faccio 300 carte astrali in un anno a persone con il sole opposto a saturno, e l'80% di loro hanno padri che li hanno abbandonati quando erano piccoli, o padri che sono morti presto, o padri che li hanno lasciati prima che nascessero, o padri freddi e distanti, questa è una ricerca statistica. Potrei dire "Bene, l'80% delle 300 carte astrali che ho fatto e che hanno l'opposizione Sole-Saturno presentano questo tipo di schema psicologico". Potrebbe essere utile per me indagare ulteriormente sul significato di questo aspetto. Ma se porto questa ricerca a qualcuno che la intende in senso più "scientifico", potrebbe dirmi:"300 persone non sono niente. Hai bisogno di 3.000 persone, e di un gruppo di controllo neutrale". Qualsiasi cosa fai, ti chiederanno altre prove. Penso che la ricerca che facciamo sia molto importante per noi. Se poi convince qualcuno non mi interessa, ad esseri onesti. Penso che dobbiamo farla per un nostro sviluppo costante.

Nick Campion: Quindi per quanto riguarda la definizione di ricerca hai appena evidenziato un approccio qualitativo basato sullo studio della casistica.

Liz Greene: Si, su piccoli o grandi numeri.

Nick Campion: Il problema dell'astrologia come qualcosa di "esterno" e "reale" ci porta alle diverse rivendicazioni degli astrologi e alle differenti tecniche che seguono per costruire un oroscopo e il sistema delle case. Questa rivalità dei sistemi delle case è uno dei problemi maggiori in astrologia, oltre alla disputa tra lo zodiaco siderale e quello tropicale. Come si decide quale sistema usare, oltre che quale zodiaco? Una volta hai detto che "bisognerebbe usare il sistema che va bene per noi". Così sembra che tu voglia porre l'astrologo al centro della disputa, invece dell'astrologia.

Liz Greene: Solo in parte. Penso che tutti questi differenti approcci strutturali aprano una finestra su qualcosa, ma è una finestra ristretta, e nessuna di loro rivela il panorama completo. Per questo penso che tutti gli approcci abbiano validità solo per alcuni astrologi e non per altri.

Nick Campion: Quindi sei d'accordo quando gli astrologi dicono di acquisire i clienti di cui hanno bisogno?

Liz Greene: Si.

Nick Campion: E' un'idea molto provocatoria. C'è un cliente da qualche parte, lontano, che improvvisamente, ad una certa ora, prende il telefono, ti chiama e ti chiede: "Puoi leggermi la carta astrale?". Ha senso dire che tu stai richiamando quella persona?

Liz Greene: Non so se si può dire che lo sto richiamando. Penso che dovremmo ritornare al concetto delle risonanze. Supponiamo per esempio che l'opposizione Saturno-Plutone stia per entrare in quadratura al tuo sole, e ciò rappresenta una specie di quadro simbolico di ciò che tu stesso diventerai in un dato momento. Tu sperimenti, o t'imbatti, o entri in contatto con un particolare tipo di energia, che si trova sia dentro di te che fuori. Allora potresti sperimentare determinate situazioni nella tua vita che sono connesse a questa opposizione. Il modo di gestire queste situazioni è molto individuale. Potresti dire: "Bene! E' veramente una situazione difficile e dura. Voglio laurearmi in Filosofia in questo periodo", e quindi utilizzare l'aspetto per qualcosa di utile. Oppure potresti sentirti vittima e dire: "Qualcuno è entrato in casa mia" o "Ci sono disordini in strada ed hanno bruciato la mia macchina" o cose del genere. La natura dell'esperienza è connessa alla propria abilità di gestire ciò che si è in quel momento. Ugualmente, come astrologo, potresti imbatterti in una serie di clienti che sono una eco di quello che tu stai vivendo. Per questo potresti vedere molti scorpione o capricorno o individui colpiti da questa opposizione. Alcune persone potrebbero venire da te con uno specchio che in qualche modo risuona per le stesse cose per cui anche tu stai risuonando. Non penso che l'astrologo richiama il cliente. Piuttosto, quando sperimenti una certa situazione, ciò che risuona con essa entra nella tua vita. Non è casuale.

Nick Campion: Se usi la parola "risonanza" con uno scienziato materialista come Richard Dawkins, lui avrebbe sicuramente una spiegazione fisica di cosa è una risonanza. Stai facendo un uso poetico di questa parola?

Liz Greene: Beh, anche letterale. Se usi un diapason e una chitarra ben accordata risponde, avremo una risonanza udibile. Se però la chitarra non è ben accordata, non avremo nulla. Questo tipo di risonanza accade a livello fisico.

Nick Campion: Ciò significa che rispondiamo tutti alla musica dei pianeti?

Liz Greene: Penso che siamo parte della musica. E' una catena costante di accordi e risonanze.

Nick Campion: Torniamo all'opposizione Saturno-Plutone. Se qualcuno con questo transito può scegliere se essere vittima o seguire un sentiero strutturato, come per esempio laurearsi, qual è la natura di questa scelta? La capacità di operare la scelta è legata ad un altro schema astrologico nella carta?

Liz Greene: No. C'è qualcosa che opera all'interno delle risonanze che la psicologia definisce coscienza. Non ho certamente una definizione di ciò che è, eccetto che è mercuriale. La coscienza è come la figura di Mercurio in alchimia. Non è limitata o confinata negli schemi astrologici. La coscienza risiede e si esprime attraverso questi schemi, ma può operare al di fuori di essi, o intorno ad essi, ed è ciò che ci permette di compiere delle scelte. Penso che questo sia ciò che trasforma il nostro modo di rispondere agli schemi. Possiamo semplicemente rappresentare gli schemi ciecamente, e questo è ciò che succede nel regno animale, oppure possiamo portare l'elemento della coscienza. In questo caso lo schema non scompare, ma possiamo aggiungere nuove note agli accordi.

Nick Campion: Pensi quindi che la coscienza è qualcosa di extra, al di là dell'astrologia?

Liz Greene: Sì, lo penso.

Nick Campion: Ricorda ciò che i filosofi neo-platonici chiamerebbero anima. Direbbero che l'anima è al di sopra del corpo, al di sopra delle stelle. Ma se la coscienza è al di sopra dell'astrologia, che ne è dei pianeti cosiddetti coscienti nell'oroscopo come Mercurio, Venere, Marte, contrapposti ai pianeti esterni, o inconsci?

Liz Greene: Nessun pianeta è garantito come cosciente. I pianeti dovrebbero essere visti come rappresentazioni di schemi. Se un individuo è cosciente dello schema dentro di lui, il pianeta relativo si manifesta consapevolmente. Ma il solo fatto di essere un pianeta interno non significa che lo schema relativo si manifesti coscientemente. Questo è ciò che mi ha insegnato l'esperienza. Ci sono persone che possono essere totalmente inconsapevoli di ciò che la Luna rappresenti, o di cosa significhi Venere per loro. Qualsiasi schema rappresentato dai pianeti è parte della natura umana, ma si può essere totalmente ignari al riguardo. Noi lo proiettiamo, siamo in sua balia, ne siamo colpiti, ci identifichiamo in esso, ne siamo prosciugati, ma siamo completamente inconsapevoli che lo schema siamo noi. Sembra che sia al di fuori, che sia qualcosa che ci sta capitando, eppure è dentro di noi, siamo noi. Il fatto che sia dentro di noi non garantisce che sia in qualche modo connesso alla coscienza.

Nick Campion: Ma come facciamo a capire di essere consapevoli di una cosa?

Liz Greene: E' difficile da spiegare. E' qualcosa che ha a che fare con la sensazione di trovarsi in una posizione centrale e salda ed essere consapevoli, non solo a livello intellettuale ma attraverso sé stessi, di qualcosa che riconosciamo far parte di noi ma con la quale non ci identifichiamo. C'è uno spazio tra noi e questo qualcosa. Per esempio, se oggi ho un transito di Marte e tu dici la cosa sbagliata io mi arrabbio; se io sono inconsapevole di questa rabbia, semplicemente mi arrabbierò. Non so neanche perché sono arrabbiata. Allora dirò parole offensive, ti attaccherò e ti colpirò. Non c'è posto per una consapevolezza personale. Non ho idea di quello che sto per fare, di quello che sto per dire o di quello che provo. Agisco, e poi dico:"sono spiacente, ho perso le staffe, non volevo fare quello che ho fatto".
Al contrario, se sono consapevole, nel sentire le tue parole saprò che sono arrabbiata, e forse anche perché lo sono. Potrò sentire la rabbia, ma io non sono quella rabbia, e ciò mi permetterà di dire a me stessa:"Veramente il mio amico intende dire questo? Che cosa ha innescato in me?", e potrò lavorarci sopra. Se la rabbia persisterà, potrò dirti tranquillamente:"Ti rendi conto di quello che hai detto? E' molto offensivo". Oppure potrò tenere la bocca chiusa perché avrò capito che la mia rabbia non ha niente a che fare con te, è un mio problema .

Nick Campion: Quindi i nostri processi di pensiero interiori sembrano essere cruciali. Se intendiamo l'astrologia come un linguaggio, possiamo riferirci a questo stato d'animo cosciente come a qualcosa relativo ai Gemelli o alla Vergine? Qualcosa di analitico?

Liz Greene: Non penso che coinvolga l'analisi. Alcuni individui possono concettualizzarlo, ma la coscienza può essere acqua, fuoco o terra. E' una qualità della consapevolezza che significa che una persona non si identifica con ciò che sta sperimentando. Rimane al di fuori, non dissociandosi ma sufficientemente distaccata per poterla riconoscere. Può riconoscerla a vari livelli, non necessariamente a livello intellettuale.

Nick Campion: Quindi quando gli astrologi dicono, e lo fanno spesso:"Che brutto periodo, ho un transito di saturno", pensi sia una cosa sbagliata da dire?

Liz Greene: Beh, lo dico anch'io. Ma so cosa intendo quando lo dico. Parlare in questo modo in realtà non esprime veramente quello che sta accadendo. E' una scorciatoia. Non viviamo un brutto periodo a causa del transito. Il transito è una sigla simbolica di quello che stiamo sperimentando. Non ne è la causa. Non posso andare in giro a correggere tutti mentre parlano, così anche io dico "Che giorno schifoso! Ho saturno chissà dove". E' una scorciatoia.

Nick Campion: Il transito è una sigla, questo mi ricorda gli aforismi astrologici, uno degli quali molto popolare di Charles Carter: "Le stelle non costringono, persuadono". Geoffrey Cornelius ha aggiunto: "Non persuadono né costringono, le stelle indicano". In questo senso i transiti possono essere intesi come indicazioni invece che come cause?

Liz Greene: Anche io penso che i pianeti indicano. Non spingono, costringono, o disperdono. Sono semplicemente indicatori.

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Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

© 2001 Nicholas Campion - Diritti Riservati

 

Nicholas Campion è ex Presidente dell'Astrological Association del Regno Unito. Studia Astrologia dai primi anni '70 e insegna questa materia dal 1980 per Il Camden Institute di Londra, la Faculty of Astrological Studies e, più recentemente, per il Kepler College. Attualmente è anche uno studente diplomato nel dipartimento di Studi Religiosi presso il Bath Spa University College, in Inghilterra. Nick ha vinto nel 1992 il premio Marc Edmund Jones, nel 1994 il premio Georges Antares e nel 1999 il premio Spica per l'eccellenza professionale. I suoi libri comprendono "Mundane Astrology" e "The Book of World Horoscopes". Informazioni su questi libri sono disponibili sul sito web: www.nickcampion.com

[13] Liz Greene e Howard Sasportas hanno fondato insieme il "Centre for Psychological Astrology" nel 1983. Darby Costello è un docente del Centro.

[14]Richard Dawkins è professore di Public Understanding of Science presso l'università di Oxford ed uno dei più popolari scrittori di libri scientifici del Regno Unito. E' un militante ateo materialista ed un duro oppositore dell'astrologia, di tutti i fenomeni paranormali e delle credenze metafisiche e religiose. Il suo attacco all'astrologia è disponibile sul sito web dell'Astrological Association: www.astrologer.com/aanet

[15] Liz Greene, Relating: An Astrological Guide to Living with Others on a Small Planet, London: Coventure, 1977, p. 1. Edizione italiana: La Relazione Interpersonale: Guida astrologica a vivere con gli altri su un piccolo pianeta, 1989, Casa Editrice Astrolabio - Ubaldini Editore, Roma

[16] Ibid., p. 274.

 

Traduzione dall'inglese: Simona d'Alessio

 

 
verso l'alto [4] Le lenti dell'astrologia

Le lenti dell'astrologia

Intervista di Nicholas Campion a Liz Greene
Parte 4

L'articolo originale è apparso nella rivista astrologica americana "The Mountain Astrologer" (Feb/Mar 2002), ed è ancora disponibile sul sito www.mountainastrologer.com

Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4

Nick Campion: Uno dei temi prevalenti in tutta la tua opera è l'idea dinamica dell'astrologia come processo, o cammino, e di come siamo tutti in viaggio. Appena ho letto ciò che hai scritto riguardo a Saturno-Plutone ho capito che volevi anche enfatizzare il concetto di processo e il passaggio attraverso la crescita e la decadenza come accade nel tempo lineare; cosa evidente nella natura, nella società, nella psiche umana. Hai anche detto che "questi sono concetti esoterici."[17] In un'altra occasione, quando un partecipante ad un seminario ha cercato di coinvolgerti in una discussione sulla reincarnazione in relazione a Saturno e Plutone, tu hai risposto:" Veramente non conosco il lato metafisico di tutto ciò."[18] Ti chiedo quindi se tu hai, personalmente, una dottrina metafisica che influenza la tua astrologia, o una grande spiegazione metafisica dell'astrologia. O semplicemente questo non ti interessa?

Liz Greene: Mi interessa a livello personale, nel senso che vorrei sapere cosa diavolo ci facciamo qui. Certamente solleverò la questione. Ma non penso che l'astrologia contenga una metafisica. Non c'è un sistema di credenze connesso ad essa. Le persone portano le proprie convinzioni nell'astrologia, e in un certo senso non possono farne a meno, perché ogni individuo possiede un sistema di preconcetti. Quindi è impossibile dire:" Non sto applicando le mie convinzioni all'astrologia". Tutto ciò che ho appena detto riflette il mio sistema di convinzioni. Non posso garantire che gli schemi che percepisco nella vita esistano veramente, ma sono abbastanza sicura che qualcosa di simile ci sia, perché un numero più che sufficiente di persone li percepiscono da millenni. Per quanto riguarda la reincarnazione, l'evoluzione e tutte le domande su dove va lo spirito dopo la morte - abbiamo un'anima? Andremo all'inferno o in paradiso? Dovremmo essere cristiani o pagani? - veramente non ne ho idea. Non penso che la risposta a queste domande sia rilevante ai fini dell'astrologia. L'astrologia è solo una serie di simboli che descrivono schemi. Se imponiamo un ordine spirituale o religioso o metafisico a questi schemi va bene, ma è una imposizione personale e non qualcosa inerente l'astrologia stessa.

Nick Campion: Vorresti dire che l'astrologia stessa è un sistema di credenze?

Liz Greene: No, non lo direi, non lo è più di quanto non lo sia qualsiasi altro simbolismo. Non so cosa siano i simboli, so solo che sembrano emergere in maniera organica come contenitori di una moltitudine di schemi complicati e conflittuali, che sono collegati in qualche modo. Non li creiamo noi, né certamente crediamo in loro, ma sono lì comunque. Noi li percepiamo, ci accorgiamo di loro, stabiliamo delle connessioni tra loro. "Credere" in astrologia non ha senso per me. Si dice "credo" in qualcosa quando non si ha diretta esperienza di quella cosa. L'astrologia richiede esperienza e lavoro pratico per verificare che esprima ogni significato o rilevanza. E' come dire "credi nella tua macchina?". No, la guido soltanto. Non ho idea di come funzioni, l'importante è che lo faccia. Le persone che dicono di credere nell'astrologia o stanno usando la parola sbagliata non sanno di cosa parlano. Si può credere in Dio o nella reincarnazione perché non si ha esperienza diretta di queste cose. Alcune persone potrebbero dire di essere sicure dell'esistenza di Dio e che non si tratta di credenze. Va bene, potrei discutere con loro. Forse hanno ragione. Altre sostengono di essere sicure dell'esistenza della reincarnazione perché ricordano di essere state bruciate sul rogo nel 16° secolo. Non sono nella posizione per poter dire che sono degli idioti o che soffrono di allucinazioni, o che stanno fantasticando qualcosa di profondamente importante a livello simbolico. Semplicemente non lo so, e per questo penso che sia inappropriato affrontare queste tematiche durante un'interpretazione con un cliente.

Nick Campion: Quindi, tornando ai clienti, ti sei formata un'opinione su cosa vogliono dall'astrologia? La critica a volte li riduce tutti a persone che cercano un significato - come se fosse una cosa negativa - o un senso di sicurezza.

Liz Greene: I motivi per cui si va dall'astrologo sono così tanti quante sono le persone che lo consultano. Penso inoltre che lo scetticismo e il credere siano due aspetti della stessa patologia. Lo scetticismo che porta le persone a dire "chi va dall'astrologo è un insicuro"è il risultato di una generalizzazione fuorviante. Bisogna prendere le persone individualmente, una alla volta. Da quanti anni incontro clienti? Ho iniziato a 19 anni, quindi sono 36 anni. Non posso dire che tutte le persone che ho incontrato da allora ricercano la stessa cosa, o qualcosa in particolare. Posso raggrupparli per sommi capi. Alcuni vengono per semplici preoccupazioni pratiche. Capiscono che l'astrologia potrebbe essere utile ed utilizzano la lettura dell'oroscopo per capire quando e come compiere scelte concrete. Non sono particolarmente ansiosi di sapere come funziona. Altri vengono per una introspezione psicologica, altri perché si sono imbattuti in un muro in un problema di relazione. Altri sono infelici e profondamente depressi, o si trovano sull'orlo di un precipizio e sperano di avere qualche intuizione. Alcuni vengono per un significato, altri per sapere qualcosa del loro sviluppo spirituale. E posso continuare! Non penso che tutti rientrino in particolari categorie. E molti di loro, probabilmente la maggioranza, non "credono" nell'astrologia. Sono solo interessati a vedere se può aiutarli, che non è la stessa cosa.

Nick Campion: I tuoi clienti vengono da un background socio-economico riconoscibile? Sto pensando alle accuse che ho sentito secondo cui le persone che vanno dall'astrologo vengono dai margini della società.

Liz Greene: No, non c'è uno schema. Quando ho iniziato a fare le carte il mio ambito era limitato al contesto che io stessa frequentavo negli anni '60. Allora c'era sicuramente un "tipo" di clienti. Principalmente venivano dal mondo degli hippie della New Age, con una sovrapposizione di gente dall'ambiente musicale e teatrale. In ogni settore sociale ci sono persone interessate all'astrologia, non c'è un tipo in particolare che ho individuato durante gli ultimi 20 anni. E' venuto da me ogni tipo di cliente che puoi immaginare, e per ogni motivo di consultazione.

Nick Campion: Non hai notato una maggioranza di donne? Dovunque vado è il genere dominante in astrologia.

Liz Greene: Prima era così, ma adesso ho molti clienti uomini, in misura crescente. E' interessante notare che da quando mi sono trasferita in Svizzera la percentuale di uomini è aumentata. Ho notato lo stesso anche nei miei seminari a Zurigo, ci sono molti più uomini dei seminari a Londra.

Nick Campion: E' abbastanza sorprendente, perché sono abituato alla schiacciante preponderanza di donne in astrologia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Liz Greene: Penso che in questo caso sia un aspetto culturale. Non voglio dire che ci siano più uomini che donne tra gli studenti svizzeri, ma certamente, in alcuni seminari ce ne sono fino al 40 o 50 %. Dipende dall'argomento. Se il seminario è sulla Luna o su Venere vengono più donne. Ma c'è una differenza riguardo a come la collettività in Svizzera concepisce l'astrologia. Esponenti del governo svizzero sono venuti ai seminari, così come biologi e matematici, uomini che non hanno problemi se vengono visti andare ad un seminario di astrologia.

Nick Campion: Non trovi che forse dipenda da fatto che tu sei una famosa junghiana, e Jung era un uomo ed era svizzero?

Liz Greene: No, non penso. Penso sia un fatto culturale. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nell'approccio all'astrologia della collettività inglese. Gli inglesi soffrono di iperrazionalità, e la gente è spaventata dall'irrazionale. Questo è il motivo per cui gli inglesi sono critici nei confronti di Freud, di Jung, della psicoanalisi, dell'astrologia. E' un problema di quella collettività. Sta cambiando lentamente, ma penso che il cambiamento sia più veloce in altri paesi europei.

Nick Campion: Probabilmente hai usato la parola "irrazionale" in senso positivo.

Liz Greene: Si. "Irrazionale" non significa "pazzo".

Nick Campion: Molto spesso la parola viene intesa in questo senso.

Liz Greene: Beh, molto spesso in Inghilterra!

Nick Campion: Proprio ora hai detto che lo scetticismo e il credere sono due facce della stessa medaglia. Questo mi ricorda una conversazione con Alexander Reperti in occasione della Conferenza dell'Astrological Association inglese, nel 1985. Lui era una studente di Alice Bailey ed era profondamente filosofico e molto influenzato dalla teosofia. Fu molto critico verso gli astrologi psicologici e junghiani, disse:"Non sanno con che hanno a che fare perché psicanalizzano tutto". Allora ho avuto la sensazione che gli astrologi teosofici che iniziarono lo sviluppo della moderna astrologia psicologia all'inizio del 20° secolo avevano una metafisica spirituale che era parte integrante della loro astrologia, del tipo accettato da Reperti. Ma l'approccio psicologico all'astrologia può essere in effetti profondamente scettico perché potrebbe portare a sostenere che se credi agli arcangeli e ai maestri ascesi (come dovrebbe un astrologo teosofico) allora queste convinzioni potrebbero non essere altro che la propria proiezione psicologica.

Liz Greene: Si, potrebbe essere. Ma guardare le cose da un punto di vista psicologico non vuol dire che le esperienze numinose siano necessariamente una sublimazione di una patologia. Le convinzioni metafisiche possono esistere totalmente e appropriatamente su un piano personale. Porre l'astrologia in una prospettiva psicologica significa solamente premettere che di qualsiasi esperienza numinosa si tratti, sono gli essere umani che la riportano, e qualsiasi esperienza venga riportata la psicologia non è in grado di giudicare se sia vera o no. E' solo che gli esseri umani si relazionano con ciò che percepiscono attraverso i loro processi psicologici. Quindi se un cattolico devoto ha un'esperienza numinosa dirà:" mi è apparsa la Vergine Maria", un aborigeno australiano dirà:"Sono uno con la terra", un hindu sperimenterà l'illuminazione attraverso Krishna. Gli individui creano le loro lenti personali attraverso le quali percepiscono tali esperienze. Tutto ciò che può dire la psicologia è:"Ok, è accaduto qualcosa di straordinario, ma non sappiamo se si tratta di angeli o no". Personalmente non sono nella posizione di poter dire se gli angeli esistono o no. Non ne ho la più pallida idea. Ma mi interessa la persona che viene da me e dice di aver visto gli angeli, perché questo mi porta immediatamente nella sfera dell'individuo e della sua psicologia, ed è una buona idea sapere con che tipo di persona hai a che fare prima di stabilire che tutto ciò che gli ha detto l'angelo è la verità. In questo modo hai spazio per gestire la cosa.

Nick Campion: In "Nettuno" hai scritto che "la psicologia stessa potrebbe essere semplicemente un tipo di cosmologia religiosa più sottile, come sostengono le lobby anti-analisi. La divergenza tra l'edificio scientifico della psicoanalisi e gli insegnamenti esoterici e incanalati di Alice Bailey non è così grande come si potrebbe pensare".[19] A parte il senso di scetticismo, mi piace l'idea che la psicologia sia una cosmologia religiosa.

Liz Greene: Penso che le scuole di psicologia siano così, nel senso che i loro insegnamenti tendono a diventare visioni del mondo dogmatiche. Ogni scuola di psicologia - con il suo linguaggio, le gerarchie, le mappe mentali, le enunciazioni riguardo alla centralità dell'essere umano e a dove stia andando - in effetti si cristallizza esattamente nello stesso modo in cui si cristallizza qualsiasi altro gruppo religioso o spirituale. La terminologia li intrappola. Se la tua formazione è freudiana accetterai il complesso di Edipo come qualcosa di reale, se non stai attento e all'erta. Il concetto diventa la forma attraverso la quale identifichi il comportamento degli altri. Ma non è "reale" più di quanto non lo siano i pianeti in astrologia. Se sei junghiano (ed ho sentito tanti junghiani fare così durante il mio tirocinio) puoi parlare dei modelli junghiani come se fossero reali. Qualcuno può dire:" ho avuto una esperienza dell'anima" perché si è innamorato ed ha una storia segreta. L'evento viene descritto come se l'anima fosse una cosa reale, un punto preciso in un ambito preciso, ma non è così. E' il gergo psicologico che si trasforma in un sistema religioso, così come il gergo religioso fa della religione un sistema. La gente usa erroneamente il linguaggio come se fosse una struttura concreta e una realtà stessa, mentre si tratta solo di linguaggio e la cosa descritta è la stessa, qualsiasi lingua si usi. Non diventa più o meno reale usando parole diverse.

Nick Campion: Pensi che Jung stesso pensasse che l'anima era qualcosa di reale e concreto?

Liz Greene: Non lo so. Sospetto di no. Era molto scaltro. Ma penso che l'abbia presentata come sistema per la stessa ragione per cui lo ha fatto la maggioranza degli psicologi. Non fraintendermi: non penso che il linguaggio sia qualcosa di negativo e che il linguaggio psicologico o astrologico non debbano essere usati. Non lo penso affatto. E' solo che prenderlo alla lettera lo calcifica.

Nick Campion: Negli ultimi 15 anni si è verificato quasi un movimento per ritornare ad una astrologia più letterale. Il cosiddetto revival tradizionale in astrologia può dischiudere la conoscenza in un certo senso, dall'altro può costituire un porto sicuro per gli astrologi che cercano certezze.

Liz Greene: La stessa cosa è successa nella religione. Siamo tutti molto spaventati; quando c'è la sensazione di scivolare verso il caos, e ci sembra che le cose stiano precipitando ad una velocità che non possiamo controllare, allora si instaura a livello collettivo un sentimento di panico. In questa situazione si determina un movimento verso delle strutture che ci sostengano e ciò riguarda l'astrologia come qualsiasi altro ambito. Ciò non è necessariamente negativo perché la paura è paura e la sicurezza è molto attraente a volte. Ma è comunque una buona idea mantenere un atteggiamento ironico - anche se avvertiamo la necessità di un approccio più letterale - e cercare di capire perché si manifesta un tale bisogno in quel momento.

Nick Campion: Forse è sempre positivo conservare il senso dell'ironia. In "I pianeti esterni e i loro cicli" usi il termine "enantiodromia" in relazione alla storia di Israele.[20] Ciò che intendi è un senso di ironia cosmica per cui gli eventi prendono una svolta che non ci aspettavamo. Questo concetto si ricollega a quello dell'ombra?

Liz Greene: L'enantiodromia si verifica quando un atteggiamento diventa estremo. Allora si tende a scivolare nel suo opposto e a comportarsi esattamente come ciò da cui si sta fuggendo. Non ha a che fare solo con l'ombra. Quando si compie uno sforzo per tenersi alla larga da qualcosa che ci spaventa o che semplicemente non siamo pronti ad affrontare, ci spingiamo il più possibile nel senso opposto. Più spingiamo e più ci indirizziamo all'estremo opposto, perdendo così la posizione di centro, dalla quale potremmo veramente controllare le divergenze. Tutto ciò funziona in maniera alquanto misteriosa. Ad un certo punto assumiamo le sembianze del nostro oppositore e cominciamo a comportarci esattamente come lui, accusandolo di fare cose che noi stessi facciamo. Noi e lui ci comportiamo nello stesso modo. Le problematiche e le idee si polarizzano tra due ambiti, o due persone, o due gruppi, o due collettività che, segretamente, hanno molto in comune. Ma non possiamo sopportare di stare nello stesso posto, nel centro, e vivere le cose in comune.

Nick Campion: Alla luce di quanto hai detto circa la necessità di farsi indietro rispetto alle proprie idee e di interrogarsi sulle proprie supposizioni, ciò che mi è sempre piaciuto del Centro per l'Astrologia Psicologica è che non sembra esserci nessun programma stabilito. Il programma è continuamente in evoluzione, un po' come la rivoluzione permanente di Trotsky o Mao! Qualcuno fa qualcosa di interessante e tiene un seminario da voi. Come va il centro al momento?

Liz Greene: Va molto bene. Come hai detto è in continua metamorfosi, ma senza rispondere a nessuna imposizione o struttura.

Nick Campion: Da come dicevi poco fa i seminari in Svizzera sembrano particolarmente popolari.

Liz Greene: Mi piace tenerli a Zurigo perché è una collettività diversa. Ho imparato diverse cose dalle persone lì. Ma la scuola ha sempre una specie di caratteristica organica, mercuriale. Ha il sole in Gemelli e la tendenza mercuriale al cambiamento all'interno di una struttura molto, molto libera.[21] Non ho mai avuto uno schema o delle idee su come doveva essere. E' diventata ciò che è attraverso le diverse persone che contribuiscono con le loro idee, gli studenti che esprimono ciò che vogliono e attraverso gli astrologi che ci sembra possano essere buoni tutori. Le uniche cose che ho fortemente voluto per la scuola sono, primo, che rimanesse piccola, senza aspirare a diventare grande e inefficacemente burocratica - ciò non significa confusione ma scioltezza. Secondo, non viene insegnato un metodo in particolare, non un solo approccio se non quello che la psiche umana è al centro dell'astrologia, e i pianeti non sono intesi come entità che "fanno qualcosa" agli individui.

Nick Campion: Hai detto che la scuola ha il sole in Gemelli. Non sapevo che esistesse un preciso momento fondante. Ero a conoscenza dell'evoluzione da Centro di Psicologia Transpersonale a Centro di Astrologia Transpersonale.

Liz Greene: Il Centro per la Psicologia Transpersonale era un'organizzazione di Ian Gordon-Brown e Barbara Somers. Quando per la prima volta decidemmo di dare un'egida formale ai seminari di astrologia li chiamammo Centro di Astrologia Transpersonale, per esprimere l'idea del gemellaggio tra l'insegnamento psicologico e quello astrologico. Poi però il termine "transpersonale" ha cominciato a infastid